Il turismo in Valtaro: alcune idee, abbastanza concrete e percorribili, che prendono spunto da un incontro pubblico svoltosi a Borgotaro e da proseguire poi sul web. I temi trattati  sono stati le "seconde case", la "soddisfazione del turista", la "sostenibilità ambientale", "l'accessibilità" e, per finire, il "turismo responsabile"...

Risposta di Luciana 12:20 - 23/03/10

Una curiosità sul covegno, è stato organizzato da politici o da addetti del settore turistico? Lo chiedo perchè la differenza sarebbe grande grande. Grazie ragazzi

 
Risposta di Andrea Dellanzo 18:36 - 24/03/10

Credo che il turista medio che per qualche ragione sceglie di venire in Valtaro in maniera consapevole, trova ciò che vuole e cioè tranquillità, spazi per passeggiate e per molti hobby e sport (treking, enduro, mountain bike ecc.) a due passi dalla città. Purtroppo quello che manca qui da noi, come al solito, è il buon senso e la voglia di intraprendere delle persone autoctone, io compreso, ma anche l' immobilismo di chi ci governa.

E' abbastanza deprimente pensare che debbano venire dei milanesi & C. a realizzare strutture che dovrebbero dimostrare ai turisti le tradizioni tipiche valtaresi.

Non c'è un ristorante tipico in tutta la valle (escluso forse Caboara e pochi altri), non c'è una cartina aggiornata dei sentieri, non sai mai se i funghi che mangi sono i nostri o vengono dalla Cina. La maggior parte di noi disprezza il nostro territorio, il 90 % dei giovani non sa dove è il Molinatico o Lago Buono, il 95% non distingue una castagna. Se non conosciamo noi la nostra terra come facciamo a farla conoscere agli altri? In 4a elementare invece di portare i ragazzi a Parma a vedere la Pilotta(che nella loro vita magari la dovranno vedere tutti i giorni) non sarebbe meglio fare delle escursioni guidate nelle nostre montagne?

Per quanto riguarda l' articolo dissento solo sulla positività delle seconde case. Questo fenomeno ha si portato soldi in Valle, ma non so quanto sia positivo che tutti i poderi più belli siano ora venduti ed inutilizzabili dal punto di vista agricolo dai valligiani.

Risposta di Fausto 09:18 - 25/03/10

Resto dell'idea che di gente che si prodiga a creare massimi sistemi per spiegare agli altri come investire i propri soldi e il proprio sudore sia pieno il mondo.

Era già aperto un argomento che avrebbe tranquillamente potuto accogliere una segnalazione come questa (concorso creativo di idee), aprire un nuovo argomento suona come : <<la verità è questa e non la posso mescolare con le altre idee dei non esperti di turismo, applicate e fate..io vi ho indicato la via.>>

Non lo trovo assolutamente un atteggiamento costruttivo in partenza.

Ai Valligiani serve scendere dal trono e cominciare a pedalare e creare dei progetti condivisi non DETTATI.

A scuola ci si va fino ad una certa ertà, poi bisogna cominciare a lavorare, è questo il concetto che non ci entra in testa. Altrimenti è giusto che vengano i Milanesi, sfruttino i nostri monti e facciano diventare tradizionale un bel risottino allo zafferano. Sono solo che da lodare, apprezzano il territorio, si danno da fare veramente senza mettersi sul pulpito, fanno arrivare gente che altrimenti non verrebbe...fanno mutui per comprare strutture quando i valligiani straricchi non sono capaci di fare altro che tenersi i soldi in banca perchè gli manca proprio la capacità imprenditoriale.

Quante volte ho sentito dire... non hai idea di quanti soldi abbia certa gente...

Morale della favola c'è chi dice di fare e c'è chi fa...

 
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