Da diversi anni assistiamo a frequenti e ripetute dispute su questo argomento. Ci sono state innumerevoli prese di posizione di insegnanti, giornalisti, magistrati ed anche una sentenza della CORTE EUROPEA sui diritti dell'uomo che ha affermato che la presenza del crocifisso è INCOMPATIBILE con i principi di eguaglianza e di libertà di espressione.

L'argomento è tornato di attualità oggi per la presa di posizione di un magistrato (Luigi Tosti) che si è rifiutato di tenere udienze in una aula con il crocifisso appeso.

Riporto fedelmente il brano di un articolo tratto da IL TEMPO di oggi 23 genn. :

   "  Il CSM CACCIA IL GIUDICE ANTI CROCIFISSO

Un vezzo? Una convinzione autonoma e irridente della pubblica opinione e della spiritualità dei cittadini? Un'interpretazione cavillosa e controversa delle norme? O un delirio d'onnipotenza, anche se così lontano da Dio? Tanti gli interrogativi sugli atteggiamenti a dir poco singolari del giudice di Camerino, Luigi Tosti, divenuto famoso per sua scelta deliberata dopo aver rifiutato di tenere udienze nelle aule dove era esposto il crocifisso. Ebbene, il magistrato è stato rimosso dall'ordine giudiziario. Lo ha deciso la sezione disciplinare del Csm fornendo, tuttavia, una motivazione che non riguarda formalmente la questione del crocifisso: Tosti è stato rimosso per non aver tenuto udienza nel periodo da maggio 2005 a gennaio 2006. Assenze, aveva «spiegato» il magistrato, dovute alla presenza del crocifisso in Aula; finché il simbolo sacro non fosse stato rimosso, aveva detto, non avrebbe tenuto udienza. Dunque, al di là dell'esternazione che lasciamo al giudizio dei singoli, il Csm ha inteso punire il rifiuto di Tosti di compiere atti connessi all'attività giudiziaria. "

Presumo che si questo argomento assisteremo a discussioni accese e contrapposte.

Personalmente, anche se sono un NON credente, ritengo che i crocifissi debbano restare esposti dove sono. Fanno parte della ns. cultura e della tradizione cristiana del ns. popolo.
Sono un grande fautore della laicità dello Stato ma credo che sia giusto tenere nella dovuta considerazione che la maggioranza degli italiani ha sentimenti e credenze religiose che vanno rispettate.
Può darsi che qualcuno trovi incongruente e contraddittorio quello che affermo ma sono pronto a discuterne con Voi.

Risposta di Giovanni Capella 15:47 - 23/01/10

IO personalmente ho fatto un quiz su Facebook e il risultato mi confermava che devo tenermi pronto per la prossima CROCIATA!!

Non vedo l'ora!!

Altro che 1 crocefisso in aula....anche il vangelo!! Obbligatorio....

Sarò un pò rimasto insietro?? che dite?

Gio

Risposta di Remo Ponzini 10:59 - 25/01/10

Ciao Giovanni,    non so che rilevanza demoscopica abbia l'interrogativo che hai posto su Facebook ma è quantomeno sintomatico e significativo dell'umore popolare. Comunque è certo che anche fasce di non credenti, rispettosi dell'altrui pensiero, si sono schierati a favore dell'esposizione del crocifisso.

Altro discorso è quello riguardante la laicità dello stato.Sarebbe auspicabile che anche i cattolici fossero fautori e portatori di questo valore. La vera laicità consente a tutti, credenti o non, la piena libertà di espressione politica e religiosa. Non accetta, ovviamente, i condizionamenti e le sottomissioni a credi religiosi o a dottrine varie di cui il mondo è strapieno.

L'Italia in questo senso si è sempre collocata in una posizione ambigua e subdola. Non abbiamo mai avuto il coraggio di fare questa scissione in modo chiaro ed esplicito. Siamo, ahimè, a metà strada tra i paesi occidentali più evoluti e quelli islamici; e questo non depone certo a ns. favore.

Su questo argomento ci sarebbe da scrivere per giornate intere. Ci ritorneremo se troverà interesse ed un pò di proseliti.

 
Risposta di Fausto 11:13 - 25/01/10

Ritengo che lo Stato in quanto tale debba essere un organismo super partes, perciò non ritengo corretta neanche la posizione della Chiesa Cattolica che forte degli accordi stipulati si considera "Religione riconosciuta".

L'unico posto in cui la religione può ritenersi formalmente riconosciuta non può essere che l'anima.

Perciò in linea di massima il comportamento più equilibrato sarebbe eliminare qualsiasi tipo di simbolo religioso dai luoghi pubblici, e rendere l'ora di religione un momento di studio e di incontro tra le VARIE religioni.

Se non chè...

1) il fatto di voler togliere il crocifisso sembra più che altro una presa di posizione del solito schieramento politico, perciò più che una valenza costruttiva sembra voler avere un semplice obiettivo distruttivo!

2) il mussulmano (perchè di questo si tratta visto che non è mai stato sollevato il problema da altri per 2000 anni fino a quando il mussulmano non ha deciso di farlo) che si sente offeso per la presenza di Cristo in croce ha sempre la possibilità di tornare nella propria patria di origine e professare il proprio credo nel modo che ritiene più opportuno, in alternativa può adattarsi ed integrarsi rispettando le tradizioni del paese che gentilmente lo ospita.

3) se non difendiamo e tramandiamo i nostri valori e le nostre tradizioni ci troveremo troppo in fretta in un mondo privo di punti di riferimenti ed i nostri figli non avranno altro modello sociale che la televisione ed il mondo del web. Perciò teniamoci strette le recite del natale e diamo la possibilità agli alunni che propongono obiezione di coscienza di avere una alternativa didattica.

4) ritengo che l'unico posto in cui veramente trovo il crocifisso fuori luogo, anacronistico ed offensivo anche per lo stesso Cristo sia nelle aule dei tribunali. Accostare la giustizia umana a quella divina è una vera ingiuria e credo che in quel caso l'intervento debba essere fatto il prima possibile.

5) se poi il loro Dio è veramente così grande e magnanimo sono sicuro che non avrà problemi ad illuminare i propri fedeli e a convincerli di concederci di mantenere questo pezzo della nostra Storia.

Ecco Remo come la penso io.

Risposta di Remo Ponzini 14:05 - 25/01/10

Ciao Fausto,  ero certo che tu saresti intervenuto anche su questo argomento. Bisogna anche ammettere che sei il più solerte ed operoso partecipante di questo blog. Penso che il Gigi ti incoronerà come migliore " interventista ".

Tu elimineresti (in teoria) ogni simbolo religioso dagli uffici pubblici ma subito dopo precisi, e con questo concordo pienamente, che apparirebbe come un segno di cedimento nei confronti di una parte minoritaria di militanti politici che sono nemici dichiarati dei cristiani ma, chissà perchè, molto ben amalgamati con il pensiero coranico. Tu non hai usato la stessa terminologia ma, se per caso, io ti avessi male interpretato .... mandami una tiratina di orecchie (virtuale).
Hai mai notato che certa stampa quando gli extra-comunitari delinquono (esempio: violenza carnale di gruppo) trova sempre delle " giustificazioni morali " ai loro insani comportamenti ???  Ritengo di si visto che un pensatore; chissà perchè non sono altrettanto teneri se lo stesso misfatto lo compiono gli italiani.

Torniamo a noi.  Concordo totalmente con te sul punto 2 e 3. E' il pensiero dell'ex primo ministro australiano John Howard che Stefano Bruschi ci aveva calato nel blog dell'Islam. Permettimi di fare un piccolo copia/incolla dell'ultimo periodo :

" Questo è il NOSTRO PAESE; la NOSTRA TERRA e il  NOSTRO STILE DI VITA. E vi offriamo la possibilità di approfittare di tutto questo. Ma se non fate altro che lamentarvi, prendervela con la nostra bandiera, il nostro impegno, le nostre credenze cristiane o il nostro stile di vita, allora vi incoraggio fortemente ad approfittare di un’altra grande libertà australiana: IL DIRITTO AD ANDARVENE. Se non siete felici qui, allora PARTITE. Non vi abbiamo forzati a venire qui, siete voi che avete chiesto di essere qui. Allora rispettate il paese che VI ha accettati.

John Howard   "

Personalmente, al contrario di te, non ci trovo nulla di sconveniente sul fatto che nelle aule di giustizia ci siano appesi dei crocifissi. Forse ti apparirò troppo semplicistico ma a me non danno fastidio anche se quello che esprimi ha valenza e senso logico.

Allargando un pò il discorso c'è poi il problema dell'insegnamento quasi obbligatorio dell'ora di religione nelle scuole. C'è il noto 8/°°° che lo Stato destina alle religioni più note  ecc. ecc.. ma di questo di riparleremo.

Ciao e grazie per la tua partecipazione.

Risposta di Giovanni 14:23 - 25/01/10

Ritorno brevemente sul discorso riprendendo un mio parere in un post precedente che parlava di Islam,crocefissi e insegnamento a scuola della religione.

Come già detto io mi sono sposato con una donna dell'est(in particolare Fed.Russa)e vi riconfermo come funziona là anche se qualcuno potrò obbiettare che là non c'è democrazia....

A scuola vi è la possibilità di scegliere quale religione seguire(logicamente a seguito di un numero minimo di alunni che ne facciano richiesta)ognuno segue l'Islam,il giudaismo,ecc....

Però state tranquilli che di Adel Smith che lanciano fuori dall'aula i crocefissi non c'è ne sono!! e neanche di atei che fanno ricorsi alla corte dei diritti dell'uomo solo per un semplice motivo...lo stato Russo sia esso comandato dagli Zar,sia da Vladimiri Putin è fondato sulla religione Ortodossa Cristiana(pur se la costituzione dice che lo stato è laico)e quindi nessun cittadino della Fed.Russa si sogna di mettere in dubbio questo valore fondamentale del popolo.

Non per niente nonostante 70 anni di Comunismo feroce la religione è tornata più forte che mai nei cuori del popolo e dei governanti locali.

Ai tempi del comunismo le famiglie che non potevano battezare i bambini in chiesa lo facevano con rito privato in casa,gli stessi nonni lo facevano.

Al funerale di una zia di mia moglie è stata la stessa madre con amiche a celebrare il rito con esposte le icone.

Tutto questo per dirvi che come diciamo in tanti "quando ti scordi da dove vieni non sai dove vai".

Poi per il fatto che là non ci sia democrazia...........quando mi fanno scegliere chi votare in Italia direi che il popolo non ha tanta voce....o sbaglio?

Risposta di Fausto 18:16 - 25/01/10

Caro Remo, ti ringrazio per i complimenti, e faccio subito chiarezza du alcuni punti...

Scrivo molto perchè mi sono rotto le scatole di non farlo e di stare nel silenzio, spero che tanti altri seguano la mia scelta.

Ma secondo me sono tanti i lettori di questo forum a fronte di pochissimi post. Proprio perchè tanti leggono ma "non si possono o vogliono esporre".

Poi ammetto che visto il lavoro che faccio, sono sempre davanti al pc, per me non è complicatissimo intervenire.

Per quanto riguarda il mio intervento ti confermo di essermi volontariamene contraddetto perchè delle volte le scelte sono il frutto di un ragionamento forzato.

Se mi si chiede se lo stato dovrebbe essere indipendente e laico io rispondo "SI" ma allo stesso tempo se devo scegliere tra supportare la religione Crisiana per impedire che venga sostituita da quella Mussulmana allora dico "NO". Ma questo per il semplice motivo che non credo che la spinta per portare avanti questi cambiamenti sia disinteressata da parte loro. Non credo che vogliano togliere i crocifissi per lasciare il muoro vuoto per capirci!!!

La loro missione (perchè sono missionari come i nostri missionari di un tempo) è convertire e propagandare il loro credo, non accettare una libertà di culto (che comprende anche la libertà di non averlo un culto).

Per quanto riguarda le aule dei tribunali a me da veramente fastidio che il Cristo aleggi bello in alto in quanto sembra che il verdetto sia un verdetto divino e che la giustizia applicata (o molto spesso disattesa) abbia un'origine suprema.

Morale della favola se devo proprio scegliere di tenere un simbolo... direi che non ho dubbi e opto per la tradizione dei padri e dei nonni.

Tutto qua.

Ps.  comunque e sinceramente per me questi non sono problematiche prioritarie ed imprescindibili, l'importante è essere giusti ed equilibrati (certo non coglioni)

Risposta di Remo Ponzini 18:42 - 25/01/10

Caro Giovanni,  ci hai fatto una bella panoramica della situazione in Russia che ci ha aiutato ad inquadrare meglio il mondo dell'Est. E' vero che in quella nazione la religione dominante è quella cristiana-ortodossa ma è proprio questa affinità con la ns. cultura che ha favorito l'integrazione in modo ottimale.
Si discuteva di questo argomento sul forum dell'islam dove affermavo che se avessero favorito il flusso migratorio da paesi similari al nostro non si sarebbero create queste enormi divergenze e non avremmo assistito alla formazione di queste barriere di incomunicabilità. Avremmo anche potuto vivere più serenamente, senza il timore di essere detestati da quelli che ospitiamo e senza l'assillo che tra costoro si potesse nascondere un potenziale terrorista come è successo in tante nazioni occidentali.
Non sarà mai possibile che un italiano possa tentare un approccio con una donna di cultura islamica. Vengono tenute segregate, completamente isolate dal ns. mondo e se qualcuno si azzardasse ad infrangere queste " leggi " potrebbe seriamente mettere a repentaglio la sua vita e quella della partner.

Il miglior esempio di quello che affermo me lo fornisci tu ed altri ragazzi che hanno trovato la loro compagna in Russia o nei paesi confinanti. Le vs. donne si sono perfettamente integrate con la ns. comunità , hanno imparato la ns. lingua, si sono inserite nel ns. ambiente ed ora fanno parte della ns. società parimente alle locali. E ti dirò che è pure piacevole incrociarle per la strada perchè sono alquanto carine.

Sull'argomento democrazia che hai affrontato nelle ultime due righe concordo con te che si poteva fare molto di più e non solo quando si va a votare senza poter scegliere il candidato. Occorrerebbe mettere il cittadino al centro di tutte le attenzioni fornendogli una qualità di servizi migliore. Occorrerebbe che ognuno disponesse di un posto di lavoro. Ma mentre scrivo queste cose mi rendo conto che mi sto staccando dalla realtà.

Risposta di F. Rolleri 21:39 - 25/01/10

L'argomento è già stato sviscerato e mi pare che siano comparse più o meno tutte le possibili posizioni che si possono assumere sulla questione. Ma vorrei aggiungere una voce a favore della laicità dello Stato.

Così come nel caso della Costituzione italiana, anche sui rapporti tra Stato e Chiesa cattolica la sostanziale differenza tra regola e prassi consolidata ha portato a discussioni che, a mio parere, hanno senso solo fino ad un certo punto.

Il problema, ammesso che tale sia, dei crocifissi negli uffici, nelle scuole, nelle aule di tribunale non assume importanza solo nel momento in cui ci si trova di fronte a flussi migratori che portano in dote differenze culturali e religiose, ma avrebbe dovuto essere risolto già in precedenza: se i luoghi sopra elencati sono pubblici, e quindi espressione dei poteri e dei doveri dello Stato italiano, non dovrebbero recare simboli appartenenti ad altre nazionalità (Vaticano).

Ma è pur vero che lo Stato altro non è che la collettività italiana, e una (buona) parte di quest'ultima, per tradizione, trascinamento o convinzione, professa la religione e persegue la cultura cattolica. Potrebbero essere dunque i cittadini, in quanto facenti parte dello Stato, ad appendere i crocifissi nei luoghi pubblici: ma fino a che punto un cittadino può arrogarsi il diritto di imporre la propria visione religiosa, per definizione interiore ed intima, ad altri che non professano la stessa fede o ne professano nessuna?

Quale caos se ognuno decidesse di appendere nei luoghi pubblici l'icona del proprio credo, da Aristotele a Platini passando per Confucio e Darwin!

 
Risposta di scivolosissimevolmente 20:23 - 25/01/10

Mi pare che un certo Gesù Cristo, che si dice che di crocifissi prima o poi se ne fosse occupato, un giorno disse "Date a Cesare quel che è di Cesare" e a Dio quel che è di Dio".

Questo Signore già tanto tempo fa stabiliva la distinzione tra le vicende laiche e quelle di religione.

Già lui aveva concluso l'argomento.

 

 
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