La nostra valle è unica per bellezza e conformazione orografica. E' sufficientemente ricca di cultura e di storia per definirsi un destino comune in un unica Comunità. Lo svantaggio unico, quello di chiamarsi valtaresi e non più distinguersi in albaretesi, bedoniesi, borgotaresi, compianesi e tornolesi- I vantaggi, invece, sarebbero tanti. L'unione fa la forza, massa critica consistente, scelte uniche per tutti, risparmi sulle amministrazioni, servizi in comune più efficienti ed efficacia, valorizzazione comune del territorio e delle sue risorse, esaltazione delle vocazioni specifiche, ... e tanto altro ancora. Aderite, aderite, aderite.

Risposta di lorella aviano 15:17 - 14/02/10

Sottoscrivo.

E propongo anche il nome: Comune di "AlteValli". Mantenendo i toponimi "Bedonia, Tornolo, Compiano, Albareto, Borgotaro" come borgo, zona, località .. così i campanilismi sono salvi

 
Risposta di Fausto 22:21 - 14/02/10

Purtroppo Rodolfo per rimettere a nuovo uno straccione prima bisogna svestirlo (serve per mettere a nudo lo sporco) poi si deve lavare (per togliergli la sporcizia di dosso) ed infine si può vestire nuovamente con un abito sgargiante.

Io nel corso della breve storia di questo forum ho notato una cosa, le poche volte che ti è stata data una risposta, questa arrivava da persone che generalmente non risiedono nelle nostre vallate (vedi Lorella).

In compenso in altri luoghi, su alice per intenderci e per non fare come i coniglietti che dicono e non dicono, invece hai un nutrito seguito di fans che non perde occasione per risponderti e darti addosso in maniera anonima.

Come mai tutti quei cuor di leone non vengono qui a commentare le tue proposte? Forse perchè qui di anonimo non passa nemmeno l'aria?

Io direi che un buon inizio per la nostra montagna sarebbe cavarsi dal groppone quel nugulo di codardi e viscidi che hanno fatto della strumentalizzazione della comunicazione l'unica ancora di salvezza per decisioni scelerate che ci hanno portato al decadimento della nostra forza politica.

Per questo motivo ringrazio ancora Gigi che ha creato questo nuovo strumento per un confronto tra persone che si propongono in maniera costruttiva e non meramente polemica.

Tanto per mettere a nudo io partirei con il richiamare il gruppo del forum ad una ricerca relativa alle anomalie del funzionamento delle amministrazioni.

Partiamo, ad esempio, dalle consulenze esterne e dalla definizione dei risultati ottenuti.

Io mi sento di evidenziare che nel settore in cui opero sono anni che mi pongo dei quesiti, ma ho scoperto di non essere il solo. Ad esempio cito un link (pubblico) in cui viene messo in luce un aspetto che a tutt'oggi mi sembra invariato e che ci tocca tutti nel vivo.

http://www.parmadaily.it/Notizie/Dettaglio.aspx?pda=PPX&pdi=20616 . è un pò datato, è cambiato qualcosa nel frattempo?

Senza entrare nel merito dell'operato della Provincia che ha deciso di avvalersi di un consulente esterno perchè evidentemente nel suo organico non vi era nessuno con cotanta preparazione (ma l'organico della Provincia poi chi lo sceglie?).

Ecco, vorrei capire con quali tipi di criteri vengono assegnati questi ruoli lautamente pagati e soprattutto cardine per lo sviluppo di territori come il nostro? Quale tipo di curriculum può vantare un consulente da 60.000 annui + rimborsi spese? Stiamo parlando di Ingegneri in TLC? o in scienze delle comunicazioni?

La domanda è aperta, perchè io non conosco la risposta, ma dai risultati pessimi che vedo qualche dubbio sinceramente mi sorge.

Invito tutti a fare delle ricerche in tal senso, poi una volta terminata la ricerca si potrà capire che tipo di struttura amministrativa proporre. Ma di certo questa pratica delle consulenze esterne deve essere rivista.

Comunque Rodolfo qualcuno che si vuole tenere stretto il cadreghino ti ha già risposto, ovviamente in maniera anonima.

 
Risposta di Stefano Bruschi 08:51 - 15/02/10

Gentile Rodolfo Marchini,

per ora solo un telegrafico intervento per non lasciarmi sfuggire l'occasione di esprimerti VIVISSIMI COMPLIMENTI !

Visti i tempi credo che la Tua proposta sia di grande lungimiranza, ma pur ritenendola possibile da realizzare credo che richieda una lunga e cruenta battaglia se non una guerra: basti pensare a quante poltrone di meno !!!

In ogni caso non demordiamo, tiriamoci sù le maniche e facciamo subito qualcosa: SUBITO.

Sacrosante anche le parole di Fausto sulle collaborazioni "inutili" e sulla, spesso, scarsa partecipazione di chi effettivamente vive "sul" territorio: per esempio io sto scrivendo da Milano.

Io ci stò ...

Stefano Bruschi

 

Risposta di Giovanni Capella 12:10 - 15/02/10

Bravo..direi più che una battaglia una guerra...sì dei "100 anni"  !!!

Se siamo realisti questa cosa forse la vedrà mia figlia che ha 2 anni quando andrà in pensione.

Se siamo illusi allora la possiamo vedere tutte le notti quando facciamo dei sogni.....

non ho capito se per caso qualcuno in Valtaro gode ad illudersi.

Risposta di Remo Ponzini 14:52 - 15/02/10

Buongiorno a tutti.

Non posso che unirmi al coro di Fausto, Stefano e Giovanni. Qui si tratta di scalare l'Everest ricoperto di ghiaccio senza attrezzatura e pure.... senza abbigliamento. " Loro " (quelli che ... ci dovrebbero governare) NON ci consentiranno MAI e poi MAI di poter raggiungere un traguardo così utile e così ambito da tutte le persone di buon senso. Eppure " LORO " dovrebbero essere li per fare e soddisfare le necessità dei cittadini; presumo che i più pensino solo alle proprie. Mi ricordo che il ns. Puntinator scrisse una frase, riferita ai ns amministratori (forse su Esvaso?), che mi piacque assai e che terminava più o meno così: CHE SONO LI PER AMALGAMARE o CONIUGARE LE NS. ESIGENZE CON I LORO DOVERI. Così dovrebbe essere ma anche questo mi sembra una illusione colossale.
Non voglio ripetere quanto hanno scritto quelli che mi hanno preceduto ma fare solo un esempio sul risparmio economico : AVREMMO LE RISORSE, PIU' o MENO, DI COPRIRE UNA PISCINA OGNI ANNO.
Bisogna dare atto al prof. Marchini che è stato l'unico politico della ns. vallata a proporre una iniziativa così grandiosa e mirabolante. E questo nonostante che sia per lui autocastrante. Grazie prof..
Comunque anche se le speranze sono risibili dobbiamo parlarne senza arrenderci mai.

Risposta di Fausto 17:28 - 15/02/10

Spalare, gente spalare, sono solo tante piccole e concrete sbadilate che aiutano a raggiungere dei risultati. Se si inizia subito a pensare che il muro è troppo alto allora non si fa mai nulla.

Una delle mie più grandi speranze è che c'è veramente dell'incompetenza dietro a quei soggetti che detengono ora il potere. Per loro un politico capace è uno che fa presenza alle cerimonie, che se ne inventa delle nuove per poter far presenza, che presenzia anche dove non c'entra nulla!!! Politico capace è uno che ha tanti numeri di cellulare cui spedire gli inviti ed i suggerimenti di partecipazione alle urne.

Per me politico capace significa politico che ammette i suoi limiti ma che fa di tutto per mettere i volenterosi nelle condizioni di poter fare.

Ci sono esempi concreti. Carlo Berni è stato sindaco ad Albareto, ha coinvolto i giovani nell'amministrazione e li ha fatti sentire responsabili del loro paese. Risultato una fiera del Fungo che Borgotaro con tutti i suoi luminari manco si sogna, e tante altre iniziative lanciate proprio sotto la sua gestione.

E' andato in Comunità Montana ed ho assistito personalmente al suo prodigarsi per dare un supporto concreto alla nascita del progetto.

Ora è passato a Bedonia, e in quella "LANDA SPERDUTA" (lo dico in tono ovviamente scherzoso) si sta creando del fermento, nuovi progetti ed iniziative e vedo i giovani Bedoniesi molto più coinvolti nella vita socio politica rispetto ai Borgotaresi ad esempio.

Poi magari di 100 cose se ne realizza mezza, ma per lo meno è una persona che si mette al tuo livello e con la quale si può confrontare anche il più imberbe volenteroso.

Lo so anch'io che si sta parlando di interessi di milioni di euro e che faranno di tutto per opporsi e mantenere i privilegi, ma ormai le vacche grasse non ci sono più e loro inizieranno a scannarsi tra di loro. Se ne stanno già vedendo delle belle!!!

Se serve per togliere di mezzo sta gente, W LA CRISI.

Avanti con i Diego Rossi e con i Simone Maestri.

 
Risposta di scivolosissimevolmente 14:41 - 15/02/10

è più facile che un cammello pasi attraverso la cruna di un ago...

Risposta di Il puntinator cortese 22:10 - 15/02/10

Quanto è popolare questa idea nella valle? Chi può portare avanti questa idea? Quali sono i programmi sul tavolo, che ci dovrebbero portare all'attuazione dell'idea? Come fare per scalzare le ovvie resistenze naturali o innaturali dei politici? Perchè si sente parlare di questo da un solo politico? Che c'entrano i politici che compaiono nel post precedente, anche loro sono dei nostri? Di carne al fuoco (sigh) ne ho messo già molta; adesso tocca a voi!

Risposta di Fausto 09:10 - 16/02/10

Io rispondo per quanto mi compete :

Ho citato in ordine : Rodolfo Marchini (persona assai aperta e sempre disposta a sperimentare), Carlo Berni (politico navigato e di grande esperienza ma con una capacità tutta sua di proporsi e di proporre, ha, inoltre, la capacità di essere autonomo all'interno di un sistema fortemente gerarchicizzato), Diego Rossi (lo conosco a livello personale ed forse tra le persone più gentili ed equilibrate che ci siano), Simone Maestri (è un giovane che si propone in maniera concreta e mi sembra molto volenteroso).

A questi aggiungerei figure come Giuseppe Capella (pochi come lui difendono le peculiarità del nostro territorio), Cristian Squeri (anche lui giovane ed attivo), poi ci sono parecchi giovani di Albareto che vedo molto coinvolti nella gestione del loro paese.

Il progetto viene proposto come impossibile solo perchè mentalmente ci è stato inculcato come tale, ma in realtà basta avere un programma, dei mezzi di comunicazione giusti per promulgarlo, buona volontà e poco altro. Non mi si venga a dire che quelli che ci sono ora sono delle cime.

La gente, ne sono convinto, ha smesso di credere alle favolette, ormai tutti sono scolarizzati e diventa più difficile dominare le masse con la semplice propaganda.

Comunque credo che non si possa prescindere in maniera totale da chi abbia già un pò di esperienza politica, perchè non sarebbe produttivo buttare all'ortiche un bagaglio di conoscenza.

Certo che chi dovesse sposare il progetto deve sapere che parte dal basso e deve rinunciare a ruoli acquisiti per riproporsi in una nuova veste.

La nascita di un sistema del genere permetterebbe a tanti di spogliarsi di vecchi rancori e di avere nuove opportunità.

Mi viene in mente la diatriba tra i sostenitori della Mariapia e della Zerbini. Perchè non sarebbe produttivo averle tutte due insieme a proporsi nei confronti di una Provincia e di una Regione che ci hanno dimenticato?

Se si continua la distinzione tra Juve e Inter non si fa altro che regalare punti in giro...

La gente è stanca e secondo me potrebbe anche avere voglia per una volta di provare una svolta, non dimentichiamoci poi che la maggior parte della gente che non va a votare lo fa perchè è schifata da questa situazione.... e sarebbe già una buona partenza no?

 
Risposta di Stefano Bruschi 08:06 - 16/02/10

Mi dispiace per il Sig. Giovanni Cappella: crogiolarsi nell'autocommiserazione non serve a nulla !

Mi trovo, invece, VERAMENTE e TANTO d'accordo con Fausto.

Proviamo, cominciamo ...

Saranno sforzi inutili ? Chissà?

Provare ci lascia aperta la possibilità di ottenere qualcosa; in caso di insuccesso la situazione rimmarà quella attuale!

Chi preferisce l'inedia e l'apatia, PER FAVORE, non si lamenti ora od in futuro!

Cosa abbiamo da perdere ? 

Stefano Bruschi

Risposta di Rodolfo Marchini 17:04 - 16/02/10

Non conosco Stefano Bruschi nè Scivolosissimamente. Il taglio del Bruschi mi dà l'idea di una persona convinta e disponibile a mettersi in gioco. Scivolosissimamente, già dallo pseudonimo, mi pare timido e poco fiducioso  nelle innovazioni. Insomma teme che tutto sia scivoloso. Forse ha ragione lui.
In questa nostra meravigliosa valle, sembra che tutto sia diventato troppo scivoloso e i più hanno perso la fiducia di potersi rialzare dopo gli scivoloni. Io partirei dagli scivoloni delle... frane, in senso metaforico e non. Cioè da noi è scivolato via il lavoro e scivola sotto i piedi il terreno. Bisogna fare presto! Chi capisce che non c'è tempo da perdere, si darà da fare, supererà le diffidenze personali, magari le avversioni o, ancor peggio, le inimicizie e cercherà di individuare obiettivi comuni, validi per tutti i cittadini della valle.
Fausto fa riferimento ai nomi di alcuni che sono impegnati nelle amministrazioni comunali sia di una che dell'altra parte politica. Sono convinto anch'io che bisogna andare oltre gli steccati della politica, ma credo che oltre la politica, devono scendere in campo i cittadini. La democrazia parte dai cittadini.
Qui bisogna formare un gruppo di "politici" e di gente libera che delinea un percorso, lo definisce e poi lo indica alla cittadinanza come in una specie di referendum o semplicemente di sondaggio, per capire se stiamo sognando noi o se, invece, è la politica che blocca tutto. Se i cittadini non fossero maturi e non capissero l'importanza della proposta, vorrebbe dire che ognuno di noi potrà continuare a sognare, ma dovrà rassegarsi. Se, invece la gente  lo condividesse, allora andrebbe lanciata la vera proposta politica.  

Risposta di Giovanni Capella 09:18 - 18/02/10

Caro Sig.Bruschi,
ma guardi che io non mi autocommisero ne vivo di inedia, lavoro come commerciante almeno 12 ore al giorno da 15 anni, ho fatto il dipendente in fabbrica per altri 10 anni quindi conosco i problemi della vita quotidiana,del lavoro e di come gira un paese.

Personalmente mi sono impegnato per 12 anni (in qualità di segretario del Com.Org.Rally Taro) nel portare gente in questa valle.

Nelle funzioni che avevo seguivo,oltre la sicurezza della gara,anche le pratiche burocratiche(Prefettura,Provincia,Forze Ordine,ecc...)e per arrivare a non farmi annullare la gara mi son fatto buttare fuori da una commissione di vigilanza della Prefettura!!

Quindi io ho potuto conoscere cos vuol dire avere a che fare con burocrati o politici.

Non penso che negli ultimi 20 anni in valtaro siano arrivati tanti soldi quanti quelli portati dal RAlly quindi la rassicuro che io non sono uno di quelli che vive di inedia o non tiene alla valtaro ne tantomeno soffro di campanilismo.

Mi dispiace solo che non vogliate capire che in Italia ci sia gente come il Prof.Rodolfo MArchini che hanno idee belle ma in fondo sono dei sognatori e ci siano persone com quelle che ci comandano (non i ns.Sindaci) che decidono su come vada la vita in questa nazione.

L'unico modo per cambiare nel vero senso della parola sarebbe una rivoluzione.... ma purtroppo ci porterebbe verso un peggioramento della situazione attuale che è già critica.

Di solito le rivoluzioni cambiano le cose lì per lì sino a che non prende il potere il solito Dittatore di Sx o Dx per qualche decennio.

Giovanni

 

Risposta di Giovanni Capella 09:20 - 18/02/10

Ah scusate dimenticavo di dire che io nel sondaggio voto SI   !!

Fate pure 1 comune o 2 comuni in valle ha me vanno bene...

 
Risposta di Claudio Agazzi 20:39 - 16/02/10

Buonasera,
io ho votato no al quesito così formultato. Non sono d'accordo nel creare un comune unico troppo grande perchè ci sarebbe un rischio: il bisogno poi di creare strutture amministrative decentrate, lo squilibrio verso un'unica area a discapito di altre con il conseguente (già in atto) deflusso verso la prima. Non è campanilismo sia chiaro, nel caso di Bedonia se il comune si vuole chiamare Compiano o Tornolo per me andrebbe benissimo.

Dicevo, si finirebbe per avere un ente come il comune unico a Borgotaro e strutture leggere nei singoli ex comuni. Vedo meglio la creazione di comuni con un minimo fisiologico di 5000/6000 abitanti, ad esempio Bedonia, Compiano, Tornolo con circa 6.200 abitanti poi Borgotaro e Albareto con 9.200 abitanti. Stessa cosa nelle zone vicine, vedi Bardi, Varsi e Bore con 5.100 abitanti, Berceto con Solignano e Valmozzola con 5.000 abitanti.

In questo modo si eliminerebbero ben 7 amministrazioni con un vero risparmio mantenendo però una certa identità locale e soprattutto una certa omogeneità territoriale.

A questo punto creati questi nuovi comuni e risparmiati tanti soldini che si possono investire proporrei dei servizi unici per i nuovi comuni, ad esempio la raccolta rifiuti, la gestione della polizia municipale e altro ancora e qui altri risparmi.

Non è un'utopia ma una necessità. Ci potrebbe venire imposto per legge e quindi se l'anticipassimo sarebbe meglio, visto anche i fondi credo disponibili per chi fa questo genere di accorpamento.

Un'idea su come fare? Iniziamo da Bedonia, Compiano e Tornolo. Perchè queste amministrazioni non si incontrano per parlarne un po'? Senza fissare nulla ma semplicemente per capire e per studiare quanti e quali benefici si potrebbero avere.

Buonasera Claudio Agazzi

 

Risposta di Fausto 23:47 - 16/02/10

Buona idea pure questa. Di sicuro più praticabile, tuttavia non creerebbe una massa critica sufficiente per fare in modo da essere considerati sia in Provincia che in Regione.

Si tratterebbe sempre di piccole realtà, perciò se da un lato i vantaggi sono evidenti:

realizzabilità in tempi brevi e ottimizzazione dei costi di gestione,

dall'altro questa soluzione rischierebbe di generare le prospettive seguenti :

Noi risparmiamo ed ottimiziamo ma il beneficio di tale risparmio viene reinvestito in altri lidi da parte della Provincia (magari tenendoli in città dove la crisi è quasi più evidente che da noi o per pagare qualche consulente politicizzato) oppure da parte della Regione (perchè ci sono molte Provincie in crisi da dover aiutare) oppure da parte dello Stato centrale (perchè si sa che la Salerno-Reggio Calabria ha sempre bisogno...).

Morale ci tagliamo i maroni da soli... come è stato per le poste, per i treni, per le scuole... e a giovare della nostra buona condotta sono però altri.

A questo punto l'unico modo per avere un minimo di garanzia sarebbe veramente avere una forza politica unica e compatta che possa difendere i proventi del nostro autorisanamento.

Attualmente siamo stati traditi per i soliti 30 denari proprio da quelli che avrebbero dovuto difenderci e sinceramente non credo che nessun schieramento di valenza nazionale abbia alcun interesse a portare in alto la nostra bandiera.

9000 - 8000 - 5000 sono numeri troppo ininfluenti soprattutto se si considerano spezzettati tra le varie correnti politiche.

Così come siamo ora contiamo meno di zero si da un verso che dall'altro.

Visto che sono un profano del mondo della politica però, mi piacerebbe capire il motivo per il quale l'idea del partito unico della montagna sarebbe impraticabile.

Se uno facesse il ragionamento che hai fatto tu, ma mi assicurasse che poi avesse la capacità di mantenere nelle nostre casse il risparmio ottenuto, gli darei il voto domani...

Comunque è grazie ai tuoi interventi che spesso si chiariscono gli orizzonti... fosse per me ti inserirei tranquillamente tra i papabili.

 
Risposta di Stefano Bruschi 08:37 - 17/02/10

Mi fa piacere vedere che il dibattito sta decollando.

Poichè l'argomento è serio, MOLTO serio, mi farebbe ancor più piacere che per una volta TUTTI uscissero dall'anonimato e si qualificassero con NOME & COGNOME: qui non si tratta di fare dei fini duelli intellettuali ma di guardarsi in faccia, di contarsi e di partire.

Come ho già scritto, provare NON costa nulla, nella peggiore delle ipotesi tutto resterà come prima, ahimè

Saluto anche Claudio (uno che si firma sempre), che come al solito interviene in modo costruttivo, articolato e motivato: per una volta, però, non sono d'accordo: la tua soluzione mi sembra un pò edulcorata.

E' come curare un malato terminale, perchè è di questo che si tratta, con un'aspirina!

Se qualcosa si deve fare, che sia una cosa FORTE, che dia un drastico taglio con il passato e quindi anche con il presente. Non domentichiamo poi che sicuramente si dovrà lasciare qualcosa per strada (coefficiente di rendimento) e quindi ritengo NECESSARIO puntare in alto, molto in alto !!!

MEMENTO AUDERE SEMPER !!!

Stefano Bruschi

Risposta di Remo Ponzini MEMENTO AUDERE SEMPER 14:03 - 17/02/10

Buongiorno a tutti,
noto con grande piacere che la trattazione si sta sempre più arricchendo di pareri assennati e molto giudiziosi. Ci sono scostamenti sulle varie posizioni assunte ma sostanzialmente vedo una solida compattezza di pensiero finalizzata e protesa a ridurre le spese pubbliche e, nel contempo, a dare maggiore efficienza alle pubbliche amministrazioni. Anche se il parere di Claudio Agazzi può apparire difforme (farebbe due comuni anzichè uno solo) l'intento resta pur sempre quello di raggruppare e le argomentazioni che a addotto a supporto della sua tesi sono basate su ragionamenti logici, razionali e costruttivi.
Anche se io ho votato per il comune unico non ho difficoltà ad affermare che il suo obbiettivo presenti meno scogli da superare e che quindi sia più facilmente raggiungibile. Penso che il sindaco di Bedonia e le due sindachesse di Compiano e Tornolo possano avviare questo processo innovativo adottando le opportune delibere per intraprendere questo percorso ..... sempre che lo vogliano.
Condivido anche che sarebbe più saggio anticipare gli eventi anzichè attendere che ci venga imposto dall'alto. Vedo sempre la strada irta di smisurate difficoltà ma se riuscissimo con tutti i mezzi possibili (anche stampa e TV) a sensibilizzare i cittadini anche i ns. politicanti (quelli riottosi) sarebbero  "costretti", ob torto collo, a capitolare.  

Risposta di Remo Ponzini 15:15 - 17/02/10

Mi unisco all'invito che Stefano Bruschi ha rivolto a tutti coloro che non si firmano chiaramente con nome e cognome. Mi sono chiesto più volte quale fosse la causa di questa riluttanza. Certamente alcuni non hanno ragioni particolari o recondite ma ritengo che la maggior parte abbia motivazioni che non trovano giustificazioni ammissibili. 
Forse hanno timore di urtare la sensibilità di qualcuno ???
Si preoccupano di poter nuocere a qualche " politico " o a qualche  " potente " solo perchè fanno riflessioni e considerazioni opposte ???
Amano lanciare il sasso nascondendo vilmente la mano ???

Io penso che se il motivo fosse uno di quelli esposti significherebbe che costoro abiurino ad una porzione della loro libertà individuale. Non credo che ne valga  la pena; oltretutto se fossero schietti e cristallini godrebbero di maggior rispetto e considerazione.

Risposta di Il puntinator cortese 17:58 - 17/02/10

Bellissima la discussione, ma come ho già detto se si vuole tramutare le parole in fatti, bisogna presentare un progetto e poi un piano di attuazione. Un comitato? Un gruppo di lavoro? Una lista? Questo non lo so; tocca a chi ha lanciato l'idea portare l'acqua al mulino, perchè la macina macini.
Guarda Remo, nonostante io abbia aderito fin da subito a quanto proposto dal Prof. (post su alice di 6 mesi fa), ora ho seri dubbi che gli interessi politici "toccati" dal progetto, possano essere superati con la sola buona e giusta volontà. Non so chi di voi, crede nella possibilità che i nostri politici, "prendano" tutto quello da loro stessi agguantato e poi lo buttino a mare.
Ma io so, che questi, dopo tanto sgomitare per ritagliarsi una carica, prima di permettere a qualcuno di soppiantarli, lotteranno a più non posso e cercheranno di impedire ogni cambiamento.
Credete davvero che un politico di qui, possa mettersi contro al proprio partito provinciale o regionale, che gli da potere? Io e voi, viviamo in Valtaro e sappiamo tutti come funzionano le cose, e chi non lo sa, per me è in malafede o è unto dal Signore.
Chi sa un po' di storia, non faticherà a trovare, come ho fatto io, straordinarie similitudini nell'attuale sistema (politico) servile e clientelare con il feudalesimo. Feudatari, vassalli, valvassori, valvassini e servi della gleba. Chi sgarra la catena, ne è fuori. Ops, fuori tutti tranne i servi della gleba. Questi purtroppo non possono esserne fuori, perchè senza servi della gleba non c'è catena di comando e alla fine non c'è feudatario. Mai vista una piramide senza base, ma non essendo un geometrico (geometra però si), potrei sbagliare.
Finito lo sfogo, avrei una domanda per il Prof Marchini: Quali altri politici sono d'accordo con lei, con chi ha stretto alleanze trasversali? Qui continuate a fare nomi di politici che definite intelligenti e amanti della nostra valle; ma secondo me, proprio perchè "intelligenti"  non promuoveranno mai il progetto. Potranno però, da buoni politici, salire sul carro dei vincitori, solo dopo che il progetto sarà attuato. Quindi, campa cavallo.
Non posso esimermi dal far notare, il post di PK; post in cui un leghista (PK) da addosso a chi, cogliendo un suggerimento della sua parte politica, almeno un'idea l'ha avuta e cerca di portarla avanti. Magari, come dice PK, costui lo fa solo perchè le elezioni sono vicine, e magari, PK, ha anche ragione. Ma dove sarebbe la Lega, senza promesse elettorali? Le promesse elettorali sono il succo della politica e credo sia doveroso, che tutti conoscano dove un politico va a parare. Lucchi insegna! Poi, se le promesse elettorali, sono tali e quali a quelle che io facevo alle mie morose, non rimane altro a PK, che fare come facevano loro. Mollarmi.  Scusate se insisto, ma ho dispiacere che un leghista, invece che unirsi, critichi. Forse il leghista, non sa chi ha parlato per primo di unione di comuni, o forse lo sa? Forse a qualcuno fa comodo dividere, invece che unire? Bhe, il Sen. Torri mi toglierà la curiosità. Finita la filippica al leghista (la lega non me ne vorrà, ne sono sicuro) vorrei spingere perchè tutto questo sia un'inizio di una storia e non la storia di una fine.

Risposta di Fausto 19:52 - 17/02/10

Per quanto mi riguarda io metto a disposizione le mie competenze ed il mio supporto.

Per quanto mi riguarda non devo un "h" a nessuno, anzi per come la vedo io i signori politici nel mio settore hanno dato del lavoro solo a gente di Parma (a parte un singolo soggetto), perchè evidentemente solo a parma ci sono dei geni dell'informatica in grado di informatizzarci... promesse e tavoli e tavole ne sono state fatte parecchie in compenso.

Per quanto mi riguarda troverei effettivamente giusto concretizzare una proposta e condividerla per non fare come i grandi parlatori che ci sono ora.

Per quanto mi riguarda per i politici che ho nominato si tratterebbe di un opportunità, ma spetterebbe solo a loro in perfetta democrazia far parte di un progetto o meno.

Per quanto mi riguarda sul carro che vince non ci deve salire nessuno se non chi lo ha fatto vincere.

Per quanto mi riguarda se stessi zitto e fermo come sono stato fino ad ora non avrei più il coraggio di guardarmi nello specchio.

Il mio futuro è mio e non ho paura di nessuno, usino le armi che vogliono, io di solito parlo con i fatti.

Risposta di Rodolfo Marchini 17:34 - 18/02/10

Caro Puntinator, ti rispondo volentieri. Fare un solo comune in Valtaro? Non si potrebbe fare domani, neanche se lo volessero tutti i cittadini. Occorrerebbero referendum popolari e poi i necessari cambiamenti istituzionali. Per arrivarci c'è però una strada percorribile che tu, infatti, hai colto quasi un anno fa. Lo abbiamo lanciato compatti tutto il gruppo di Borgotaro verso un nuvo futuro: l'Unione di tutti i Comuni dell'alta Valtaro. ti ripeto tutti d'accordo. Nel mio Partito, a livello provinciale, ti posso assicurare, tutti ci darebbero una mano. Sono convinto che anche la gran parte della Lega sarebbe d'accordo. Veniamo alla Sinistra. Qui distinguerei quelli che sono capaci di vedere il futuro, da quelli conservatori. Sarebbe un bel confronto, se fosse aperto e libero da pregiudizi.

Tuttavia, cerchiamo di procedere con ordine e di raccogliere le disponibilità che stanno emergendo e che sono molte.

Le preoccupazioni di Claudio Agazzi sono giuste. Unire tutti e cinque è più difficile che unire solo tre o solo due.   E allora tu, Claudio, fai una proposta per passi successivi. Si tratta come ben vedi di chiarire gli obiettivi. Obiettivi realistici, caro Bruschi, non da sognatori. Infatti, ci fa notare Agazzi, qualcuno pensa di imporre dall'alto certe scelte. Secondo me, sarebbe una strada discutibile. A me piace di più la costruzione dal basso voluta dai cittadini. Veniamo dunque agli obiettivi.

Io penso che occorre creare una Cittadinanza di vallata. E la cittadinanza siamo soliti concepirla in rapporto all'appartenenza comunale. Certo la Cittadinanza della Valtaro è in via di formazione da molti anni e nei giovani è più avanti che negli altri. Allora, come la pensano gli uomini politici importa, ma fino a un certo punto. Quello che importa sono i vantaggi che ci possiamo prefiggere come realtà omogenee.

Penso che un cittadino di Compiano, per es., sarebbe contento di avere un solo Comune, se potesse pagare di meno l'acqua, il gas, i rifiuti e via dicendo e, anzi potesse avere un servizio migliore di asilo nido o di assistenza sociale. Sia ben chiaro che sto facendo degli esempi, validi per i cittadini di ogni comune.

Se, dunque, è dimostrato che per offrire servizi efficaci ci vuole un'amministrazione efficiente e che questa, inevitabilmente, costa, occorre avere risorse disponibili per coprire le spese. I Comuni con pochi abitanti non ne possono avere. Quale sia la dimensione ottimale per avere un buon equilibrio tra disponibilità finanziarie e bontà dei servizi, lo devono dire le persone competenti.   Per questo dovrebbe essere ragionevole scegliere le nostre Comunità anche, ma non solo, sulla base di questi studi, senza particolari pregiudizi.

Risposta di Stefano Bruschi 18:28 - 18/02/10

... solo una precisazione ... NON ho parlato di obbiettivi da sognatori ... ho solo affermato che la scelta deve essere "forte".

Se poi si vuole raggiungere tale fine per passi successivi, bene! NON cambiamo peò la meta finale !!!

Grazie

Stefano Bruschi

 

Risposta di Rodolfo Marchini 23:17 - 18/02/10

Caro Stefano, scusami, ma ho fatto un qui pro quo e ho scambiato il pensiero di Giovanni col tuo. Perdonami. Sono del tutto d'accordo con te che occorrono scelte forti e decise, con obiettivi alti. Ad abbassarli ci pensaranno... altri. Purtroppo!

Adesso ci sono le lezioni alle porte e concordo con chi pensa che sotto elezioni c'è il rischio di avere inquinatori e inquinamento. Questa che abbiamo lanciato non è materia di propaganda elettorale, ma di politica vera per i nostri territori.

Dopo le elezioni bisogna formare il gruppo che ci lavora. Per adesso cerchiamo di far crescere l'idea.

Risposta di Rodolfo Marchini 17:19 - 25/02/10

Noto che il sondaggio offre un verdetto schiacciante, anche se ci sono solo 64 risposte. Tutti quelli che hanno risposto positivamente possono pensare di organizzarsi in modo bipartisan per far crescere l'idea e il progetto. Che cosa ne pensate?

Risposta di Rodolfo Marchini 11:35 - 27/02/10

Un solo Comune in Valtaro passando attraverso l'Unione dei Comuni.

Un anno fa le Istituzioni locali furono chiamate a modificare, per Legge regionale, gli assetti delle Comunità Montane.

Al nostro gruppo consiliare di Borgotaro Verso un nuovo futuro parve una buona cosa cogliere quel momento come l'occasione propizia per lanciare un nuovo progetto politico per l'Alta Valtaro e proponemmo L'Unione dei Comuni per aandare oltre l'attuale Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno.

Per chi avesse voglia di leggerla, copio/incollo la proposta di allora, di fine gennaio 2009. La Maggioranza di Borgotaro ci rispose picche, ma nemmeno altri ritennero di dover approfonddire l'argomento. E' stata un'occasione persa? Io penso di sì, tuttavia si potrebbe riprendere l'argomento e tentare di recuperare il terreno perso.

 

PROPOSTA DI COSTITUZIONE DELL’UNIONE DI COMUNI TRA ALBARETO, BEDONIA, BORGOTARO, COMPIANO E TORNOLO E CONTESTUALE SCIOGLIMENTO DELLA COMUNITA’ MONTANA DELLE VALLI DEL TARO E DEL CENO

  1. RIFLESSIONE STORICA

Con la legge istitutiva delle Comunità Montane, aveva preso vita, nel nostro contesto provinciale, un’unica comunità montana comprendente tutti i comuni montani delle varie vallate del Parmense.

Con 23 comuni e con circa 60.000 abitanti di riferimento rappresentava una consistente massa critica e il tema della Montagna divenne centrale nel confronto politico parmense.

Ma un’aggregazione territoriale così vasta, senza un diretto mandato elettorale, risultò ben presto difficilmente gestibile. Fu posta allora la questione dello sdoppiamento che la regione Emilia Romagna definì nella composizione e nella delimitazione rimaste invariate fino all’ingresso di Medesano nella Comunità Ovest delle Valli del Taro e del Ceno distinta dalla comunità Est della Val Parma.

Col costituirsi della Comunità Ovest si discusse a lungo sulla scelta della sede tra Fornovo e Borgotaro. Prevalse Borgotaro e tale decisione diede una speranza in più alle prospettive della nostra montagna, in quanto la sede a Fornovo avrebbe indicato un baricentro di pedemontana piuttosto che di montagna.

Nel frattempo la novità legislativa, che nella riforma istituzionale riconobbe l’autonomia statutaria delle Comunità Montane, diede nuovo slancio alle speranze entusiastiche di un possibile sviluppo della Montagna.

La Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno accrebbe inoltre la sua importanza quando ebbe anche le funzioni di Unità Sanitaria Locale, con la Gestione diretta della Sanità del territorio e dell’Ospedale, ampliando enormemente il suo ruolo politico, fino a quando la gestione sanitaria non fu accorpata in un’unica Usl provinciale.

Nello stesso tempo, in seguito all’entrata in vigore della gestione a Maggioranza (ricordiamo che in precedenza vigevano le famose gestioni politiche unitarie), si profilò anche la consistente ipotesi di trasformare la Comunità Montana in un Ente locale di Primo grado ad elezione diretta del Consiglio comunitario. Il tema fu dibattuto a lungo in tanti congressi Uncem, ma quell’ipotesi non si concretizzò mai.

Così la parabola della speranza di avere in Montagna un forte Ente sovracomunale a legittimazione elettorale diretta prese ben presto la china discendente. E ormai da qualche anno sta avanzando una forte e dura riflessione sulla crisi delle Comunità Montane, e non solo di quelle che si erano costituite a livello del mare o in pedemontana. Le Comunità montane sono entrate nell’occhio del ciclone e spesso sono state annoverate tra gli enti inutili da sopprimere, facendo cadere qualunque speranza in chi poteva vedere ancora in esse una prospettiva favorevole per la ripresa e il rilancio dei territori e dei paesaggi della Montagna.

 

  1. ATTUALITA’ DEL DIBATTITO

Così nel dibattito più recente, ampiamente condizionato dalla pubblicazione del libro “La casta” e poi sostenuto autorevolmente dalla proposta del Ministro Lanzillotta durante il Governo Prodi 2005-2007, si è diffusa nella pubblica opinione sempre più l’idea di dover porre mano al riordino degli Enti locali per intervenire nel contenimento dei costi e soprattutto nella riduzione degli sprechi della politica.

Questa spinta popolare dal basso e una più cosciente riflessione politica ha fatto maturare un vasto convincimento trasversale bipartisan orientato verso la soppressione delle Province e delle stesse Comunità Montane.

Per le prime, la discussione, come si sa, è aperta a livello nazionale e noi la sosteniamo in quella direzione.

Per le seconde, con la legge 244/2007, sono state coinvolte anche le Regioni e, per quanto ci riguarda, una risposta ben orientata arriva dalla Regione Emilia Romagna.

 

  1. LA LEGGE REGIONALE N.10/2008

Questa legge interviene, a nostro parere, in modo confuso e farraginoso, tuttavia provvede a ridurre drasticamente il numero delle Comunità montane, che passano da 18 a 9, e valorizza le Unione dei comuni, incentivandole come ricerca dell’ambito ottimale plurifunzionale.

Ma ancor più significativo è il superamento dell’autonomia statutaria derivante dall’art.8. Con tale norma le Comunità Montane, pur rimanendo di nome, sono ridotte, istituzionalmente, al rango di Unione di comuni. Una trasformazione decisiva, poiché di fatto viene soppresso l’Ente Comunità Montana, come oggi lo conosciamo.

Presidente del nuovo Ente dovrà essere un Sindaco e la giunta dovrà essere formata dai Sindaci, senza ulteriori compensi, così come sarà ridotta la composizione del Consiglio comunitario.

Un passo avanti notevole per la riduzione dei costi e anche per evitare la sovrapposizione dei ruoli e gli inutili doppioni burocratici; un provvedimento che noi condividiamo e sosteniamo, ma che potrà portare concreti benefici solo se ne sapremo trarre tutte le possibili conseguenze positive.

  1. AGGREGAZIONI OMOGENEE

La prima conseguenza positiva sarebbe quella di autodeterminarci aggregazioni omogenee per caratteristiche territoriali, demografiche, socio-economiche e culturali complessive.

Viene da sé che qui sta la possibilità di una nuova visione strategica di prospettiva, dal momento che il formarsi delle Unioni di Comuni, nascendo dal basso, richiede una preventiva volontà politico-amministrativa finalizzata all’obiettivo comune da raggiungere. Ossia l’Unione di Comuni, che di per sé è libera e volontaria, richiede un necessario e preliminare progetto politico di prospettiva.

Ben diverso è lo stato attuale di Comunità Montana, non libero e non volontario, che un progetto politico lo postula ugualmente, ma solo a posteriori.

Ecco, noi oggi possiamo cogliere una grande occasione, quella di scegliere, liberamente e volontariamente, con forte entusiasmo vitalistico, una Unione di Comuni, quella che è più favorevole per un nostro progetto politico di territorio.

Oppure posiamo rimanere stancamente e staticamente, addirittura con un peggioramento della forma istituzionale, nello status quo.

Siccome a noi pare che lo status quo non sia più in grado di rappresentare le nostre convenienti aspettative e che, per ragioni prevalentemente territoriali, oltre che politiche, è sempre più difficile trovare punti d’incontro tra valtaresi e valcenesi e tra medie ed alte valli, proprio per questo ci sembra altresì opportuno percorrere una nuova strada per nuovi progetti.

 

  1. CONFERIMENTO DELLE FUNZIONI

Questo indirizzo, peraltro, ci viene suggerito e sollecitato anche dagli articoli del capoII- titolo II della stessa legge regionale n.10/08.

In particolare dall’art. 10 e dall’art.11, dove si stabiliscono i principi per il conferimento delle funzioni, affinchè se ne garantisca l’ottimale gestione, con un solo livello plurifunzionale e col conferimento integrale effettuato, di norma, da tutti i comuni aderenti.

Ma anche dalle indicazioni dell’art. 14, che al comma 2 prevede che le aree amministrative conferite diventino almeno sei a decorrere dal terzo anno successivo all’entrata in vigore della legge.

A noi sembra che sia molto complicato raggiungere questo obiettivo in un territorio così vasto e disomogeneo come è quello della attuale Comunità Montana, e anche se fosse raggiunto potrebbe risultare l’esito di una forzatura di legge, piuttosto che di una convinta scelta, libera e volontaria; e per reazione potrebbe produrre effetti politico-amministrativi contrari alle buone intenzioni del legislatore. E non basta nemmeno, in questo nostro così ampio e variegato territorio, il correttivo delle gestioni associate in zone, come previsto dall’art.13, co. 4 della l.r. 10/08, in quanto esse non potrebbero comunque togliere eventuali forti discrepanze o anomalie tra la volontà di conferimento di funzioni rispetto alla possibilità di gestirle efficacemente.

 

  1. PROPOSTA DI UNIONE DI COMUNI

Sulla base delle considerazioni prima esposte, noi riteniamo che la strada da intraprendere sia quella di costituire una nuova Unione di Comuni che comprenda i cinque comuni dell’Alta Valtaro (Albareto, Bedonia, Borgotaro, Compiano e Tornolo) e a cui potrebbero aderire i comuni limitrofi.

Tra questi comuni è molto facile individuare la necessità di un comune piano di sviluppo capace di mettere a sistema urbanistico i centri principali come un unico agglomerato abitativo e insediativo.

E’ altrettanto facile cogliere in un simile contesto l’opportunità di un conferimento ampio di funzioni che potrebbe comprendere, in brevissimo tempo, quasi tutte le aree di amministrazione generale indicate nell’art. 14 della legge 10/08. Gestire insieme, per esempio, i servizi tecnici, informativi e scolastici, l’urbanistica, l’edilizia e il catasto, i servizi demografici, gli appalti e lo sportello unico per le attività produttive, potrebbe comportare vantaggi istituzionali ed economici molto rilevanti. Del resto si comprende bene come si possa, tra questi comuni, gestire insieme l’elaborazione degli strumenti di pianificazione urbanistica in ambito intercomunale, mentre risulta pressoché impossibile immaginare di farlo per tutti i comuni della attuale Comunità Montana.

Però sta proprio nel mettere insieme funzioni, servizi e aree amministrative lo scopo delle aggregazioni intercomunali, perché con ciò si determina lo svilupparsi di una visione unitaria delle necessità territoriali.

E a questo dobbiamo tendere con ogni nostra energia se vogliamo contribuire al superamento dei campanilismi che tuttora impediscono o frenano, sul nostro territorio, ogni iniziativa di grande respiro, sia nel campo delle attività imprenditoriali e commerciali, sia nel settore del turismo o delle infrastrutture, sia, infine, nei servizi alla persona.

Noi quindi sosteniamo con forza questa proposta perché siamo convinti che l’unione a livello istituzionale possa anche favorire la coesione dei cittadini dell’Alta Valtaro, i quali oggi, come non mai, hanno bisogno di credere tutti insieme in alcuni grandi progetti per continuare ad avere prospettive concrete per il futuro delle prossime generazioni.

E non è escluso che in un domani non troppo lontano si possa da qui procedere verso la fusione di questi comuni, così come previsto dall’art. 16, co. 2 della legge più volte citata, non solo per usufruire delle premialità incentivanti in essa previste, ma per cogliere in essa tutte le migliori opportunità e i maggiori vantaggi.

 

I Consiglieri Avalli Luciano, Marchini Rodolfo, Rolandi Federico, Vignali Salvatore

 

Borgotaro, 23.1.08

Risposta di Emanuele M. 23:47 - 01/03/10

Caro professore,
anche io ho votato "SI" al sondaggio, ma soltanto dopo averci riflettuto un po': mi credevo più aperto di vedute, ma non sono sicuro di poter rinunciare facilmente alle istituzioni del mio paese (Bedonia).

Una razionalizzazione degli enti pubblici è necessaria, ma come riuscire a "semplificare" e a ridurre le amministrazioni locali, senza che le persone si sentano "abbandonate" alla vista degli uffici del proprio municipio chiusi?

Leggendo i vari post, penso sia quello di Claudio a rappresentarmi di più : l'accorpamento dei comuni Bedonia-Compiano-Tornolo e Borgotaro-Albareto garantirebbe un passaggio graduale ed una migliore rappresentatività territoriale.

Si potrebbe andare anche oltre, sino all'accorpamento dei 5 comuni, ma risulterebbe fondamentale la ripartizione e l'EQUA DISTRIBUZIONE DEI SERVIZI.

Traducendo: se Borgotaro ha già stazione, ospedale, istituto scolastico comprensorariale, comunità montana, stazione dei Vigili del Fuoco, cinema, ecc., si dovrebbe pianificare attentamente la permanenza di altri uffici e servizi negli altri centri (Albareto, Compiano, Bedonia, Tornolo).

Il progetto diventerà fattibile nella misura in cui verrà studiato ed esplicitato questo EQUILIBRIO NECESSARIO PER EVITARE LA PERDITA DI IDENTITA' DELLE COMUNITA' LOCALI, CHE SI RICONOSCONO NEL MUNICIPIO E NEL CAMPANILE.

In ogni caso dubito che tale processo di semplificazione avverrà "dal basso" (su spinta delle 5 amministrazioni comunali): nessuno ha voglia di perdere la propria "sovranità". Più probabilmente il cambiamento ci verrà imposto dall'alto; ciò non toglie che si possa partecipare attivamente, proponendo NOI come ridistribuire i servizi sul territorio. Chi inizia con le proposte?

IO PRENOTO LA PISCINA COPERTA A BEDONIA. ;)

Risposta di Andrea 15:25 - 05/03/10

Beh io ho votato a favore, però chiaramente tutta la parte tecnica (ufficio tecnico, protocollo, ufficio commerciale) dovrebbe eventualmente rimanere all' interno di ogni comune attuale magari ridimensiondola.

Io sarei per una eliminazione di tutta la schiera di assessori,consiglieri, sindaci, vice che in valle mangiano per 5.

Risposta di Remo Ponzini 18:42 - 10/03/10

Caro Emanuele, capisco le tue perplessità perchè anch'io un po di riflessioni me li sono fatte. Ma poi ha preso il sopravvento la fissa dei conti e quella della riduzione degli sprechi che mi hanno sempre accompagnato... forse per deformazione professionale.

Penso che i campanilismi che albergano in ognuno di noi, vuoi per tradizione che per egocentrismo, vadano abbandonati per fare posto ad una visione più moderna e più lungimirante.

Qui si tratta di risparmiare fior di quattrini e di beneficiare di quelle " premialità incentivanti " di cui parlava il prof. Marchini nella esposizione presentata al Consiglio Comunale di Borgotaro.

Io non ho timore di perdere le nostre identità che hai palesato nel tuo intervento. Se ci pensi bene la distanza che c'è tra i cinque capoluoghi della ns. vallata si traduce di fatto dai tre ai dieci minuti di auto. Aveva una logica quando mancavano strade e mezzi di trasporto e quando la ns. montagna era molto più popolata. Ora non più.

Si può discutere se fare un unico raggruppamento o due ma quello che conta è la determinazione di voler realizzare qualcosa di fruttuoso e costruttivo. Abitare a Ponte Ceno o a Porcigatone significa di fatto fare parte della stessa comunità.

Mi dispiace che la maggioranza che governa il Comune di Borgotaro non abbia preso in considerazione i suggerimenti avanzati dall'opposizione. Non ci vedo nulla di destra, ne di centro e ne di sinistra in quella relazione ma solo buonsenso e volontà costruttiva.

Ed allora perchè ci sono queste riluttanze e questi ostracismi ? I motivi sono senz'altro diversi e molto discutibili ma quello principale, secondo me, è la perdita di un numero considerevole di poltrone; ovvero si pensa sempre al bene personale e quasi mai a quello della popolazione. 

Sono perfettamente d'accordo con te sul fatto che NON bisogna assolutamente accentrare tutti i servizi in Borgotaro. La polpa e le ossa vanno equamente distribuite per evitare che un comune si rimpingui a iosa e gli altri tirino la cinghia. E' semplicemente una questione di equità. 

Inoltre bisognerà anche tenere conto delle collocazioni geografiche. Personalmente ritengo che Bedonia, Tornolo, Compiano ed Albareto abbiano una maggiore propensione turistica rispetto al Borgo e che quindi debbano avere la possibilità di dotarsi di adeguate infrastrutture (vedi piscina coperta in Bedonia ma non solo).

Gli attuali uffici dei singoli comuni non dovrebbero affatto essere chiusi come hai paventato nel tuo intervento ma anzi conservare i servizi essenziali con apposite delegazioni.
A presto ed un cordiale saluto a tutti.

Risposta di Rodolfo Marchini 12:28 - 13/03/10

Quando abbiamo lanciato questa proposta unificante, perchè di questo si tratta, il punto cardine è stato quello del sentirci, come cittadini dell'Alta Valtaro, un'unica comunità. Lo so che le questioni potranno essere complesse, però ci dobbiamo chiedere cosa potremo fare se non sapremo unirci. Dice benissimo Remo, quando afferma che essere di Porcigatone o di Ponte Ceno è, nella sostanza, la stessa cosa. Remo, poi, fa notare che in questa più ampia comunità bisognerà saperci identificare con le rispettive vocazioni. Anche in questo caso non sarà facile. Certamente, le difficoltà non bisogna nascondercele, però nemmeno ingigantirle. L'obiettivo rimane il motto "l'unione fa la forza". E per unirsi occorre avere gli stessi obiettivi. Proviamo a confrontarci su questi?

Risposta di patrizia 07:05 - 15/03/10

si', gli stessi obbiettivi, e qui cade l'asino, o almeno inciampa, perché tutti abbiamo paura di concorrenti, di rivali, di qualcuno che venga a spiare  i nostri intenti, insomma  è sempre la solita guerra fra poveri. Il segreto della formula per il successo di questa impresa, a mio pensare ultima possibilità di rialzare la testa, sarebbe una sorta di suddivisione delle opportunità. Cioè, lavoriamo insieme per scoprire dove riusciamo meglio e, unendo gli sforzi, concentriamoci ognuno nella nostra eccellenza. Tutti lavoriamo per tutti avendo come scopo unico di migliorare la vallata nel suo insieme. Lo so che non ho detto niente di nuovo, ma è giusto non perderlo di vista. In questo forum c'era una volta il post " Idee creative" da cui potevano nascere  notizie e nozioni interessanti, ma .......

Risposta di Fausto 14:21 - 15/03/10

Sarebbe bello riaprirlo il discorso, ma secondo me è stato congelato a causa delle elezioni. Ci vorrebbe una bella seconda cena del Forum per fare il punto della situazione, questa volta... tavolata unica!!!

Ciao.

Risposta di Rodolfo Marchini 17:35 - 15/03/10

Molto bene, TAVOLATA UNICA, nel vero senso della parola. Quanto dice Patrizia, poi, mi sembra il fulcro di tutto.

Risposta di Remo Ponzini 18:30 - 16/03/10

Caro prof, sono senz'altro d'accordo anch'io di rifare un'altra cenetta. Si son inseriti nuovi nominati nel nostro forum e quindi sarebbe una ottima occasione di fare nuove conoscenze.

Ti dirò che mi piacerebbe andare a provare la cucina vegetariana del ns. Puntinator; non conosco quella vallata parimenti a tanti altri. Sarebbe una ottima occasione.

Cordiali saluti.

Risposta di Rodolfo Marchini 14:45 - 14/07/10

Lunedì 12 u.s. si è discusso il documento presentato dal gruppo consiliare del Pdl e Udc. Questa volta la Maggioranza, per voce di diversi interpreti, non si è opposta muro contro muro. Abbiamo ascoltato diverse aperture al discorso nuovo sia da parte di Allegri che di Beccarelli, sia del Sindaco Oppo che di Daffadà. La nostra proposta, come è noto, è quella di superare l'attuale Comunità Montana per formare e istituire l'Unione dei comuni tra Albareto, Bedonia, Borgotaro, Compiano e Tornolo, cioè i cinque comuni dell'Alta Valtaro. Per la fusione in un solo comune occorre naturalmente procedere per gradi. Come dicevo, gli argomenti degli esponenti del Pd non sono stati pregiudiziali. Per questo ci siamo riservati di riprendere il discorso in un prossimo Consiglio comunale. Noi confidiamo che, avviato il persorso, si possa arrivare ad un esito positivo. 

Risposta di Remo Ponzini 11:01 - 16/07/10

Caro Prof.,  constato con piacere che la battaglia che avete intrapreso si è trasformata in confronto o , quantomeno, in un inizio di dialogo tra le parti.
 
Capisco benissimo che l'eventuale evoluzione del progetto debba avvenire per gradi per fare assimilare ed accettare i notevoli cambiamenti sia alla classe politica che alla popolazione.

Quello che conta, secondo me, è che il tutto possa accadere in tempi ragionevoli e non eccessivamente sfilacciati. La rateizzazione eccessiva rischia di fare spiaggiare tutti i proponimenti positivi e di fare naufragare per sempre le attuali efficaci intenzioni.

Mi auguro inoltre che le aperture palesate da alcuni esponenti dell'attuale maggioranza di Borgotaro siano genuine e foriere di uno sviluppo costruttivo per il bene di tutti.

Vedi di trasmettere l'energia propositiva ai tuoi " colleghi " di Bedonia; l'unione fa la forza ed il sindaco rag. Berni sembra che abbia mostrato qualche apertura a detta dell'amico Claudio Agazzi che si è prodigato oltre ogni limite pur non essendo un politico.
L'intento è quello di fare il bene della collettività senza le solite contrapposizioni partitiche che sono ormai divenute inaccettabili dalla popolazione.

Mi dispiace che le due sindachesse abbiano solo fatto sfoggio di sgarbatezza (vedi blog analogo); spero solo che si possano redimere ma la figuraccia ormai l'hanno fatta.

Ciao prof., mi sembra proprio che tu ed il tuo gruppo abbiate imbroccato la strada giusta.
 
Ti ringrazio come cittadino e ti chiedo di continuare con la stessa determinazione.

Ciao.
Remo. 

 
Risposta di Smartena 10:50 - 31/08/11

prima cambia la testa della gente in montagna

poi cambi la cultura sbagliata che hanno i borgotaresi

poi cambi  il loro modo di fare: tipo menefreghisti e  inpiccioni

poi cambi i ladri che da 50 anni hanno rubato.

poi dai un futuro alle persone.

poi fai la galleria per la liguria, fai arrivare l uscita della autostrada.

e tutti i lavori e ditte che dovevano venire a insediare il territorio

che davano lavoro e spesa sociale.

E TROPPO TARDI  AVETE FATTO UN NIENTE IN 50 ANNI ADESSO VOLETE LA LUNA

ARRANGIATEVI..........

 
Risposta di Gigi 08:46 - 24/09/12

E' stata aperta una pagina su Facebok sull'argomento, se sei interessato ad aderire la trovi a questo indirizzo:

https://www.facebook.com/uncomuneinaltavaltaro

 
Risposta di Luca24 15:53 - 14/10/12

io a dirla tutta non sarei molto contento di questa cosa perche, dopo aver letto questo articolo e aver riflettuto con della gente, noi della valle siamo nati per distinguerci gli uni dagli altri, ( Bedoniesi, Borgotaresi ecc...). Io, la penso cosi. sono una persona strana me lo dicono tutti.

 
Risposta di Rodolfo Marchini 08:50 - 24/10/12

LA PROPOSTA DI VALTARO VIVA ALLE ISTITUZIONI LOCALI: UN SOLO COMUNE IN ALTA VALTARO

Prendiamo atto con un misto di piacere e dissapore che i comuni della Valceno e quelli della media Valtaro stanno decidendo di costituire l’Unione di Comuni: cioè quello che Valtaro Viva aveva proposto nelle ultime elezioni comunali per il nostro territorio sulla base dell’iniziativa che, nel 2008, avevano avanzato i consiglieri comunali di Borgotaro verso un nuovo futuro: l’Unione dei comuni di Albareto, Bedonia, Borgotaro, Compiano e Tornolo. Ci dispiace di aver perso quattro anni preziosi per colpa di una miope politica locale; ci fa piacere invece di aver indicato per tempo la strada giusta.

Era opportuno sciogliere per tempo le Comunità Montana, che ormai, come si suol dire, avevano perso la loro funzione “propulsiva”, ma ora sarebbe ben poca cosa fare delle Unioni di Comuni senza andare verso la FUSIONE: da un carrozzone smontato (la Comunità Montana) si rimonterebbero tre o quattro carrozzini (le Unioni di Comuni) che continueranno a mantenere in vita tutti i Consigli comunali esistenti, tutte le Giunte comunali e tutti i Sindaci. Quello che noi di Valtaro Viva sollecitiamo a fare ora, al più presto, è andare oltre: fare UN SOLO COMUNE IN ALTA VALTARO.

Per fronteggiare tutti i problemi del nostro territorio basta questa formula di UN SOLO COMUNE IN ALTA VALTARO? Forse non basta, ma aiuta. Prima di tutto perché l’unione fa la forza per poter salvaguardare l’ospedale, la ferrovia e le scuole, cioè i servizi vitali. Poi perché si ridurrebbero i costi della politica: con un solo Sindaco, una sola Giunta e un solo Consiglio comunale si risparmierebbero almeno 200.000 € annui per poter dare un po’ di ossigeno ai servizi sociali. Inoltre bisogna mettere in conto l’efficienza amministrativa che si potrebbe avere unificando la gestione di personale, anagrafe, bilancio, e ufficio tecnico. Pensiamo poi quanti risparmi si potrebbero determinare negli anni con un progressivo e razionale dimagrimento di personale! Ma la vera svolta si avrebbe dalla programmazione organica dello sviluppo del territorio, considerato come un unicum urbano policentrico: quale tipo di sviluppo, quale artigianato, quali industrie, quale turismo possono essere realistici? Quale rete commerciale potrebbe soddisfare la collettività? E’ ancora lecito aspirare ad un moderno collegamento viario con la Liguria? Abbiamo tutti insieme la volontà di valorizzare il paesaggio e le risorse naturali e ambientali della nostra Valtaro?

Tutti i 15.000 cittadini dell’alta val Taro capiscono che su questi obiettivi si può essere vincenti solo se si è compatti in una sola comunità d’intenti, cioè in UN SOLO COMUNE, che solo in un’unica dimensione urbana può sperare di riprendersi dal declino e di non morire.

Valtaro Viva

 
Risposta di Gigi Cavalli 08:59 - 07/10/13

Commento così, tanto per rinfrescare la memoria:

Sissa e Trecasali dicono si alla fusione.
Rispettivamente sono andati al voto il 44,23% e il 31,43%. La fusione passa col 85,51% a Trecasali e con 93,35% a Sissa.
Con 50,52% passa la dizione Sissa-Trecasali, seguita da Trecasali-Sissa com 17,8% e Terre del basso Taro col 16,57%.

http://goo.gl/DRwEjy<p>

 
Risposta di Francesco T. 16:41 - 29/10/13

Leggo sulla Gazzetta di questa bella notizia,,

Montagna Ovest, l'Unione dei Comune parte in salita

politici VERGOGNATEVI

Un solo punto all’ordine del giorno: l’Unione dei Comuni delle Valli del Taro e del Ceno. Ma la movimentata seduta consiliare, che ha visto l’abbandono dall’aula di tre consiglieri di opposizione al momento del voto, si è conclusa con un nulla di fatto. Tutto è ora rimandato a domani sera alle 21 per la ridiscussione dello Statuto.
Per l’approvazione erano infatti necessari i voti di almeno i due terzi del consiglio comunale e, venerdì sera, con sette voti favorevoli e due astensioni espresse da Giovanni Rabidi e da Pierantonio Tanzi, il numero minimo non è stato raggiunto. Oltre alla seduta convocata domani sera, se l’esito sarà lo stesso, sarà necessaria una ulteriore seduta, già programmata per mercoledì sera. In quella circostanza basterà la maggioranza assoluta dei voti dei consiglieri (e non più deli due terzi) per decretare l’approvazione o meno dell’Unione dei Comuni.
Lo Statuto, per dare vita all’Unione, è stato sottoscritto da otto amministrazioni della Comunità Montana Ovest: Varano Melegari, Varsi, Pellegrino, Bore, Terenzo, Borgotaro, Compiano e Tornolo. La futura sede istituzionale dell’Unione sarà a Varano Melegari, mentre quella operativa sarà a Borgotaro. In apertura del Consiglio il primo cittadino di Varano Melegari, che è anche presidente della Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno, Luigi Bassi, ha ripercorso l’iter che in questi anni ha portato alla costituzione dell’Unione dei Comuni, con riferimenti alla normativa regionale e nazionale.
Con l'inizio del prossimo anno, la Comunità Montana Ovest cesserà le sue funzioni istituzionali, che in ambito territoriale saranno esercitate dalla futura Unione dei Comuni.

 
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