Ho ricevuto nei giorni scorsi, una mail contenente  l'invito a partecipare ad una riunione pubblica il cui tema era  mettere a conoscenza degli interessati (aziende agricole e commercianti di Borgotaro), che la finanziaria del governo Berlusconi di quest'anno avrebbe sancito la morte di queste attività, poichè tutto il territorio in questione sarebbe stato equiparato, dalla legge stessa, alla pianura e di conseguenza si sarebbero persi tutti quei benefici che ora come ora permettono alle aziende di sopravvivere. 
Logicamente, più che spaventato, mi sono andato a leggere la legge e come al solito, mi sono trovato davanti ad una realtà che secondo me, è del tutto diversa da come è stata rappresentata dal PD Borgotarese e dalla associazione di categoria di riferimento (il suo).
Vi chiedo ( a chi ne sa ), vista la mia ignoranza e vista la mia perfetta malafede, quando si tratta di PD, se sono io che non so leggere o se sono loro che in vista delle elezioni regionali stanno facendo il solito terrorismo politico ?

Risposta di Remo Ponzini 15:06 - 29/01/10

Carissimo Puntinator,   ben tornato tra di noi. Mi chiedevo in quali anfratti o in quali reconditi nascondigli ti fossi rintanato. Questo forum languiva senza i tuoi interventi... cortesemente pungenti.
L'argomento che ci sottoponi è assai rilevante e di estrema attualità. Purtroppo assistiamo quotidianamente a questi rimpallamenti degli opposti schieramenti politici che hanno come unico scopo quello di demonizzare l'avversario. Penso che i cittadini gradirebbero che i loro rappresentanti si occupassero dei problemi reali e su come risolverli anzichè farci assistere, dentro e fuori la TV,  a baruffe ridicole e riprovevoli.
Però per affrontare il tema avremmo bisogno di leggere gli articoli della finanziaria oggetto del contendere. Io ho provato a fare ricerca sul web ma mi sono arreso di fronte alla smisurata estensione della legge.
Tu non riesci a farci un copia/incolla ???
Grazie.

Risposta di Il puntinator cortese 20:24 - 29/01/10

Caro Remo, innanzitutto devo dirti che ti ringrazio per aver notato l'assenza del puntinator cortese e poichè la lunga pausa di riflessione mi ha permesso di disintossicarmi, ora sono come nuovo. Nuovo, combattivo e bello come il sole. Eccoti il copia incolla che mi chiedevi. Ti informo, che ho chiesto lumi anche a chi la legge l'ha fatta. Spero (sono sicuro) nei prossimi giorni di poterti/vi informare sulle risposte. 

187. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, lo
Stato cessa di concorrere al finanziamento delle comunita' montane previsto
dall'articolo 34 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e dalle
altre disposizioni di legge relative alle comunita' montane. Nelle more dell'attuazione
della legge 5 maggio 2009, n. 42, il 30 per cento delle risorse finanziarie
di cui al citato articolo 34 del decreto legislativo n. 504 del 1992 e alle
citate disposizioni di legge relative alle comunita' montane e' assegnato
ai comuni montani e ripartito tra gli stessi con decreto del Ministero dell'interno.
Ai fini di cui al secondo periodo sono considerati comuni montani i comuni
in cui almeno il 75 per cento del territorio si trovi al di sopra dei 600
metri sopra il livello del mare.

Risposta di Fausto 21:58 - 29/01/10

Riassumo per sentito dire (anch'io non ho ancora avuto il tempo di approfondire direttamente), pertanto mi scuso se esporrò delle inesattezze, ma nella sostanza non credo che la legge si discosti di molto da quanto sto per scrivere.

Non sono state eliminate le Comunità Montane ma ne sono stati distratti i fondi.

Parte di questi fondi distratti saranno riassegnati direttamente ai Comuni.

Ai fini di questa riassegnazione MA SOLO A QUESTI FINI si applicheranno i parametri di Montanità cui ci si riferisce in questi giorni.

Da quello che ho capito ioin un bilancio Comunale medio potremmo essere intorno ad una cifra che oscilla intorno ad un paio di decine di migliaia di Euro.

Anch'io ho sentito qualche passaggio in Tv e come al solito la notizia è stata oltre modo strumentalizzata.

Comunque essendo abitudine dei Politicensi esporre la realtà a proprio piacimento io non ci faccio più caso se non per il fatto che sempre di più mi convinco che ci sia la necessità di un PDM e cioè di un Partito della Montagna (epurato da tutti coloro che per anni ed anni ed anni hanno avuto la possibilità di fare qualcosa e non sono stati in grado di farla, sia a destra che al centro che a sinistra).

Certo un progetto del genere romperebbe le Caste (ops volevo dire le palle) a qualcuno, ma pazienza... anche a me ormai le hanno rotte.

Glie lo faremmo vedere MONTANITA' cosa significa.

 

 

 

Risposta di Gianpaolo Serpagli 09:21 - 30/01/10

Caro Remo,
visto che l'argomento è per me molto interessante inserisco io la finanziaria con i commenti dell'Anci da cui si evincono le cose più importanti per i comuni come il nostro.

 

LEGGE 23 dicembre 2009, n. 191

 

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010)

 

In GU n. 302 del 30-12-2009 - Suppl. Ordinario n.243)

 

Commento alle norme di interesse dei Comuni

 

Articolo 2, comma 12

DURC

 

9. Al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 28, il comma 2-bis è sostituito dal seguente:

« 2-bis. Le regioni, nell’esercizio della potestà normativa in materia di disciplina delle attività economiche, possono stabilire che l’autorizzazione all’esercizio di cui al comma 1 sia soggetta alla presentazione da parte del richiedente del documento unico di regolarità contributiva (DURC), di cui all’articolo 1, comma 1176, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. In tal caso, possono essere altresì stabilite le modalità attraverso le quali i comuni, anche avvalendosi della collaborazione gratuita delle associazioni di categoria riconosciute dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, possono essere chiamati al compimento di attività di verifica della sussistenza e regolarità della predetta documentazione. L’autorizzazione all’esercizio è in ogni caso rilasciata anche ai soggetti che hanno ottenuto dall’INPS la rateizzazione del debito contributivo. Il DURC, ai fini del presente articolo, deve essere rilasciato anche alle imprese individuali »;

b) all’articolo 29, dopo il comma 4 è inserito il seguente:

« 4-bis. L’autorizzazione è sospesa per sei mesi in caso di mancata presentazione annuale del DURC, di cui al comma 2-bis dell’articolo 28 ».

 

Commento

 

Il comma 12 prevede l’applicazione della disciplina relativa al DURC al settore del commercio nei casi stabiliti dalle regioni, le quali possono stabilire anche le modalità attraverso le quali i comuni possono essere chiamati alla verifica di sussistenza e regolarità della documentazione.

 

Articolo 2, comma 23

Contributi piccoli comuni

 

23. Per gli anni 2010, 2011 e 2012 sono prorogate le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 703, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, con una riduzione complessiva dei relativi stanziamenti pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni indicati. Con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, si provvede alla corrispondente rideterminazione dell’ammontare dei contributi spettanti ai singoli enti interessati.

 

Commento

Il comma 23 prevede una riduzione complessiva di 10 milioni di euro dei contributi in favore dei piccoli comuni che presentano una elevata percentuale di popolazione residente ultrasessantacinquenne, il contributo in favore dei piccoli comuni che presentano una percentuale elevata di popolazione residente di età inferiore ai 5 anni, il contributo in favore dei comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti ed il contributo in favore alle comunità montane.

Articolo 2, comma 24

Certificazioni ICI

 

24. Ai fini della riduzione dei trasferimenti erariali di cui ai commi 39 e 46 dell’articolo 2 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, e successive modificazioni, i comuni trasmettono, entro il termine perentorio del 31 marzo 2010 e a pena di decadenza, al Ministero dell’interno un’apposita certificazione del maggior gettito accertato a tutto l’anno 2009 dell’imposta comunale sugli immobili, derivante dall’applicazione dei commi da 33 a 38, nonché da 40 a 45 del medesimo articolo 2 del decreto-legge n. 262 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 286 del 2006, e successive modificazioni, con modalità e termini stabiliti con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dell’interno.

 

Commento

 

Il comma 24 obbliga i Comuni a trasmettere al Ministero dell’interno un’apposita certificazione recante il  maggiore gettito, accertato a tutto l'anno 2009, derivante dalle misure di incremento della base imponibile ICI recate dal decreto-legge n. 262 del 2006 (articolo 2, commi da 33 a 38 e da 40 a 45), ai fini della corrispondente riduzione dei trasferimenti erariali.

Articolo 2, comma 48

Incremento Fondo tutela ambiente

 

48. Per l’anno 2010 al fondo di cui all’articolo 13, comma 3-quater, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e` riservata una quota di 100 milioni di euro a valere sulle risorse di cui al comma 250 del presente articolo.

 

Commento

 

Il comma 48 prevede l’incremento di 50 milioni di euro (da 50 a 100 milioni) delle risorse riservate per il 2010 a favore del Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio finalizzato ad enti per interventi sul territorio di appartenenza. Tale fondo deriva dalle risorse derivanti dallo scudo fiscale.

Articolo 2, comma 52

Diritto di prelazione per i Comuni sui beni confiscati alla mafia

 

52. All’articolo 2-undecies della legge 31 maggio 1965, n. 575, sono apportate le seguenti modificazioni:

 

a) dopo il comma 2, sono inseriti i seguenti:

« 2-bis. I beni di cui al comma 2, di cui non sia possibile effettuare la destinazione o il trasferimento per le finalità di pubblico interesse ivi contemplate entro i termini previsti dall’articolo 2-decies, sono destinati alla vendita »

 

Omissis

 

2-quater. Gli enti locali ove sono ubicati i beni destinati alla vendita ai sensi del comma 2-bis possono esercitare la prelazione all’acquisto degli stessi. Con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, sono disciplinati i termini, le modalità e le ulteriori disposizioni occorrenti per l’attuazione del presente comma. Nelle more dell’adozione del predetto regolamento è comunque possibile procedere alla vendita dei beni di cui al comma 2-bis ai sensi del comma 4 del presente articolo»;

 

Commento

 

Il comma 52 riconosce un diritto di prelazione ai Comuni sull’acquisto di beni confiscati alla mafia. Per l’attuazione di tale norma dovrà essere emanato un regolamento governativo.

Articolo 2, commi 127 e 128

Rimborso minori entrate derivanti da taglio ICI

 

127. Lo stanziamento di cui all’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, e all’articolo 2, comma 8, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, è integrato:

a) per l’anno 2008 di 156 milioni di euro;

b) dall’anno 2009 di 760 milioni di euro annui.

 

128. Il terzo periodo del comma 4 dell’articolo 1 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, è soppresso.

 

Commento

 

L’articolo 2 ai commi 127 e 128 prevede il rimborso ai comuni delle minori entrate derivanti dall’ICI a seguito dell’esenzione dall’imposta dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, disposta a decorrere dal 2008 ai sensi del D.L. n. 93/2008. In particolare, il comma 127 dispone l’integrazione dello stanziamento originariamente previsto dall’articolo 1, comma 4, del D.L. n. 93/2008 ai fini del rimborso ai comuni delle minori entrate ICI, di ulteriori 156 milioni di euro per il 2008 e 760 milioni di euro a decorrere dal 2009.

Si ricorda che per l’anno 2008 erano già stati rimborsati ai Comuni 2 miliardi e 864 milioni di euro a cui ora si aggiungono 156 milioni per un totale di 3 miliardi e 20 milioni; dall’anno 2009 si prevede in aggiunta ai 2 miliardi 604 milioni, stabiliti dal D.L. n.93, lo stanziamento definitivo di 760 milioni per un totale di 3 miliardi 364 milioni  come risulta dalle certificazioni inviate dai Comuni.

Sulla base di tale previsione si apprezza la previsione che stabilizza nel Fondo una compensazione pari a 3 miliardi e 364 milioni, va rilevato però l’esigenza di elevare alla medesima cifra anche il rimborso ICI per il 2008 perché allo stato mancherebbero ancora 344 milioni di euro.

Il comma 128 sopprime la disposizione che prevedeva che in sede di Conferenza Stato-Città ed autonomie locali fossero stabiliti i criteri e le modalità per la erogazione del rimborso ai Comuni da parte del Ministro dell'interno, con proprio decreto, secondo princìpi che tengano conto dell’efficienza nella riscossione dell’imposta, del rispetto del patto di stabilità interno, per l’esercizio 2007, e della tutela dei piccoli comuni.

Articolo 2, commi 183-188

Taglio contributo ordinario

 

183. Il contributo ordinario base spettante agli enti locali a valere sul fondo ordinario di cui all’articolo 34, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, è ridotto per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, rispettivamente di 1 milione di euro, di 5 milioni di euro e di 7 milioni di euro per le province e di 12 milioni di euro, di 86 milioni di euro e di 118 milioni di euro per i comuni. Il Ministro dell’interno, con proprio decreto, provvede per ciascuno degli anni alla corrispondente riduzione, in proporzione alla popolazione residente, del contributo ordinario spettante ai singoli enti per i quali nel corso dell’anno ha luogo il rinnovo dei rispettivi consigli. Le regioni a statuto speciale provvedono ad adottare le disposizioni idonee a perseguire le finalità di cui ai commi da 184 a 187 in conformità ai rispettivi statuti e alle relative norme di attuazione.

184. In relazione alle riduzioni del contributo ordinario di cui al comma 183, il numero dei consiglieri comunali è ridotto del 20 per cento. L’entità della riduzione è determinata con arrotondamento all’unità superiore.

185. Il numero massimo degli assessori comunali è determinato, per ciascun comune, in misura pari a un quarto del numero dei consiglieri del comune, con arrotondamento all’unità superiore. Il numero massimo degli assessori provinciali è determinato, per ciascuna provincia, in misura pari a un quinto del numero dei consiglieri della provincia, con arrotondamento all’unità superiore.

186. In relazione alle riduzioni del contributo ordinario di cui al comma 183, i comuni devono altresì adottare le seguenti misure:

a) soppressione della figura del difensore civico di cui all’articolo 11 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

b) soppressione delle circoscrizioni di decentramento comunale di cui all’articolo 17 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, e successive modificazioni;

c) possibilità di delega da parte del sindaco dell’esercizio di proprie funzioni a non più di due consiglieri, in alternativa alla nomina degli assessori, nei comuni con popolazione non superiore a 3.000 abitanti;

d) soppressione della figura del direttore generale;

e) soppressione dei consorzi di funzioni tra gli enti locali, facendo salvi i rapporti di lavoro a tempo indeterminato esistenti, con assunzione delle funzioni già esercitate dai consorzi soppressi e delle relative risorse e con successione ai medesimi consorzi in tutti i rapporti giuridici e ad ogni altro effetto.

187. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, lo Stato cessa di concorrere al finanziamento delle comunità montane previsto dall’articolo 34 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e dalle altre disposizioni di legge relative alle comunità montane. Nelle more dell’attuazione della legge 5 maggio 2009, n. 42, il 30 per cento delle risorse finanziarie di cui al citato articolo 34 del decreto legislativo n. 504 del 1992 e alle citate disposizioni di legge relative alle comunità montane è assegnato ai comuni montani e ripartito tra gli stessi con decreto del Ministero dell’interno. Ai fini di cui al secondo periodo sono considerati comuni montani i comuni in cui almeno il 75 per cento del territorio si trovi al di sopra dei 600 metri sopra il livello del mare.

188. Le riduzioni di spesa di cui ai commi 183 e 187 confluiscono al fondo di cui all’articolo 7-quinquies, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, come integrato ai sensi della presente legge nonché dal decreto legge 23 novembre 2009, n. 168.

 

Commento

I commi da 183 a 188 prevedono la riduzione del contributo ordinario di base agli enti locali per gli anni 2010, 2011 e 2012 in misura pari, rispettivamente, a 1, 5 e 7 milioni di euro per le province e a 12, 86 e 118 milioni per i comuni. La riduzione, proporzionale alla popolazione residente, riguarda solo gli enti per i quali nel corso dell’anno ha luogo il rinnovo dei consigli negli anni previsti, ossia 2010, 2011, 2012; essa è effettuata con decreto del Ministro dell’interno.

I Comuni che andranno al voto nel 2010 sono 1025, nel 2011 sono 1211 e sulla base dei dati del 2007 nel 2012 circa 856.

In relazione alla predetta riduzione del contributo ordinario agli enti locali e quindi limitatamente agli enti che vanno al rinnovo, si dispone una riduzione del 20 per cento del numero dei consiglieri comunali. Si precisa che la riduzione riguarda solo i Comuni che vanno al rinnovo per l’insediamento dei nuovi organi nel triennio 2010, 2011, 2012. Si fissa il numero massimo degli assessori comunali e provinciali, in misura pari, rispettivamente ad un quarto dei consiglieri comunali e ad un quinto degli assessori provinciali.

La norma prevede altresì l’obbligo per i comuni che vanno al rinnovo di sopprimere una serie di organismi (difensore civico, circoscrizioni di decentramento, direttore generale e consorzi di funzioni tra enti locali). Nell’ambito di tale disposizione prescrittiva è prevista la possibilità di delega da parte del sindaco, nei comuni con più di 3000 abitanti, dell’esercizio delle proprie funzioni a non più di due consiglieri, in alternativa alla nomina di assessori.

Si prevede la cessazione del finanziamento statale alle comunità montane. Nelle more dell’attuazione della legge-delega sul federalismo fiscale, il 30 per cento delle risorse in precedenza destinate alle comunità montane è assegnato ai comuni montani (in cui almeno il 75% del territorio si trovi al di sopra dei 600 metri s.l.m.)

Le riduzioni di spesa confluiscono nel fondo, istituito dall’art. 7-quinquies del D.L. n. 5/2009, per interventi urgenti e indifferibili del Ministero dell’economia (comma 188).

Articolo 2, comma 189-193

Immobili militari

 

189. Allo scopo di conseguire, attraverso la valorizzazione e l’alienazione degli immobili militari, le risorse necessarie a soddisfare le esigenze infrastrutturali e alloggiative delle Forze armate, il Ministero della difesa è autorizzato a promuovere la costituzione di uno o più fondi comuni di investimento immobiliare, d’intesa con i comuni con i quali sono sottoscritti gli accordi di programma di cui al comma 190.

 

190. Con uno o più decreti del Ministro della difesa sono individuati gli immobili da trasferire o da conferire ai fondi di cui al comma 189 che possono costituire oggetto di appositi accordi di programma di valorizzazione con i comuni nel cui ambito essi sono ubicati. L’inserimento degli immobili nei citati decreti ne determina la classificazione come patrimonio disponibile dello Stato. Tali decreti, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, hanno effetto dichiarativo della proprietà, in assenza di precedenti trascrizioni, e producono gli effetti previsti dall’articolo 2644 del codice civile,

Risposta di Remo Ponzini 13:25 - 30/01/10

Grazie Gian Paolo.  Non l'ho ancora letta ma provvederò immediatamente. E' un pò chilometrica ma, visto il mio status di pensionato, il tempo non mi manca.

 

Ciao.

 
Risposta di Remo Ponzini 22:27 - 29/01/10

Sto spulciando sul web a caccia delle notizie circa la riduzione dei finanziamenti a fav, delle Comunità Montane. Si sta facendo un pò di pulizia  (era ora) eliminando quei comuni che montani non lo sono mai stati. Ce ne sono tuttora inseriti alcuni siti a livello del mare.

Questa l'ho tratta dal sito AGORA VOX :

" Novità importanti anche per le Comunità montane, tabù inviolabile per i governi di qualsiasi colore: per loro prevista una riduzione complessiva di 10 milioni di euro in vista di una cessazione del finanziamento statale. Nelle more dell’attuazione della legge-delega sul federalismo fiscale, il 30% delle risorse in precedenza destinate alle Comunità montane sarà assegnato ai Comuni montani (75% del territorio al di sopra dei 600 metri s.l.m.). "


Dal sito del SOLE24ORE :

" Comunità montane: riduzione dei contributi. Prevista una riduzione complessiva di 10 milioni di euro dei contributi in favore delle comunità montane e dei piccoli comuni che presentano parametri critici di carattere demografico, introdotti dall'articolo 1, comma 703, della legge finanziaria per il 2007 (296/2006) per il triennio 2007-2009, ed estesi al triennio successivo dal comma in esame. In pratica si riduce di 10 milioni complessivi il contributo in favore dei piccoli comuni che presentano un'elevata percentuale di popolazione residente over 65, il contributo in favore dei piccoli comuni che presentano una percentuale elevata di popolazione residente di età inferiore ai 5 anni, il contributo in favore dei comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti ed il contributo in favore alle comunità montane. "


Ho proprio l'impressione che si sia creato un allarmismo smodato e completamente fuori luogo. Gli scopi elettoralistici mi sembrano evidenti; è la solita politica fangosa.

In questi momenti di vacche magre lo Stato deve intraprendere iniziative atte ed eliminare lo scempio e la dilapidazione del denaro pubblico.

A dire il vero penso che sarebbe stato più giusto iniziare dall'alto riducendo drasticamente il numero dei parlamentari (anche quelli regionali),  smagrendo  i loro compensi (i più alti del mondo), i " benefit " legati al loro status (enormi) e poi azzerare finalmente le provincie, raggruppare i comuni più piccoli ecc. ecc..

I cittadini avrebbero gradito ma temo che non verranno mai soddisfatti.

Risposta di Il puntinator cortese 14:18 - 30/01/10

Vedi Remo, ora come ora, dopo aver sentito in Tv i commenti della controparte politica e leggendo anche il tuo, mi sono reso conto , se ce ne era bisogno,  che il "terrorismo politico" se non un dovere, è comunque ampliamente giustificato da tutti. Non interessa a nessuno se a simili notizie c'è qualcuno che può non dormirci la notte. Non interessa a nessuno, se per giorni e giorni c'è qualcuno che lavora accompagnato dalla depressione e dal disfacismo. Non interessa a nessuno se dietro alle aziende agricole ci sono delle persone e delle famiglie. Ci pensi Remo,  un'associazione di categoria ha indetto una riunione con esponenti del PD , ben sapendo che stava facendo un malservizio a gente da cui riceve soldi per tutelarla? Uno schifo legalizzato (ormai).Qui (in Italia), ed è questo il mio problema, si giustifica ai politici ed ai sindacati, qualunque amenità. Molti di loro sono personaggi inqualificabili che come dice Lucchi, si appoggiano ai poveri per poter vivere meglio. In pratica, rubano la fiducia e le coscienze dei cittadini per poi rivenderle, guadagnandoci e diventando quello che l'onestà e la loro intelligenza non gli avrebbero mai permesso. Nel tempo, hanno creato una rete di clientele che ha messo in ginocchio non solo l'economia, ma anche l'onestà intellettuale di tutti noi. Tutti noi, si! Chi si sente davvero libero di decidere qualcosa sulla propria vita? Nessuno! Tutti o quasi tutti, abbiamo da temere qualcosa da loro. Sono stati e sono furbi, solo maledettamente furbi. Vedi Remo, non sono il solo a pensarla così, ormai siamo in molti che reputano questo male come un vero e proprio cancro. Ma chi può destituire il potere di questi signori? La storia dell'umanità insegna, che prima o poi arrivava qualche guerra, qualche tiranno, qualche malattia o qualche rivoluzione a raddrizzare la situazione. Poi, via così con corsi e ricorsi storici! Ma ora, che le guerre qui da noi in occidente non ci sono più, che i tiranni checchesenedica, non esistono più, che le malattie non fanno più la pulizia che facevano la peste e vaiolo, che le rivoluzioni sono diventate una chimera, chi o cosa può mandare al macero questo sistema? Crediamo davvero che siano loro stessi a farlo, dopo aver speso anni ed anni per crearlo? No, io non ci credo e so per certo che anche molti di voi,non ci credono. Sono rivoluzionario, disfattista o sfascista? Se non credere in questo marcio sistema è disfattismo o sfascismo, allora si, lo sono!

Ps: rileggendomi mi riconosco in quel ragazzo che negli anni settanta credeva fosse possibile cambiare in meglio il mondo. Io non ne ho avuto la possibilità, ma gli altri ragazzi che erano con me, e che ora sono ai vertici dello stato, cosa hanno cambiato? ....... Forse la loro vita?

Ps2: Remo, son tornato dopo tanto tempo con un'entrata a gamba tesa? Se si, fischia ed ammoniscimi.

Risposta di Fausto 14:54 - 30/01/10

Alla fine allora avevo sentito giusto... meno male ho rischiato di scrivere delle cappelle.

Immagino che l'ordine del partito sia stato di cavalcare l'onda e far su del casino, i bravi soldatini hanno eseguito e gli adepti caricati a salve anche...

I tagli ci vogliono, giusto, partiamo da dove vogliono loro ma... l'importante è non fermarsi quando arrivano a loro.

Io me lo sono segnato che l'attuale governo ha fatto delle promesse in tal senso. O le mantiene o è uguale a questi, cioè fa del casino per fare del casino.

 

 

Risposta di Fausto 14:54 - 30/01/10

Alla fine allora avevo sentito giusto... meno male ho rischiato di scrivere delle cappelle.

Immagino che l'ordine del partito sia stato di cavalcare l'onda e far su del casino, i bravi soldatini hanno eseguito e gli adepti caricati a salve anche...

I tagli ci vogliono, giusto, partiamo da dove vogliono loro ma... l'importante è non fermarsi quando arrivano a loro.

Io me lo sono segnato che l'attuale governo ha fatto delle promesse in tal senso. O le mantiene o è uguale a questi, cioè fa del casino per fare del casino.

 

 

Risposta di Remo Ponzini 22:17 - 30/01/10

Caro Puntinator non sei certo tu che entri a gamba tesa e che meriti l'ammonizione.  Sono "loro" , quelli che occupano le laute e grasse poltrone,  fregandosene dei cittadini, a perpetrare scorrettezze indicibili. Non sta mai bene generalizzare ma mi sembra che il malcostume e la corruzione abbiano ormai sfondato ogni livello di guardia. A te, a me ed al popolo in genere, non resta che il diritto di mugugnare. Anzi tanti, per bieco asservimento al potere, tacciono proni e genuflessi rinunciando persino a questo squarcio di libertà.
E come se non bastasse, come hai giustamente riferito, ci vengono pure a mancare i rappresentanti di categoria; quelli che noi paghiamo perchè dovrebbero tutelare i ns. interessi. Purtroppo anche loro sono delle semplici diramazioni dei partiti politici e quindi perseguono altri interessi infinocchiandoci nel senso più turpe del termine.
Ed al cittadino non resta che cercare di arrabattarsi, solo con i suoi cupi pensieri,  nell'oblio totale. Mi sovviene il titolo del noto film di Luciano Salce dal titolo " Vieni avanti cretino ".
Viviamo in una democrazia molto incompleta, senz'altro avvizzita, praticamente cascante e quindi inconsistente.
Ormai la gente si è talmente abituata a questo andazzo purulento da non avvertirne più il fetore.
So di non essere stato consolante; di non averti prospettato soluzioni. Questa sera non me ne sovviene alcuna.

Risposta di Fausto 11:04 - 01/02/10

Ti cito Remo : "Anzi tanti, per bieco asservimento al potere, tacciono proni e genuflessi rinunciando persino a questo squarcio di libertà".

Tranquillo, che se stai parlando del classico politico sindacalizzato non temere, guardati pure le autocandidature in regione e facci una risata su.

Ma credo anch'io che non cambierà niente, se noi non lo faremo cambiare.

Dobbiamo essere noi a denunciare questo schifo. Loro e chi li sostiene in maniera pacchianamente occulta.

Cosa vogliono fare per cambiare qualcosa in Regione? Mettere il Vice al posto dell'attuale sperando che la gente sia scema e non se ne renda conto?

Concordo nel cambio radicale o nel mollare la poltrona, almeno a quel punto si interromperà la catena degli asserviti.

Io prono e genuflesso non ci sto più. Metteteci uno di DESTRA, di SINISTRA, di CENTRO purchè sia una faccia nuova e non trita e ritrita.

Ma veramente poi hanno deciso di incorporare un Diego Rossi per lasciarlo a fare il semplice presenzialista alle cerimonie in cui non può andare il Sindaco?

 

Risposta di Rodolfo Marchini 16:26 - 10/02/10

Rientro oggi nel Forum dopo un po' di assenza e ti trovo questo argomento intrigante promosso da Puntinator.

Sì, penso anch'io che il modo è quello del terrorismo, e da questo punto di vista nessuna novità.

Una novità però c'è e consiste nella definizione dei Comuni montani. Per le zone alpine il criterio dei 600 m. per il 75% del territorio comunale può andar bene. Per l'Appennino non va bene. Bisogna che il criterio sia cambiato. A me pare che sarebbe adeguato fissare 500 m. e poi tener conto delle condizioni demografiche e del rapporto n. abitanti estensione territoriale. Su questo punto concordo anch'io sulla protesta.

Sulla questione delle Comunità Montane, ho preso posizione pubblica circa tre anni fa, attirandomi le ire di tutta la sinistra, quando ho dichiarato che queste Comunità montane erano inutili e dannose. E ne spiegavo i motivi. Chi ha voglia, può trovare gli argomenti su Alice di allora. Mantengo lo stesso parere di allora. Le Comunità Montane hanno senso se i Comuni che le formano hanno la volontà politica di essere Comunità e, in prospettiva, di unirsi in un unico Comune. Che differenza c'è tra Comunità e Comune? Unirsi per essere più forti e per fare economie di gestione dei servizi più efficienti. Le Istituzioni devono essere funzionali ai cittadini!

Allora, una volta corretto il criterio di montanità, il segreto sta nella volontà popolare. Facciamo in modo che siano i nostri cittadini a decidere se vogliono una Comunità montana che va da S. Maria del Taro a Riccò di Fornovo, oppure se preferiscono avere una Comunità montana costituita dai soli cinque comuni dell'Alta Val Taro. Se questa è una scelta vitale, allora devono essere i cittadini a decidere e non le caste politiche!

Devono essere i cittadini della Valceno a decidere se è meglio stare in una Comunità allargata alla Valtaro, oppure stare in una loro più stretta Comunità della Valceno!

Ecco, questa possibilità di scelta oggi esiste, ma solo attraverso i Consigli comunali. E' un po' come la decisione di stare in Europa, in senso inverso. Se decidessero i cittadini, sarebbe molto meglio anche per l'Europa, ma a maggior ragione a partire dal basso per le proprie Comunità locali.

Gli Amministratori si devono rendere conto che devono proporre ai propri cittadini scelte di risparmio dei costi della politica, di efficienza dei servizi e di economicità complessiva. Se si fa così si recupera la funzione corretta tra cittadino e politica, diversamente  è giusto che i cittadini ci mandino tutti a quel paese!

A me sembra che, in prospettiva, tra i nostri cinque comuni di Albareto, Bedonia, Borgotaro, Compiano e Tornolo si dovrebbe arrivare a un solo comune, che dovremmo lavorare tutti già da ora per questa propspettiva, e sarebbe un vantaggio per tutti i nostri figli e nipoti!

Altrimenti faremo sempre scelte miopi di campanile.

Adesso lancio un gruppo su Facebook per verificare.

 
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