La storica azienda di moto sta per passare nelle mani di Audi!! Un altro fallimento della politica economica italiana?????

 

Risposta di Claudio Agazzi 11:10 - 14/03/12

Risposta d'impulso.

Buongiorno.

Non si può parlare di fallimento della politica italiana ma di mirata strategia dei politici a curarsi solo dei propri affari personali. Il fallimento presuppone perlomeno l'intento di qualcuno di intraprendere azioni a favore di qualcuno. Non è questo il caso.

Questa loro strategia è, nella maggior parte dei casi, concomitante con l'incapacità degli stessi politici.

Quindi, quando incontrate un politico provinciale, regionale o "romano" disprezzatelo, ricusatelo, allontanatelo, non offritegli da bere, non salutatelo, indicatelo come il male, passate dall'altra parte della strada.

Il risultato del sistema è uno sfilacciamento del tessuto imprenditoriale italiano, un indebolimento della finanza italiana, uno scoramento di massa ed è per questo che le aziende vengono vendute all'estero. La British Gas ha annunciato di ritirarsi dal progetto del rigassificatore di Brindisi dopo oltre 10 anni di dispute e oltre 250 milioni di Euro spesi. Solo un esempio.

L'unica alternativa valida è il Dittatore Illuminato che eclissi immediatamente questi traditori della Repubblica.

Lo so. E' utopia ma l'alternativa non esiste. Il nostro capo del governo pare capace ma non ha la forza del vero Dittatore Illuminato. Purtroppo.

Cordialmente
Claudio Agazzi
Dittatura Illuminata

 

 
Risposta di Faber 12:38 - 14/03/12

Di solito i "ricchi" comperano, i "poveri" vendono.
Al di là della vicenda Ducati (che non conosco) ci dovremmo interrogare su come mai siamo diventati una povera nazione.

 

Risposta di Ruggero 15:59 - 14/03/12

Cerchiamo di fare un pò di chiarezza sul fatto che parlando di Ducati è corretto affermare che parliamo di autentico MIRACOLO italiano sia tecnologico che finanziario e NON di fallimento!!!!!
La politica qui non centra niente.

La Ducati nel 2005 era praticamente cotta, nelle mani del fondo USA Texas Pacific Group, aveva perso la rotta ed era priva di una "missing aziendale" che sta alla base di tutte le grandi aziende meccaniche!!

La sua salvezza è stata l'acquisizione da parte della famiglia Bonomi col fondo Investindustrial Holdings, grandi e geniali imprenditori bresciani che l'hanno rilanciata con un solido business plan che l'ha condotta ai numeri di successo di questi ultimi anni!!!!

Sono stati 5 anni di rinascita grazie alle indubbie capacità di Gabriele Del Torchio, un manager unico e straordinario a cui i Bonomi hanno affidato la gestione dell'azienda. I successi non nascono per caso ma nascono sempre da grandi intuizioni e da grandi cervelli.
Del Torchio ha saputo interpretare le richieste mutevoli del mercato, ha incentivato la penetrazione nei mercati stato per stato soprattutto negli USA, ha dato un "imprinting aziendale" evidente ai dipendenti rendendoli tutti più orgogliosi del senso di appartenenza alla famiglia Ducati, tutti a lavorare con il marchio impresso sulla testa e sulla pelle, una sorta di Ferrari delle moto, ha capito che per sviluppare il suo business non poteva continuare a produrre solo moto tipicamente da strada ma doveva esplorare nuovi segmenti!!
Io ho avuto la fortuna di visitare l'azienda e ho sentito palpabile la tensione che si respira nei corridoi dove nessuno perde tempo lavorativo e dove le linee di montaggio si muovono come orologi svizzeri!!!!

I numeri parlano chiaro con un 2011 da record e con un + 21 % di fatturato e 42.200 moto immatricolate!!
Ora però i Bonomi hanno capito che la Ducati deve fare un altro salto di qualità che richiede investimenti elevati che solo le grandi holding internazionali possono alimentare!!
Il vero colpo di fortuna per il futuro sarebbe proprio quello di vedere Ferdinand Piech di VW assumerne il controllo per due semplici motivi: 1) E' un ducatista convinto e quindi non smembrerà l'azienda cosi' come ha fatto per la Lamborghini che è rimasta a Sant'Agata Bolognese 2) Sa come fare crescere le aziende.....basta osservare i numeri di Volkswagen e Audi.
Per Piech si tratta di scelta strategica nei confronti di BMW e sua produzione da tempo su 4 e 2 ruote.
Per Del Torchio cambierà poco perchè avrà mille altre porte aperte per continuare nel successo personale!!!

Quando si parla di auto e di moto bisogna avere la consapevolezza di capire che ormai sono necessari grandi gruppi industriali perchè le spese di ricerca sono enormi, per abbassare i costi dei dazi doganali gli assemblaggi in futuro verranno fatti probabilmente in paesi come l'America Latina o l'Asia.....questo è il futuro e bisogna accettarlo volenti o dolenti. E' una delocalizzazione di alcuni componenti che non significa necessariamente produrre all'estero!!!

Mi risulta quindi difficile affermare che i Bonomi siano stati fallimentari perchè hanno comprato la Ducati per circa 500 milioni di euro e probabilmente la rivenderanno a 850 milioni di euro, milione più e milione meno!

 
Risposta di Stefano Bruschi 17:26 - 14/03/12

Ciao Claudio,
mi dispiace dirlo, ma ... ancora una volta hai ragione!
Ovviamente mi dispiace per le cause che hai evidenziato.

Vorrei, se mi permetti, aggiungere una pesante provocazione:
- e gli industriali dove sono ?

In passato, purtroppo moolti di questi hanno fatto "culo e camicia" con i politici che hai citato:
- chi ha rifilato bufale di macchinari a Poste e Ferrovie ed ha distrutto l'Olivetti
- chi ha pensato bene di fare l'esattore di bollette telefoniche svendendo il patrimonio di fibbre ottiche di cui era in possesso salvo poi piangere, lamentarsi e chieder sussidi, cassa integrazione e quant'altro, quando gli è risultato comodo!

Leggiamo e leggete questo spunto di chi sicuramente è più autorevole di me:

http://goo.gl/9MAe7 .

Stefano

 
Risposta di Fausto 20:53 - 14/03/12

Sembrerebbe una battuta... ma non lo è ... SEGUE A RUOTA COCINELLE.

Ma comunque Massimo se ci ragioniamo un pò, questa faccenda non regge proprio.

Se un pazzo straniero acquista Ducati significa che ha fiducia nelle qualità dell'azienda, e ci può stare, ma che ha anche fiducia nello Stato Italiano, e questo proprio non ci sta. Ma un pazzo non investe milioni di euro a perdere.

Di conseguenza la domanda chiave è : che fine farà Ducati e che fine farà Cocinelle?

Io provo a dare la mia risposta: smantellamento della produzione, mantenimento degli uffici commerciali in Italia, decentramento in paesi in cui non hanno la sfiga di avere gente come la Camusso e compagnia bella.

Paesi in cui i lavoratori possono essere sfruttati perchè ancora un lavoro ce l'hanno.

Sti vecchi della politica ancora non hanno capito che se hanno aperto al mondo poi non è che il mondo si adegua alla tua velocità ma sei tu che ti devi adeguare.

L'unica cosa che interessa agli stranieri comprare sono i Marchi Italiani ma di sicuro non vengono a produrre in un paese in cui la giustizia non è in grado di tutelarti da chi pianta chiodi a destra e a sinistra.

Di sicuro gli stranieri non se ne vengono a perdere del tempo in Italia.

Spiace anche a me dirlo, ma ormai è tardi, seguiranno A RUOTA tutti quelli che sono ancora in grado di farlo.

Il malcostume è troppo radicato nella "in"coscienza sociale.

Stiamo raccogliendo quello che i fenomeni hanno seminato.

Se andiamo a vedere le aziende che orbitano intorno al pubblico non si contano i fallimenti depositati in tribunale delle aziende da loro amministrate, eppure a tirare le fila sono sempre quelli.

Mah!!!

Risposta di Ruggero 22:07 - 14/03/12

Scusa Fausto ma i fatti di Cocinelle non sono confrontabili al caso Ducati!! Siamo su due situazioni diverse!!

L'Italia primeggia in certi campi mentre in altri no!! La Parmalat sembrava destinata ad essere comprata dalla Granarolo ed invece poi è passata sotto il controllo di un colosso francese ma non mi pare che verrà per questo trasferita in Francia! Come è successo e come è stato possibile??? Per il dio denaro che governa il mondo!!

Io penso che ogni paese ha i suoi guai imprenditoriali alla pari dell'Italia!! Chissà quanti casi Olivetti ci saranno stati anche in Germania (sempre presa ad esempio positivo!) che non sappiamo!!
La stessa Volkswagen auto ha passato anni di crisi, rischio chiusura e aiuti di stato eppure cosa è diventata???

Se le cose le sai fare bene ed hai fortuna puoi farcela ovunque vedi Luxottica che è leader mondiale per gli occhiali o di Armani che dalla moda si sta diversificando in altri settori con successo!!

 

Risposta di Fausto 23:53 - 14/03/12

Non ci ho mica capito tanto sai?

Cocinelle opera in un settore, la moda, in cui il made in Italy primeggia, è una azienda Italiana con marchio conosciuto a livello globale, ha punti vendita nelle principali metropoli mondiali, ha sede in Emilia. Sinceramente non mi sono informato sul fatturato e nemmeno sul valore dell'Azienda, ma per tutto quello detto prima mi sembra si tratti di acquisizioni similari.

Il fatto poi che Parmalat sia stata mantenuta in zona "PARMA" mi sembra una scelta più obbligata da esigenze legate al Brand piuttosto che dettata dalla reale convenienza produttiva.

Comunque speriamo la tua vena ottimistica si avvalorata dai fatti.

Io proprio non riesco a vederla in positivo, per troppi anni mi hanno spiegato come funzionano i massimi sistemi, i tunnel logici, i grandi progetti ma poi alla fine tutti quei pontefici si sono sciolti come neve al sole (e sono tanti...). E come ho detto prima tanti di quelli sono riusciti a rimanere avvinghiati agli stessi posti.

Non vedo inversioni di rotta. Ricordo i post in cui Remo e Claudio prospettavano (ottimisticamente) il nuovo Governo come una possibile soluzione.

I fatti quotidiani mi presentano invece un paese a picco e senza, tra l'altro, la percezione di esserlo. Che poi la Francia, la Spagna e la Germania non stiano meglio sinceramente poco mi importa.

In Italia vedo tagli agli Enti Locali, vedo aumento del carico fiscale a carico dei poveri cristi, vedo un nuovo accanimento contro la piccola proprietà (perchè accanirsi con chi ha una casa in cui abita è da vigliacchi). Ma non parlo solo dell'IMU che li ci sarà da ridere, aumentano tutto, acqua, luce, gas, TARSU, costi di manutenzione, costi per i servizi sociali (asili, scuole ecc).

Ma non vedo tagli alle Regioni Autonome, Tagli ai finanziamenti a fondo PERDUTO al Meridione, tagli nelle assurde spese pubbliche nazionali, Tagli alla burocrazia amministrativa, Tagli agli sperperi nella sanità delle strutture del Meridione. Si continua a finanziare sta formazione ACCESSORIA PRIVATA a discapito della qualità del servizio di Istruzione pubblica (e guarda caso si trovasse qui un qualche sindacato che alza un dito).

Guardo questo, non guardo alla Germania, non ho mai goduto delle disgrazie altrui.

Se poi ti va facciamo una chiacchierata sui luminari che hanno inventato e strutturato gli studi di settore, anche quelli devono essere della famiglia di quei soggetti di cui sopra ;)

 

Risposta di Stefano Bruschi 10:30 - 15/03/12

Ciao Ruggero,
hai certamente ragione quando dici che chissà quanti casi Olivetti ci sono in Germania, chissà quanti casi Olivetti ci sono in altre nazioni ...

Ma il bilancio globale di certe nazioni è poi alla fine positivo ed inoltre queste stesse certe nazioni sanno fare "sistema" per difendere i propri interessi: per spiacevole che siano certe rimembranze, basta poco per ricordare come certe scalate italiane in Francia, Belgio e Germania siano state rispedite al mittente senza tanti complimenti.

Ribadisco come la piccola pattuglia rappresentata dai sicuramente ottimi Del Vecchio, Armani, Barilla, Ferrero, Renzo Rosso, Benetton e pochi altri ben poco può fare con le teutoniche Panzer Division od altri simile schieramenti ...

Stefano

Risposta di Ruggero 12:04 - 15/03/12

Scusa Fausto, ma non ci hai capito perchè mi sa che non hai approfondito i fatti di Coccinelle!!

Dal 7 di questo mese è passata nelle mani dei coreani perchè era in difficoltà ed ora maschera l'acquisizione come un tentativo di espansione nel mercato asiatico dicendo che aveva solo il 7 % della produzione destinata a quel mercato!!
La E-Land che ormai la controlla ha garantito il mantenimento della produzione a Sala Baganza, poi vedremo!!
Il mercato delle borse e scarpe di lusso italiane ha problemi vedi Furla e Bruno Magli a Bologna, pure loro erano un fiore all'occhiello del Made in Italy in Emilia!!
Chi non è legato ai grossi nomi della moda ha difficoltà ad espandersi sul mercato globale perchè i gusti e gli spostamenti dei consumatori sono spesso difficilmente prevedibili e quindi il più grande finisce per mangiarsi il più piccolo sempre nell'ottica dell'abbassamento dei costi di produzione!!

Il mondo auto e moto è a parte perchè il futuro è destinato a poche grandi holding che controlleranno più marche....se ne sta parlando da anni nelle riviste specializzate e si sta velocemente realizzando quello che si era previsto, anche con qualche anno di anticipo!!
La Ducati deve competere nel mondo sportivo e nelle vendite commerciali e questo richiede investimenti in ricerca innovativa continua ma è in una situazione consolidata a livello finanziario!!

Da quello che tu affermi sembra che gli stranieri arrivino e portano via tutto.....la Lamborghini si è spostata??? Era messa molto male eppure ha ricevuto una bella iniezione di denaro e high-tech e sforna un auto nuova all'anno, sembrava spacciata prima che i tedeschi la comprassero!!
La Parmalat tu dici che è rimasta a Collecchio solo per un motivo di brand??? Per me è entrata in un gruppo più grosso come Lactasis e più competitivo sul mercato e stop!!!

Risposta di Fausto 14:48 - 15/03/12

Grazie Ruggero per l'approfondimento, come detto non ho avuto tempo, perciò dalle tue parole apprendo che Cocinelle è in crisi (io ho letto solo un trafiletto di un giornale che riportava il fatto).

Ma questo non mi sposta comunque il baricentro del ragionamento. Tu dici Cocinelle va male allora viene acquisita da una Azienda in grado di abbassare i prezzi di produzione (e come fai se non delocalizzando?). RISULTATO Ditta Italiana acquisita da una straniera con Delocalizzazione "quasi" certa della produzione.

Ducati va benissimo e allora viene acquisita da un'Azienda Estera ma resta sempre e comunque il dubbio che delocalizzi la produzione anche quella. RISULTATO Ditta Italiana acquisita da una straniera.

Parma-lat è PARMA - LAT. Se la sposti da PARMA non avrai mai l'associazione a livello di brand con la Food Valley ed il marchio perderebbe completamente la sua connotazione. Già c'erano state polemiche sulla provenienza del latte, se poi sposti anche la produzione…

Lamborghini non conosco la situazione perciò credo alla tua analisi.

Fiat ha delocalizzato e delocalizzerà ancora di più perché Marchionne ha giustamente detto che non ha voglia di mettersi a questionare con mille sindacati. Non entro nel merito degli aiuti di stato percepiti nel passato, ma credo che anche quelli abbiano contribuito alla creazione dell'attuale debito pubblico.

Io non affermo che gli stranieri arrivano e portano via tutto, sostengo che gli italiani che ancora possono … vendono tutto. Sia quelli messi male sia quelli messi bene.

Ma non sono un esperto di macroeconomia, e faccio già fatica con la micro, così come non lo sono quelli che dicono di esserlo, ci capisce na mazza nessuno come è stato dimostrato.

Parlo solo dei miei presentimenti che purtroppo spesso, troppo spesso, ritrovano conferma nella realtà.

Ma ti ripeto non arrivo a fare un paragone con gli altri stati, mi fermo molto prima, analizzo le cose che mi sono sotto gli occhi tutti i giorni, oggi compreso.

Ma visto che come ben sai ho profonda stima di te, come di pochi altri, sto alla finestra e leggo cosa dici, senza nessuna pretesa che la mia sia una verità assoluta.

Ciao

 

Risposta di Ruggero 18:27 - 15/03/12

Fausto qui non si tratta di uno stupido battibecco ma di due modi di vedere lo sviluppo aziendale!!
Il tuo e quello di Stefano, che saluto con affetto, li vedo un pò romantici sul fatto che siete legati all'italianità delle aziende!!

Le delocalizzazioni di cui tu parli, guarda che sono già in atto da anni!! Basta che osservi bene i prodotti che compri soprattutto quando è un prodotto di tecnologia magari proprio italiano e ti renderai conto che ogni componente arriva da parti diverse!!

Le stesse aziende medio-grandi stanno richiedendo sempre più specializzazione a tutti i livelli dei loro dipendenti!! Un ingegnere o un chimico o operaio nelle aziende di high-tech deve sapere fare una solo cosa e saperla fare bene e viene aggiornato continuamente sulle novità!!
Siamo entrati nell'era della globalizzazione ma anche in quella della specializzazione a tutti i livelli!!

Qui però per essere competitivi a livello mondiale servono sempre denaro ed innovazione e purtroppo i fatti dicono che i capitali ad 8 zeri arrivano sempre dalle stesse nazioni!! Ragazzi se non abbiamo grossi gruppi finanziari in Italia un motivo ci sarà ma nessuno sa quale sia? Evidentemente gli stranieri, europei ed ora indiani e coreani sono più bravi di noi a livello finanziario!!!!

Ti ripeto che la Ducati rimarrà sempre a Bologna, la Coccinelle sempre a Sala Baganza, non cambierà niente!! Quello che cambierà e pure TANTO sarà la loro capacità competitiva a livello mondiale!!

Marchionne vuole la fusione Fiat e Chrysler ed ora è proprio Chrysler che paradossalmente sta avendo grandi risultati nelle vendite e sostiene invece Fiat in contrazione per la crisi in Europa, dopo esserne stata salvata! Eppure all'inizio tutti gli davano del pazzo!! Il futuro è quello degli accorpamenti in grandi holding.....vedremo poi quello che rimarrà prodotto in Italia....secondo me in alcuni settori siamo e rimarremo primi!!

 
Risposta di Remo Ponzini 11:14 - 15/03/12

Che ci sia un vuoto palese della classe imprenditoriale italiana è inconfutabile.
Anche in questo caso la VW/AUDI, dopo essersi cuccata la Lamborghini, si fagocita pure la Ducati. E' un continuo collasso per la nostra economia che in questi anni ha perso aziende in svariati settori (moda, alimentari, auto ecc.). Se dovesse continuare con con questo andazzo rischieremmo di essere colonizzati. Anche nazioni emergenti (cacchio se sono emerse) come l'India e la Cina , bussano alle nostre porte cercando, sopratutto, di appropriarsi dei nostri marchi.

Nello specifico della Ducati mi allineo al pensiero di Ruggero che intravede, in questa acquisizione, un ulteriore elemento di sviluppo ed espansione . E' evidente che il gruppo tedesco, già ai vertici mondiali nella produzione di auto, voglia entrare anche nel mercato delle due ruote. Dispone già di una rete di concessionari in tutti i continenti e sogna (ad occhi aperti) di poter esporre, accanto alla loro prestigiose vetture, anche un marchio come quello di DUCATI che già brilla di luce propria.

Una operazione che avrebbe potuto fare anche la Fiat, magari tramite la Ferrari che già controlla, ma i pensieri di Marchionne mi sembra stiano navigando verso altri lidi.

Sarebbe stato un binomio eccezionale quello di FERRARI - DUCATI !!!

Ciao a tutti.

 
Risposta di Claudio Agazzi 17:20 - 15/03/12

Buonasera

Mi associo a Remo per il binomio Ferrari-Ducati.

Detto questo. L'Italia non è la Francia, l'Inghilterra, la Germania, la Spagna, è l'Italia. Pregi e difetti.

La nostra economia si è sempre retta sulla piccola/media imprenditoria. Come per altri aspetti ognuno ha sempre curato il proprio orticello. Non ci sentiamo rappresentati da nessuno come italiani e quindi siamo in un contesto internazionale meno forti.

Chi ha provato a creare un polo del lusso chiedendo ad altri brand di partecipare alla costituzione di un'unica azienda italiana contenente i marchi rimasti ha visto miseramente fallire il tentativo. E' anche per questo che aziende importanti, grandi e piccole, vengono vendute ad aziende di dimensioni maggiori estere.

A questo punto se non rimane il cuore, la mente cosa dovrebbe rimanere in Italia? l'assemblaggio? La lavorazione? La manovalanza? Ma va là. Non rimarrà neppure quello perché oggi si produce ben poco di quello che usiamo. Si salva l'alimentare ma tutto il resto è fatto fuori dai nostri confini.

Di chi è la colpa? Sicuramente della nostra non capacità di aggregazione ma soprattutto di quei lazzaroni di politici che avrebbero potuto, avendo le chiavi del legiferare, limitare questo esodo sia di manovalanza che di aziende.

Ora abbiamo più poco in mano ma pare che ancora non si sia capito che fra poco non avremo più nulla e tutto questo grazie all'Euro, all'Euorpa, alle sue leggi liberali che non ci consentono di porre un freno, una protezione ai nostri prodotti, alle nostre aziende.

Ho un cliente che produce abbigliamento che fa tutto in Italia, 100% made in Italy. Ebbene che vantaggi ha? Nessuno. Ha un costo 10 volte superiore al suo competitor che così può spendere il maggiore ricavo in maggiore comunicazione e vendere di più.

Ma andate a f.. c... politici di m.... Tutti nessuno escluso.

Ah e insieme a loro quei balordi dei sindacati, esseri incapaci di gestire un chiosco di gelati che purtroppo ancora influiscono, negativamente, sulla nostra economia.

Claudio Agazzi
Dittatura Illuminata

 
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