LA QUERELA SULLA VICENDA DELL'ALBERGO APPENNINO

Con questa seconda sentenza di archiviazione si vanifica la loro volontà di farci passare per delinquenti criminali. Averci portato in tribunale per offese, diffamazione, calunnia, minacce ed estorsione, mentre svolgevamo il nostro dovere di critica politica, ha significato il tentativo di infangare personalmente noi, la nostra professione e la nostra famiglia. Il giudice, per nostra buona sorte, ha impedito che ci fosse fatto del male, gli ha dato torto e ci ha riconsegnato la nostra dignità personale e la nostra libertà politica.
Dovremmo, perciò, essere contenti, invece siamo amareggiati, molto amareggiati!
Borgotaro ha subito un danno e un'offesa, uno sfregio che non meritava: è scomparso l'Albergo Appennino.
E ciò non a causa di una calamità naturale, terremoto o alluvione, ma di una calamità fatta di amministratori incapaci e superficiali.
Con l'alibi e il pretesto di dover collocare degli uffici hanno sloggiato la struttura ricettiva più bella e importante di Borgotaro.
Il nostro impegno appassionato non è servito a scongiurare una così enorme bestialità.
Scientemente o incoscientemente, non hanno potuto rovinare noi, ma è stato rovinato il paese.
Più volte, li abbiamo sfidati ad un pubblico dibattito, ma loro, che tengono dibattiti su tutto, sull'Albergo Appennino non l'hanno mai accettato. Sono fifoni con la coda di paglia!
E' vero, li avremmo sbugiardati con fatti e documenti! E non perchè noi siamo tanto bravi e intelligenti, ma perchè la loro capacità amministrativa è zero.
Non si sono resi conto che non esiste nessuna, ma proprio nessuna giustificazione per collocare degli uffici al posto dell'Albergo Appennino.
La gente ha mormorato e continua a mormorare, ma loro, pur con la coda fra le gambe, hanno perseverato imperterriti.
Non sono capaci di costruire alcunchè, ma neanche di conservare strutture esistenti; poi si lamentano se la Regione o lo Stato non concedono le risorse necessarie al nostro paese.
Noi vorremmo dare una mano per risolvere i tanti problemi di Borgotaro, ma purtroppo dobbiamo constatare che con simili amministratori, che pretendono sempre di aver ragione, anche sulla questione della Pontremolese, non c'è proprio nulla da fare!

Rodolfo Marchini, consigliere comunale

Borgotaro 10.2.2010

Risposta di Sergio F. 17:35 - 15/02/10

Mi sento in tutta franchezza che l'attuale amministrazione abbia commesso un grande errore a percorrere questa scelta, tra l'altro anche inpopolare con il paese.

Risposta di Il puntinator cortese 18:41 - 17/02/10

Sono d'accordo per quanto riguarda l'impopolarità dell'azione della maggioranza, ma non sono d'accordo con quanto detto dal Prof. Marchini, in riferimento all'albergo Appennino e di conseguenza al Roma.
Recuperare gli immobili che ormai erano in pieno degrado, non è stata certamente una "mossa" da deprecare, anzi. E questo, caro Rodolfo, lo pensiamo in tanti al Borgo. Se poi mi si viene a dire che ci sono state irregolarità, che si poteva essere più trasparenti, che i costi immobiliari non sono adeguati al mercato e che forse di conseguenza si poteva e si doveva fare meglio, allora posso capire che la minoranza sta facendo il suo mestiere. Questo lo capisco e lo condivido. Quello che non condivido è l'arrampicarsi sugli specchi. Si, perchè forzare tutte le ragioni sul fatto che l'appennino era un albergo e albergo doveva rimanere, è secondo me, un'arrampicarsi sugli specchi.
E' come fare i conti senza l'oste. Dove l'oste è colui che avrebbe dovuto comperare l'Appennino per continuare a farne un'albergo. Facile da dirsi, ma impossibile da attuarsi. Ci sarebbe voluto un magnate un po' filantropo, per imbarcarsi in una simile avventura; questo chi mastica un po' di turismo locale, lo sa benissimo. I due alberghi esistenti, da quel che dicono loro, sono più (sottolineo più) che sufficienti per la richiesta attuale di camere. Altrimenti, non si vede perchè negli anni, i due alberghi (Appennino e Roma) hanno dovuto abbassare le serrande. Morale della favola, se lo scandalo c'è, è per come sono state condotte le trattative, non certamente per quello che è stato fatto.

Risposta di Rodolfo Marchini 17:53 - 18/02/10

Per chiarirti alcune cose di cui non sei a conoscenza.

Ti sfugge che per obbligo di convenzione col Comune datata 1999, l'Albergo al piano terra del Palazzo Appennino doveva essere realizzato e quindi via tutti gli equivoci che l'opera sarebbe rimasta incompiuta. Poteva, caso mai, rimanere priva di gestore. Come, peraltro potrebbe succedere per la ristrutturazione del Roma. Tu fai l'Albergo e poi non hai il gestore. Che fai? Ricicli nuovamente l'albergo ristrutturato in appartamenti o in commerciale? Ma supponiamo che ti venga meno il gestore in corso di ristrutturazione. Che fai? Sospendi i lavori?

Ecco all'Appennino è successo questo. L'Amministrazione ha concesso nel '99 l'ampliamento del fabbricato a condizione di farci un alberghetto, ma l'alberghetto non si è mai fatto, perchè nel frattempo sono subentrati altri interessi. Ebbene, io Amministratore pubblico dimentico che c'è stato un impegno davanti a tutta la collettività, in base al quale si ricavano appartamenti su due piani, ma si deve realizzare anche un Alberghetto? E consento che questo non lo si faccia più? Se questo è amministrare il bene pubblico, allora come si diceva una volta...non c'è più di religione! Credo che anche tu non possa non essere d'accordo con noi. 

Risposta di Il puntinator cortese 23:02 - 17/03/10

Caro Rodolfo, chiedo venia per la mia tardiva risposta. La chiedo nonostante  sia sicuro che tu me l'avresti concessa anche senza doverlo fare. Detto questo, tanto per riscaldare la lunga assenza da questo post e per rompere a chi non sopporta (i miei) lunghi monologhi, vengo alla tua domanda che con il copia incolla riporto qui:
"Credo che anche tu non possa non essere d'accordo con noi". 
No, Rodolfo, non sono d'accordo con voi; e nn lo sono perchè considero un comune (proprio come fa la legge) una figura giuridica. Una figura giuridica che ha gli stessi obblighi e gli stessi diritti che hanno tutti i cittadini. Insomma, proprio come quelli che abbiamo io e te. Chi siede all'amministrazione del comune deve amministrare al meglio quello che appartiene a lui come a tutti i cittadini del comune stesso. Se si amministrasse la cosa pubblica come si amministrano le proprie cose non ci sarebbero sprechi di sorta e le cose andrebbero sempre per il meglio. Almeno così credo.
L'albergo Appennino è una questione molto scivolosa poichè in fase proggettuale (e ne ero al corrente) si era previsto che fosse mantenuto un piano, da adibire in albergo. Lo scandalo, non è e non può consistere nel fatto che non trovando un gestore si è deciso di cambiare la destinazione d'uso. Piuttosto che averlo vuoto e sfitto, anch'io a casa mia avrei fatto così e forse l'avresti fatto anche tu a casa tua. Questa non è cattiva amministrazione di un bene pubblico, credo anzi che sia un uso lungimirante del bene pubblico stesso. Se poi si dimostrasse che sotto c'era qualcosa d'altro o che il mini albergo era solo uno specchietto per le allodole messo li ad arte per poi, passato un po' di tempo, cambiarne la destinazione d'uso, be, allora le cose sarebbero davvero molto diverse. Ma questo non è, altrimenti lo avreste, giustamente, sparato ai 4 venti.
Per quanto riguarda il Roma, posso dirti che non sbagli a pensare che anche li, sarà difficile trovare un gestore. E questa si che è una questione che in casa mia, e credo anche in casa tua, dopo l'esperienza dell'Appennino avrebbe trovato seri problemi di realizzazione. Questo è da chiedersi, ma come si può ripetere la storia "del gestore" al Roma, dopo aver dichiarato che l'Appennino (albergo) muore per mancanza del gestore stesso? Che abbiano sottomano un gestore a cui era antipatico l'appennino? Che ci sia in futuro qualcosa d'altro con cui scambiare la destinazione d'uso del Roma? A te la palla; io ora mi siedo in panchina (fronte Roma).

Risposta di Rodolfo Marchini 15:32 - 18/03/10

Caro Puntinator (s)cortese,
la tua risposta tardiva, ma puntigliosa, acuta e intelligente, si fa perdonare da sè.

Dissento sul cambio di destinazione d'uso. Va bene sull'amministrare col criterio del buon padre di famiglia, ma a condizione che tra i figli del buon padre non ci siano differenze di vantaggi. Cambiare destinazione d'uso a un bene significa conferire ad esso un diverso valore commerciale, come ben sai. Inoltre la destinazione alberghiera ha una duplice valenza: privata e pubblica. Ad essa si aggiunge il valore turistico. La valenza privata la giudica il privato, ma quella pubblica e turistica la devono valutare gli amministratori. In questo caso gli amministratori di Maggioranza si sono adeguati al giudizio del privato. Questo è legittimo e viene dichiarato in delibera, ma per noi è un grave errore, tra l'altro non corrispondente alla realtà. Di alberghi e di posti letto c'è infatti bisogno. La conferma è la ristrutturazione del Roma, come tu dici.

Ecco, è possibile, come dici tu, che oggi ci sia un potenziale gestore del Roma. Ma chi ci garantisce che ci sia anche fra uno o due anni? e se fra un anno o due non ci sarà, che faremo? Faremo, o meglio faranno come con l'Appennino? Non dimentichiamo che quando si iniziò la ristrutturazione dell'Appenino il gestore c'era. Il gestore, però, non deve essere per forza il proprietario. Può sembrare un'ovvietà. Ma se io devo fare un albergo, perchè mi sono impegnato con la pubblica amministrazione in tal senso, non posso esserne esentato prima di averlo ristrutturato. Se l'albergo fosse stato completato, anche noi saremmo stati in grado di trovare gestori e affittuari.

Purtroppo qui la partita, sul piano turistico, si è chiusa. Sul Roma potrà capitare la stessa cosa.

Sul fatto che avremmo sbandierato ai quattro venti eventuali sotterfugi. Non sarebbero qualificabili come sotterfugi quelli che avessimo eventualmente scoperto. Dunque non sono accertabili e documentabili, restano nel campo delle illazioni, a meno che non se ne voglia occupare qualch'un altro...

 
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