Mille opportunità per gli appassionati della neve, con la possibilità di tanti itinerari per le ciaspole, lo sci da fondo e lo sci alpinismo nei magnifici ambienti boschivi delle foreste del Monte Penna.
È quanto gli escursionisti troveranno quest’inverno nell’area del Monte Penna, grazie a un progetto che mette insieme il Club Alpino italiano, i Comuni di Bedonia e di Santo Stefano d’Aveto, il Parco dell’Aveto e i rifugi della zona; l’iniziativa è nata grazie all’impulso di Claudio De Ferrari, proprietario e gestore del rifugio Monte Penna.
Durante la stagione invernale verrà battuto il grande anello di piste e di strade comprese tra il Passo del Tomarlo, il Passo del Chiodo, il Rifugio Faggio dei Tre Comuni, il Passo dell’Incisa e il Passo della Tabella. Sarà inoltre messo in funzione un servizio di navetta a pagamento per gli escursionisti.

Il comprensorio include circa 30 km di piste, tutte comprese (escluso il tratto Alpe-Passo della Tabella) fra i 1.300 ed i 1.500 metri di altezza, con poco dislivello e un contesto naturale estremamente suggestivo. Il servizio di battitura inizierà il fine settimana di Capodanno e si protrarrà per tutti i fine settimana invernali fino a quando ci sarà un buon innevamento.

“È un progetto importante, che ha la volontà di puntare sull’inverno per la promozione di una zona splendida. Si può vivere la neve – ha detto nella presentazione di oggi al Parma point l’assessore provinciale al Turismo Agostino Maggiali - anche indipendentemente dalla presenza di una seggiovia, anche con creatività: e le opportunità sono tante”. Opportunità per gli adulti ma anche per i ragazzi: “In questi anni noi abbiamo lavorato molto con le scuole, cercando di portare in montagna tanti ragazzi. Si tratta di far vivere loro la natura, di fargli scoprire le bellezze del nostro Appennino, con un approccio che può essere sportivo ma non solo”, ha osservato l’agente per lo Sport della Provincia di Parma Walter Antonini, che come il collega Maggiali ha sottolineato il valore del “gioco di squadra” intorno al progetto.

Per l’assessore comunale di Bedonia Lino Monteverdi: “E' una piccola-grande iniziativa che credo possa portare molte persone a conoscere le nostre montagne e molti appassionati a viverle anche d’inverno. Ed è una testimonianza del fatto che quando ci si mette insieme e si collabora si possono raggiungere buoni risultati anche senza spendere grandi cifre”.
Per il sindaco di Santo Stefano d’Aveto Giuseppe Maggiolo, presidente del Parco dell’Aveto, è un passo avanti fondamentale per un’offerta di comprensorio: “In attesa di tappe ulteriori, è già un modo per rendere il comprensorio vivo anche d’inverno – ha spiegato - con poco sforzo economico e tanta buona volontà da parte di tutti i soggetti coinvolti. La collaborazione è stata fondamentale, ed è molto bello che questo avvenga nel momento di maggiore sofferenza per gli enti pubblici. Quella del Penna è una zona fortemente frequentata, pregevolissima dal punto di vista naturalistico, e un vero patrimonio anche con la neve”.

Il Monte Penna spalanca dunque le porte agli appassionati della neve: amanti dello sci ma anche semplici camminatori che vogliono passare ore piacevoli in paesaggi tra i più affascinanti dei nostri monti. Una scelta importante per il comprensorio, perché la promozione di iniziative sportive e turistiche invernali può interessare una vasta platea di ospiti: la zona ha infatti una posizione strategica dal punto di vista geografico, essendo accessibile dalla Liguria, dal Piacentino e dal Parmense ma essendo anche relativamente vicina al Pavese e al nord della Toscana. Inoltre non è comune in Appennino trovare un comprensorio così vasto tutto in quota e tutto ricoperto da una foresta fra le più belle d’Italia.

A disposizione degli escursionisti ci sarà come detto anche un servizio navetta, su prenotazione e a pagamento: il servizio collegherà alle piste principalmente Alpe di Bedonia, poiché da Alpe accedere a piedi alle piste vere e proprie è piuttosto lungo, ma si potranno organizzare anche percorsi diversi partendo dalle Casermette del Penna, dal Passo del Tomarlo o anche da altre zone.

Fondamentale il ruolo degli operatori. “L’anno scorso – ha osservato il gestore del rifugio Faggio dei Tre Comuni Clemente Gandini - c’è stato per noi un enorme problema di accessibilità. Per questo per me l’iniziativa di Claudio De Ferrari è importantissima, perché consentirà di avere una stagione invernale che altrimenti non ci sarebbe. La speranza è proprio quella di fare una stagione vera, con diverse iniziative, e creare una continuità”. “Serve lavorare sull’inverno proprio per dare continuità: le persone – ha confermato Claudio De Ferrari del Rifugio Monte Penna - devono sapere che noi esistiamo e che ci siamo tutto l’anno. Sono luoghi fantastici, che anche persone del posto a volte non conoscono bene: noi vogliamo che tutti possano scoprirli e apprezzarli in tutta la loro bellezza”.

Il Cai di Parma organizzerà escursioni con le ciaspole e corsi di sci da fondo-escursionismo. Il rifugio Faggio dei Tre Comuni rimarrà aperto nei fine settimana invernali per fornire supporto agli escursionisti.
“Con questa iniziativa si aggiunge un ulteriore tassello al progetto di “riattivazione” della zona del Penna. L’obiettivo – ha concluso il presidente del Cai di Parma Fabrizio Russo - è far conoscere i luoghi e attirare sempre più persone. Il nostro intento, con le tante attività che organizziamo, è proprio questo”.

Risposta di Comune di Bedonia 11:17 - 19/01/13

Rifugio Faggio 3 Comuni "Foresteria del Penna"

PROGRAMMA INVERNALE 2013

Per i dettagli del programma vedi allegato

 
Risposta di Col dla basa 12:35 - 28/11/13

Se questi sono i risultati non sarebbe meglio non pubblicizzarlo ? ? ?

Risposta di Lorella Aviano 14:13 - 28/11/13

Non ho capito dal servizio: quando è stato avvisato il gestore del rifugio 3 comuni? Nella stessa giornata? Oppure è stato concordato il passaggio con anticipo e il gestore poi non ha rispettato l'appuntamento e non si è fatto trovare lasciando tutto chiuso?
Poi non ho capito... come mai era già sul posto RTA?

Risposta di Claudio Agazzi 17:03 - 28/11/13

Buonasera

Ma è sempre così complicato e difficile dialogare e collaborare in questa miserrima valle. Diventiamo sempre più sospettosi purtroppo.

Io non so nulla di rifugi, di leggi, regolamenti. Non so nulla degli impegni presi dai gestore del rifiugio, non so chi sia, di chi sia la proprietà del rifiugio.

So che a circa 1 km massimo 2 a piedi c'è un altro rifiugio che di solito è aperto. So che se anche questo fosse stato chiuso dopo qualche km più in basso c'è un abitato che si chiama Alpe che è notoriamente abitato.

Io apprezzo l'informazione ma il dover far scoop a tutti i costi non lo comprendo. Addirittura in un passaggio si parla di rischio nevicate e l'obiettivo non fa altro che mostrare cielo sereno. Si parla di zona sperduta o simile quando quella è tutt'altro che una zona sperduta.
Tantu per ne rompe i cuioin i me nonni ierena de furnuru e se ne sei donde lè vardeghe.

Adesso dai. Sentiamo il proprietario o il gestore del rifugio per un'informazione completa? Su youtube mi pare un commento dica che il gruppo aveva avvisato un altro rifugio, solo una butade?

Grazie per un'informazione libera e corretta

Claudio Agazzi

Risposta di Mauro Delgrosso 22:24 - 28/11/13

Caro Claudio, il fatto accaduto non è per niente banale, come si sta purtroppo cercando di far passare da varie parti, alcune anche "interessate". La richiesta esplicita di conferma di apertura, su varie strutture del territorio, è stata fatta da vari professionisti, con metodi accurati, in vari momenti antecedenti il fatto, per un'attività di simulazione e verifica, in un ambito strettamente professionale turistico.
Altre strutture, anche prossime, si sono comportate in maniera molto professionale e in modo ineccepibile. Non aggiungo altro, in quanto il fatto è oggetto di verifiche, da parte di vari organi competenti. Ricordo a tutti, prima di esprimere pareri, che la prima cosa da tenere in considerazione quando si va o si è portati in montagna, è la sicurezza. Che passa anche, e soprattutto, sul poter contare su servizi certi in situazioni di criticità (o potenzialmente tali). Inoltre, se si vuole fare del turismo ambientale vero, con numeri appena decenti, bisogna anche far stare bene gli escursionisti: deviare di chilometri, oppure cambiare programmi o itinerari, a fine giornata, è deprecabile e inaccettabile a livello qualitativo. Io, quando tu parli di livelli qualitativi minimi nella comunicazione (e relativi costi), non contesto una parola, in considerazione del fatto che sei un professionista affermato e con una lunga esperienza del settore. Non fare l'errore di banalizzare i problemi evidenziati con queste "segnalazioni", in quanto appartenenti ad ambiti complessi e per niente facili da interpretare; cerchiamo, quando ci prendiamo la briga di commentare l'operato di altri, di non finire proprio come nel settore della comunicazione, dove tutti si sentono dei genietti, capaci di risolvere tutto con il "buon senso", e dove, in realtà tutto è molto complesso e difficile. Proprio come accade in montagna, soprattutto quando ci si prende in carico la sicurezza e il benessere di altre persone.

Risposta di Davide Galli 22:59 - 28/11/13

Ciao Claudio,
l'unico rifugio catalogato come tale al momento nella zona del Penna è quello CAI chiamato "Rifugio Faggio dei Tre Comuni". È di categoria C e quindi avrebbe l'obbligo di avere un cosiddetto "locale aperto", cioè una stanza sempre aperta in caso di emergenza o maltempo per ripararsi.
L'altro è quello della Casermetta, tra il passo dell'Incisa e il Passo del Chiodo ed è in ristrutturazione. C'è poi l'attività del Rifugio Monte Penna, gestita egregiamente, particolarmente attivo e frequentato, rinomato per la qualità della ristorazione. Ma non mi risulta essere ufficialmente un rifugio con tutte le conseguenze del caso, infatti nelle cartine escursionistiche non è segnato come tale. È però, come ho appena detto, un'ottima struttura ricettiva.

Detto questo, prima di un'escursione come guida mi premuro di contattare tutte le strutture della zona per assicurarmi di tutti i luoghi in cui eventualmente potrei appoggiarmi. Per qualsiasi evenienza. Se non c'è nessuna struttura non significa che non faccio l'escursione ma che tengo conto nelle valutazioni che faccio che l'unica mia possibilità è l'interruzione e il rientro al punto di partenza o altro.
Cosa che ho fatto anche venerdì 15 in previsione dell'uscita di sabato 16, dato che il meteo indicava la possibilità di cambi repentini di condizioni.

Quindi:
1) ho contattato il Parco Aveto e mi è stato risposto che il loro rifugio della Casermetta Forestale è in fase di ristrutturazione;
2) il rifugio Monte Penna al numero di cellulare che non mi ha risposto subito ma dopo soli 5 minuti dopo sono stato ricontattato da Cristina che mi ha assicurato che loro ci sarebbero stati;
3) il rifugio Faggio dei Tre Comuni al numero di cellulare e, come spesso mi è capitato in precedenza, l'ho trovato irraggiungibile per ben 2 volte ma alla terza mi ha risposto una ragazza dalla voce molto giovane a cui ho riferito (come avevo appena fatto con l'altro Cristina) "Sono la Guida Davide Galli, domai sarò in zona con un gruppo di persone e volevo solo assicurarmi se ci siete per eventualmente appoggiarmi alla vostra struttura in caso di bisogno o per una pausa ristoro bevendo qualcosa di caldo, ecc…".

È una telefonata standard che viene fatta come precauzione. Anche perché purtroppo so che non esiste in zona, nonostante dovrebbe esserci, il sopracitato "locale aperto". E non è una prenotazione per i servizi di bar e ristorazione, perché non è il principale motivo per cui un rifugio come quello dei Tre Comuni è stato realizzato e finanziato con soldi pubblici. Ne' il sito, ne' la pagina Facebook fra l'altro annunciavano periodi di chiusura ma ora mi dicono che è stato messo che a novembre il rifugio è chiuso. Buono a sapersi.
Ho le chiamate registrate, sia per i tentavi che per la chiamata a cui mi era stato risposto per 1 minuto e 10 secondi e dove mi era stato detto che il giorno seguente il rifugio Faggio dei Tre Comuni sarebbe stato aperto. E compreso il giorno stesso mentre chiamavo davanti alle porte sbarrate e il loro cellulare non solo era irraggiungibile ma non sono nemmeno stato richiamato come già era successo in passato.

Dal mattino stavo infatti accompagnando un gruppo di studenti di un corso guide, provenienti da tutta Italia (Sicilia, Lazio, Abruzzo, Val d'Aosta, Piemonte e dal resto della Regione Emilia-Romagna) con partenza dal Passo dell'Incisa. Giornata coperta che per fortuna a metà pomeriggio si è aperta pur rimanendo molto fredda e ventosa. I ragazzi avevano alle spalle dislivelli impegnativi con oltre 10 chilometri dopo alcune ore di cammino. Consideravo importante una sosta al caldo ma non erano in condizioni di pericolo. Semplicemente a un certo punto li ho rincuorati per freddo e fatica dicendogli che mi il rifugio sarebbe stato aperto e quindi ci saremmo fermati.
Una volta arrivati lo abbiamo trovato chiuso e nel mentre sono arrivate altre due persone di Genova e come noi hanno osservato da fuori l'edificio perplessi.
Ci fosse stata una bufera improvvisa di neve però la situazione sarebbe stata ben diversa.

L'altro rifugio che citi tu si trova a quasi 3 chilometri dal Faggio dei Tre Comuni e non 1, che a piedi con un gruppo in condizioni normali significa circa 1 ora di cammino (misuro con il GPS ogni escursione e ho una media precisa), ma con un'eventuale tempesta di neve significa una distanza enorme. Tempeste che non vanno sottovalutate perché molto tipiche della zona. A pochi chilometri da lì, sul Monte Aiona, qualche anno fa un gruppo di escursionisti colto di sorpresa ha avuto un morto. Perdita di orientamento, temperature che mettono in difficoltà la regolazione termica del corpo, affaticamento e difficoltà di cammino, vento orizzontale a peggiorare il tutto togliendo totalmente visibilità e lucidità. Mi è capitato una volta e anche solo un chilometro diventa interminabile.

Se mi fossi trovato al rifugio chiuso avrei a quel punto avuto 2 possibilità: o contattare l'altro rifugio (non facili anche le comunicazioni in caso di neve) e fare 3 chilometri verso di loro o farne 3,5 nell'altra direzione e arrivare alle macchine. Non pochi in entrambi i casi. Raggiungendo il Rifugio Monte Penna mi sarei poi trovato a 5 chilometri dalle nostre auto e a quel punto col buio. Nella neve, 8 chilometri totali invece di 3,5, sarebbero stati un'enormità.
Ma non occorre drammatizzare per capire gli errori da correggere e le cose da migliorare.

Un rifugio è un presidio di sicurezza. I gestori devono essere il più reperibili possibile ed essere affidabili. Deve essere garantita lucidità, presenza e qualità dei servizi. Che anche se spartani devono essere garantiti. Per chi ci passa venendo da un trekking a piedi da lunga distanza il rifugio è comunque distante da tutto.
Semplicemente se offriamo servizi turistici e li promuoviamo come territorio poi devono avere gli standard minimi a cui la gente fa turismo escursionista è abituata.

Risposta di Giacomo Biolzi 11:31 - 29/11/13

Ho usufruito del rifugio nella scorsa stagione di funghi e quanto ho letto qui sopra non mi sorprende assolutamente. Non aggiungo altro per non essere scortese. I monti Penna, Pennino, Trevine sono meravigliosi e continuerò a frequentarli, in stagione di funghi o per solo piacere.
Giacomo Biolzi Fidenza

Risposta di Lorella Aviano 14:01 - 29/11/13

Avrei preferito che questa escursione (in cui erano presenti molte persone) non fosse passata dal rifugio già sapendo come sarebbe andata a finire, perché mi sembra chiaro che si sapeva già dal giorno precedente cosa si sarebbe trovato.
Avrei preferito una intervista di denuncia con le sole guide (ma forse, per l'informazione a cui siamo abituati, non sarebbe stata abbastanza sensazionalistica).
Questo non solleva il gestore dalle sue responsabilità e spero che questa brutta faccenda serva a cambiare le cose, serva a far sì che ci sia un luogo aperto (se la legge lo prevede, gli amministratori facciano in modo che ci sia) ma serva anche a cercare la collaborazione del rifugio e non la sua messa al bando.

Risposta di Claudio Agazzi 14:25 - 29/11/13

Ciao Mauro e ciao Davide.

Ovviamente sapevo che mi sarei tirato dietro le vostre rimostranze :) Ho commentato come commenterei con voi prendendo un caffè al bar e quindi vi prego di interpretare con questo spirito amicale.

Ribadisco, non entro nel merito della gestione del rifugio. Non ne so mezza. Non entro nel merito del vostro lavoro. Da quello che vedo e leggo state facendo una cosa importante e quindi non potete che avere il mio plauso.

Sto cercando di rimanere un uomo libero e questo è sempre più difficile. Essendo libero mi piace dire quello che penso, spero senza trascendere, e quando ho visto questo pezzo non ho potuto resistere (a volte lo faccio, resistere).

Quindi ribadisco. Alle 4 del pomeriggio al Faggio dei tre comuni non si rischia nulla. Una comoda strada in gran parte asfaltata porta ad un rifugio (bar o come si chiama) lì vicino. Altrimenti si scende ad Alpe. Rischio neve da quanto ho visto non ce n'era.

Il pezzo, così confezionato, se visto da uno che conosce il luogo crea un po' di sorrisini. Visto da chi non conosce il territorio fornisce un'informazione non corretta.

Scusatemi se vi ho preso a pretesto per affermare il fatto che l'informazione dovrebbe essere sempre corretta. Sicuramente non eravate l'obiettivo della mia invettiva ma solo un'occasione.

Per il resto complimenti e buon lavoro per tutti i progetti che avete.

Claudi Agazzi

Risposta di Giuseppe 15:38 - 30/11/13

Caro Davide,
ti faccio i complimenti per la tua attivita' che apprezzo, come capisco la responsabilita' di chi porta altri in giro per i monti con tutto cio' che vi e' collegato.
Capisco anche lo spiacevole episodio di trovarsi di fronte ad un rifugio che uno credeva aperto e invece scopre chiuso (ovviamente spero che lo stesso gestore avra' modo di chiarire la sua posizione).
Pero' noto un po' di eccesso nel tuo intervento e ancora di piu' nel servizio giornalistico.
La zona la conosco bene ci sono stato da solo, insieme ad altri a piedi, sci, bicicletta. In estate ed inverno, col sole e la neve... anche con la bufera e ti assicuro che pur essendoci una dose di pericolo (normale nell'andare in montagna) non credo che la situazione possa definirsi pericolosa.
Il paragone con l'episodio del Monte Aiona lo definirei forviante e assolutamente eccessivo.
Io consiglierei un chiarimento con il gestore e magari dei consigli per migliorare il servizio, ma cercherei una ricomposizione della vicenda poiche' mi sembra abbia assunto dei toni eccessivi.
Andare per i monti a piedi e' assolutamente una cosa bellissima, ma che mi ha educato anche a cogliere gli imprevisti, saper "ridere e cantare anche nelle difficolta'", cosi' mi hanno insegnato.
Nella mia memoria sono stati gli imprevisti che hanno reso una gita indimenticabile!...... ovviamente con misura, questa vicenda mi pare stia ancora nella misura.

Risposta di Marco Biasotti 17:13 - 30/11/13

Non entro nel merito della cosa concordata o meno, non mi interessa.
Dico solo che un RIFUGIO del CAI con status di RIFIGIO, ripeto RIFUGIO non bao bao micio micio, fatto con soldi pubblici, DEVE essere fruibile 24 su 24 tramite apertura o un locale sempre aperto, non ci sono balle, questo è quanto.
Se uno è da solo e per qualsiasi motivo è in difficoltà DEVE poter contare su un rifugio del CAI, segnato sulle mappe come tale, occhio quindi, caro gestore, che in caso di incidente, per lei sono volatili per diabetici!

Risposta di Giacomo Biolzi 16:01 - 01/12/13

Non conosco Davide e la vicenda specifica ma a mio parere penso si voglia evidenziare la gestione non proprio consona al fine di rifugio. Domenica prossima sarò da voi e se avrò possibilità farò presente al gestore di questo sito in modo che possa intervenire, dubito che lassu' legga e usi internet.

 
Risposta di Claudio Agazzi 20:49 - 01/12/13

Ciao Marco

Mi sono permesso un po' di approfondire. Un semplice esercio banale informativo.

Ho chiamato il Sig. Gandini (se ho capito bene il cognome). Il gestore del rifugio, rifugio CAI di categoria C. L'ho fatto contattandolo al numero di cellulare riportato sul sito rifugiofaggiodeitrecomuni

Il numero non era raggiungibile. Sono stato richiamato il giorno dopo da un'altro numero. Il sig. Gandini mi ha detto che hanno problemi con quel numero a farsi raggiungere.

Mi sono presentato e gli ho chiesto alcune informazioni. Lui mi ha detto che la stagione di apertura vera e propria va da maggio al 1 di Novembre e che questo periodo d'apertura è comunicato agli organi competenti. Quindi quando dici sempre aperto immagino ti riferissi a quanto detto anche da Davide e cioè di un locale a disposizine dove chiunque si può rifugiare in qualsiasi orario e giorno dell'anno.

Mi ha confessato che in quel caso è vero, non hanno un vero e prorio locale sempre aperto con brande e stufa (mi pare abbia detto che quando gli è stato consegnato il rifugio questo locale non c'era, ma sarebbe bene avere una conferma). Esiste però una legnaia sempre aperta dove in caso di necessità ci si può riparare. Ben diversa però da un luogo dove si può anche accendere un fuoco.

Come ti dicevo loro non sono sempre aperti ovviamente. Probabilmente si è ingenerato un po' di caos perché a suo dire gli escusionisti hanno chiamato per errore il rifugio lì vicino e la Sig.ra Cristina (anche questo verificabile), rispondendo alla domanda, ha ovviamente detto "si siamo aperti" ma intendeva il suo. Un piccolo problema di comunicazione. Anche questo riferito dal Sig. Gandini.

Direi che fatta un po' di chiarezza e riconfermando che c'è bisogno di tutti, delle guide che stanno facendo conoscere i nostri posti a tantissime persone, dei gestori dei rifugi che non credo abbiano vita facile e dell'informazione che fa del suo meglio per portarci le notizie, non mi resta che riconfermare che la verità è sempre bella e una.

Buonasera

Claudio Agazzi

Risposta di Marco Biasotti 00:26 - 02/12/13

Infatti Claudio, mi riferivo al locale minimamente attrezzato sempre aperto. È assolutamente indispensabile in un rifugio, se poi il CAI o chi per esso, o il costruttore non lo ha previsto è doppiamente grave, in quanto mi risulta obbligatorio.
Per il resto, l'ho detto prima, non entro nel merito della diatriba e, per quanto mi riguarda accetto le spiegazioni del gestore.

Risposta di Mauro Delgrosso 09:22 - 02/12/13

Claudio, direi che NON HAI FATTO CHIAREZZA: anzi hai aumentato lo stato di confusione e il mio personale "disagio" per una vicenda orami paradossale. Dove rischio pure, da parte lesa, di passare da "coglione", oltretutto talmente sprovveduto professionalmente da non essere in grado di fare una telefonata, sbagliando luogo e gestore. Stiamo scherzando? Ti scrivo in privato, per non tediare i lettori del forum. La versione che hai raccolto, NON E' ACCETTABILE

Risposta di Claudio Agazzi 12:22 - 02/12/13

Ciao Mauro.

Avendomi scritto anche qui ti devo dare una risposta. Trascrivo pari pari la mia ultima invitata a te privatamente sperando che possa essere esaustiva del mio pensiero.

TESTO DELLA MAIL A TE INVIATA IN RISPOSTA AD ALTRE TUE.

Mauro

Facciamo un distinguo

Hai fatto bene a scrivermi queste cose e non mi sorprendono (purtroppo).

Quello che invece non concordo con te è il metodo "valligiano" di affrontare i problemi. Già il fatto che tu mi scriva dicendo che fai appello alla mia riservatezza dicendomi delle cose che in una normale dialettica politica dovrebbero essere notorie a tutti non va bene.

E' su questo che punto il dito. Non sul fatto che tu abbia o no ragione. Penso tu abbia ragione anche nell'episodio specifico che non conosco nei particolari.

So che sei molto sensibile per capire cosa intendo. Non se ne viene fuori in questo modo. Ci sarà sempre un sindaco di Bedonia o di Compiano o di… che osteggia quello o quell'altro.

E' il metodo che è sbagliato e anche quel servizio a mio modo di vedere non va nella direzione giusta. Io capisco, ti comprendo, ti do ragione ma non è crescendo tu, la tua professinalità, Davide, le guide, che cresce la valle.

La valle crescere quando partecipa, quando discute, quando capisce e si fida.

Questo è il mio sterile, flebile, poco forte, inqualificato messaggio.

Ciao

Risposta di E. Mazzadi 23:55 - 04/12/13

Ciao a tutti.
Intervengo anche io perché ho seguito la vicenda, anche se non coinvolto in prima persona.

Il rifugio del Faggio dei Tre Comuni, è cosa nota, è stato costruito in una zona insensata, per grande pressione dell'allora sindaco di Bedonia Sergio Squeri, anche perché si puntava all'apertura della nuova strada dalla diga di Grondana (Santa Maria del Taro) al Faggio dei Tre Comuni. Nonostante la segnalazione della popolazione locale ("lì non c'è acqua"), il rifugio venne costruito. A quel punto si dovette provvedere ad intubare una sorgente qualche centinaio di metri più a valle, spendendo altre decine di migliaia di euro, per pompare acqua fino al rifugio. Somma spesa complessiva: almeno 350.000 euro (chi ha dati più precisi li esponga).
Il Rifugio viene affidato in gestione dal CAI di Parma circa 2 anni e mezzo fa.
Sia con gli amici del CAI Gruppo Alta Valtaro prima, che con il gruppo Guide Ambientali Escursionistiche Val Taro e Val Ceno poi, abbiamo cercato di promuovere la frequentazione del rifugio.
Abbiamo collezionato brutte figure: ricordo in particolare nel 2011 un'escursione al tramonto sul Penna con cena prenotata, con un gruppo di circa 30 persone. A parte la cena davvero da dimenticare, si fermarono a pernottare 3 funzionarie dell'EFSA (Authority Alimentare Europea, con sede a Parma) con i figli: nei giorni successivi ricevemmo delle forti lamentele sul servizio. Situazioni di questo tipo si sono ripetute in vario modo negli anni successivi: immaginatevi che danno, per la nostra valle: perdere potenziali escursionisti, proprio nella zona -il Penna- dove il nostro sistema turistico dovrebbe offrire il meglio.

Oltretutto, un rifugio di questo tipo (ricordiamoci che dovrebbe essere un presidio sul territorio) dovrebbe avere un locale sempre accessibile: in questo caso non c'era.
Forse il giorno in cui è stato realizzato il servizio televisivo, le condizioni meteo non erano particolarmente avverse, ma sappiamo quanto velocemente possano cambiare nel nostro Appennino: per questo non bisognerebbe mai sottovalutare la questione della sicurezza: quante persone si sono perse sul Penna nei giorni di nebbia? Direi tante.

Mi sembra anche incredibile che, secondo alcuni, il problema non sia chi sbaglia (ripetutamente), ma chi denuncia i disservizi.

Cerchiamo di promuovere le nostre bellezze, provando, a "fare qualità".. ma poi certe situazioni rischiano di vanificare tutti gli sforzi di tante persone che provano a fare sistema.

Ad maiora! (speremma!)

Risposta di Marco Biasotti 12:38 - 05/12/13

...e allora...seil CAI è cosa seria veda e provveda, mi spiace dirlo ma, se la gestione è inadempiente si revoca e si cambia.
Ma tantè, siamo in Italia e le colpe non sono mai di nessuno. Avanti così.

 
Risposta di Claudio Agazzi 21:39 - 05/12/13

Ciao Emanuele

Grazie per la preziosa ricostruzione.

Tu sicuramente ne sai molto molto di più di me in fatto di escursioni (io pigro tu attivissimo:).
Se vorrai rispondermi ti faccio qualche domanda per fare ancora più chiarezza e magari per contribuire a risolvere il problema.

1 Chi ha selezionato questo gestore? Un bando pubblico? Una graduatoria?
2 Se il suo servizio è così inadeguato il tuo gruppo o altri gruppi avranno sicuramente fatto un esposto per iscritto agli organi competente. Corretto?
3 Chi sono gli organi competenti che devono vigilare ed eventualmente prendere provvedimenti? L'amministrazione comunale di Bedonia, la provincia? La Comunità Montanta? La guardia forestale?
4 Una volta saputo chi sono come mai questi organi competenti, nel caso non l'abbiano fatto, non hanno preso provvedimenti?

Così, visto che io e te siamo abituati a metterci la faccia, scriviamo nero su bianco nomi e cognomi. Mi pare doveroso per tutti e soprattutto utile a risolvere questo problema che credo esista vista la quantità di episodi testimoniati.

AGGIUGNO però una cosa.

Hai scritto: "Mi sembra anche incredibile che, secondo alcuni, il problema non sia chi sbaglia (ripetutamente), ma chi denuncia i disservizi".

Mi sono riletto anche gli interventi degli altri ma mi pare che nessuno, e neppure il sottoscritto, abbia contestato la contestazione del gestore del locale. Io stesso ho scritto che telefonando al numero sul sito non ha risposto nessuno e sono stato contattato il giorno dopo.

Questa tua affermazione mi è un po' spiaciuta perché invece di stare sul pezzo, sui disservizi ed eventualemente sulla contestazione al tono dell'informazione data hai forse voluto spostare l'attenzione su una ipotetica contrapposisizone che invece non c'è. Semplicemente da conoscenti di quella zona, il faggio dei tre comuni, abbiamo ritenuto un po' eccessiva la cronaca e la rappresentazione dei pericoli in quella particolare giornata.

Se poi mi dici che per denunciare i disservizi del gestore occorre un po' esagerare ti rispondo che per denunciare i disservizi si fa molto più semplicemente scrivendo con PEC all'organo competente che se corretto e giusto provvede.

Grato per tutto il resto

Vostro inutilmente e sempre più solo Claudio Agazzi

Risposta di Mauro Delgrosso 20:55 - 06/12/13

Claudio, quanto andava fatto é stato fatto, nelle sedi e nelle forme piú opportune. Non aggiungiamo altro e cerchiamo di valutare come si evolverà la cosa nei prossimi mesi. Resta il fatto che hai dato una lettura, passami il termine, almeno semplicistica dell'accaduto. Sul pezzo giornalistico, che piaccia o meno, direi invece che ha raggiunto lo scopo di far riflettere su un fatto che altrimenti sarebbe finito in un angolo delle memorie. O no?

Risposta di Claudio Agazzi 00:12 - 08/12/13

Ciao Mauro

Mi spiace ma non penso di essere stato semplicistico al contrario forse sono stato troppo complesso visto che dopo tutto questo inchiostro non sono ancora riuscito a farmi capire da te.

Accetti Mauro che io abbia un'idea diversa dalla tua senza che tu mi taccia di semplicistico? Lo dico in amicizia Mauro ci mancherebbe.

Ho però compreso che per te e per me il termine "semplicistico" ha due significati diversi. L'ho capito da questa tua frase: "Claudio, quanto andava fatto é stato fatto, nelle sedi e nelle forme piú opportune. Non aggiungiamo altro e cerchiamo di valutare come si evolverà la cosa nei prossimi mesi".

Ecco, svelato l'arcano. Io avrei proprio detto che questo è stato un modo "semplicistico" di rispondere alle mie domande ma evidentemente non per te e qui ho proprio capito che siamo semplicemente diversi nel dare un'anima a quel vocabolo.

Rimante però interessante quello che hai detto e che ho trascritto sopra. Quindi stai dicendo che qualcuno ha fatto quanto andava fatto nelle sedi e nelle forme più opportune. Se questa informazione non è alla stregua delle intercettazioni oggetto delle chiaccherate del nostro presidente Napolitano e quindi così estremamente segrete da andare distruttta, sarebbe bello che tu condividessi con questo pubblico chi fa fatto cosa, che cosa ha fatto e quali sono state le sedi più opportune per fare cosa.

Ovviamente in attesa che Emanuele possa rispondere alle domande che io avevo posto a lui e che alle quali tu hai voluto cavallerescamente contribuire.

Capisci che potremmo andare avanti all'infintio no? ma sarebbe bello ritornare sul pezzo del contendere piuttosto che sulla forma stilistica delle mie missive e delle tue o sulle mie interpretazioni.

Fammi sapere appena puoi (nel merito)

Grazie
Claudio Agazzi sempre sempre sempre più solo... ancora uno sforzo o scomparirò anche io dai :)

Risposta di E. Mazzadi 19:13 - 09/12/13

Ciao Claudio,
scusa ma non sono riuscito a risponderti prima.

1 Il gestore è stato selezionato dal CAI sezione di Parma attraverso un bando pubblico;

2 Personalmente ho segnalato i disservizi al CAI sezione di Parma (di cui sono socio) più volte, durante le riunioni del consiglio direttivo (di cui non faccio parte, ma al quale ho partecipato alcune volte);

3-4 Possono prendere provvedimenti diversi enti, ma credo che la soluzione migliore sarebbe quella di trovare un altro tipo di gestione.

Tornando al fatto che ti è dispiaciuta una parte di quello che ho scritto, cerco di essere più chiaro.

Se tu avessi fatto più escursioni nella nostra zona -quando vuoi sei il benvenuto- ti sarebbe capitato di imbatterti in condizioni meteo impreviste: da noi accade spesso, ad esempio, che scenda la nebbia repentinamente o che un cielo si trasformi in un freddo temporale. I punti di appoggio sul percorso vanno verificati prima e se qualcuno di questi "salta" può essere un problema. Ma il "caso" di cui stiamo parlando è solo l'ultimo di una serie di episodi che non aiutano a migliorare l'immagine delle nostre valli.

C'è chi cerca di lavorare promuovendo il territorio. Non sempre è facile, perché il nostro sistema turistico è da consolidare, ma crediamo che la serietà e la qualità siano le uniche vie per crescere. Tutto il resto è declino.

A presto

Risposta di Claudio Agazzi 22:17 - 09/12/13

Ciao Emanuele

Sempre puntuale altro che ritardo.

Per tutto il resto ho già scritto quindi non mi ripeto.

Per i punti 3-4 scusa ma faccio ancora un po' fatica a seguire. Considerato che al punto 1 dici che il gestore è stato selezionato dal CAI attraverso un bando pubblico immagino che il responsabile del controllo sia il CAI e quindi il responsabile della mal gestione del rifugio e della non conformità del gestore? Giusto?

Allora come mai al punto 3-4 indichi che diversi enti possono prendere provvedimenti. Guarda lo dico davvero da lettore. Non ci sto capendo una mazza.

Chi sono questi enti che possono prendere provvedimenti e non li hanno presi?

Regione Emilia Romagna?
Pronviadi di Parma?
Comunità Montana Ovest?
Comune di Bedonia?
Altri enti che non conosco?

Lodevole il tuo intervento presso il consiglio direttivo del CAI ma atti ufficiali, nero su bianco, a questi ipotetici enti che potrebbero prendere provvedimenti?

Guarda se mi dici che devo rinunciare ci rinuncio tanto come ben sai sono poco propenso alle passeggiate (per pigrizia). Magari altri che qui leggono sono più interessati o dovrebbero.

Dimmi te e non me ne volere :)

Ciao a presto

Claudio Agazzi

 
Risposta di Claudio Agazzi 16:39 - 15/12/13

Buonasera

....Chi sono questi enti che possono prendere provvedimenti e non li hanno presi?

Regione Emilia Romagna?
Pronvincia di Parma?
Comunità Montana Ovest?
Comune di Bedonia?
Altri enti che non conosco?....

Buonasera
Capita Spack Marrons
Claudio Agazzi

 
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