Un nuovo impianto per il trattamento del percolato della discarica dei Piani di Tiedoli: verrà realizzato a Borgotaro, in prossimità del depuratore comunale. Un investimento pubblico di oltre un milione di euro, affidato a Montagna 2000, per bonificare fino a 25.000 metri cubi annuali di liquidi.


Il rischio della gestione futura dell'impianto, proprio sull'esempio negativo della discarica di Tiedoli, nata sotto i migliori auspici e le migliori intenzioni, finita con tantissimi problemi, trasformatisi tutti in una pesante eredità per il futuro.

Le discariche di rifiuti creano molti problemi, sempre troppi; soprattutto nel periodo "post mortem", quando si smette di conferire materiale. Uno di questi problemi, forse quello principale, é il percolato, il liquido prodotto, in grande quantità, dai rifiuti compattati. Il percolato é un prodotto particolarmente pericoloso per l'ambiente, va trattato, va asportato. Anche l'impianto di Tiedoli ha questo problema, per ora risolto, tamponato, portando il liquido inquinante in impianti di trattamento, smaltendolo, in casi eccezionali, per motivi atmosferici, nel depuratore di Borgotaro.

Ecco quindi la necessità di costruire un nuovo sistema di depurazione, collegato in maniera permanente con un condotto ad alta resistenza alla discarica dei Piani di Tiedoli, per trattare in modo costante il percolato prodotto dai rifiuti: verrà realizzato a Borgotaro, in prossimità di quello già esistente e destinato al trattamento fognario, in modo da ottimizzarne la gestione, affidata a Montagna 2000.

Il progetto é stato presentato pubblicamente ieri, nella sala consiliare del Comune di Borgotaro, dai tecnici di Montagna 2000, durante un'affollata e partecipata riunione pubblica: per ora non si tratta di un elaborato definitivo, in quanto in attesa delle autorizzazioni  definitive vario livello, secondo le normative e le leggi vigenti.

Lo scopo dichiarata dell'iniziativa, finanziata per un milione e duecentocinquantamila euro, con fondi pubblici provinciali, regionali, di Montagna2000 e della Comunità Montana, tra i vari, é quello di:
- garantire per tutto il periodo di gestione del "post mortem" della discarica il prelievo e il trattamento del percolato,
- avere una maggiore flessibilità nella gestione, in ogni stagione, del percolato stesso,
- poter far fronte alle punte di carico,
- evitare il trasporto su gomma di un rifiuto speciale da trattare in impianti collocati anche fuori regione,
- fornire una gestione controllata, trasparente ed industriale del servizio.
Ovviamente, un altro scopo, se non il principale, é quello di arrivare ad un risparmio sostanziale dei costi di gestione del percolato, attualmente quantificabili in non meno di 300.000 euro all'anno: é il costo di mercato del trattamento di ben 15.000 metri cubi di liquame, prodotto mediamente ogni anno dalla discarica.

Il sistema, che verrà realizzato in tempi rapidi, prevede il trattamento del percolato proveniente anche dalla discarica di Riccodalle di Solignano. E' studiato tecnicamente per trattare 25.000 metri cubi di liquidi all'anno, é stato previsto per essere economicamente conveniente, anche con il solo trattamento dei rifiuti "locali".

Anche se non vi é attualmente l'intenzione dichiarata, non é escludibile categoricamente che in futuro vengano trattati rifiuti liquidi provenienti da altre zone, da zone esterne alla Comunità Montana, magari di fronte ad emergenze e ad ordinanze di entità, come i Prefetti; come purtroppo si é già visto fare con la discarica di Tiedoli, nata con l'intenzione di ammassare i soli rifiuti solidi urbani locali, finita per trattare gli scarti mezza Italia. Finita per trasformarsi da una soluzione a problemi contingenti nell'ennesimo problema pubblico; alla fine, risolto con l'aumento di tariffe per le famiglie e con tagli agli investimenti pubblici in altri settori.

Il nuovo impianto, una volta ottenute le certificazioni del caso, se non regolato rigidamente, con lungimiranza e con attenzione dal Comune di Borgotaro, proprietario a tutti gli effetti del depuratore, potrebbe trasformarsi in un appetibile, quanto raro, centro specializzato nel trattamento di percolato.

I tempi di gestione di un impianto simile si misurano in decenni, in frazioni di secolo; il rischio di una privatizzazione selvaggia di Montagna2000, di fatto il vero elemento di garanzia e di controllo pubblico sul progetto, magari per i soliti e incomprensibili cambi legislativi romani, potrebbe portarci in casa l'ennesimo ecomostro, adatto solo a far far soldi a qualche privato, a scapito dell'interesse pubblico.

Visti i precedenti, la soluzione intelligente e tecnicamente ineccepibile ad un problema, ad un'esigenza, per semplici motivi di profitto, si potrebbe

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