Non trovo più il post dove quel pseudo-ambientalista di FABER e qualcun'altro mi prendevano per il culo quando dicevo che la legna è, in montagna, risorsa pulita, rinnovabile economica, dicevano che inquina, che i ricoverati sono a rischio e altre amenità simili.
Siccome oggi è uscito questo sul giornale.... guardatevelo GENIALOTTI, e, in futuro, evitate di pontificare, sparando cazzate, per altro.

...stiamo parlando di LEGAMBIENTE eh, non di pirla qualsiasi!

http://goo.gl/vvzKl

Risposta di PK 07:57 - 10/04/13

Carissimo Marco, mi spiace ma penso che non avrai nessuna risposta dagli ecotalebaniambientalisti, c'hanno le pale in testa adesso.

 
Risposta di Paolo Magnani 13:46 - 10/04/13

"...stiamo parlando di LEGAMBIENTE eh, non di pirla qualsiasi!"

Hai capito tutto...!

 
Risposta di Paolo Magnani 14:14 - 10/04/13

Borgotaro, "Legambiente premia la centrale a biomassa"
Giuliano Serioli (Rete Ambiente Parma): "Dove sta la virtù?".

Dopo aver premiato la centrale a grasso animale di Pegognaga, a dispetto dei comitati di cittadini che si battono contro tali inceneritori e le loro emissioni nocive, Legambiente raddoppia e premia anche una centrale a cippato a Borgotaro.
La medaglia d'argento di Legambiente, per “le migliori pratiche, va a Bioenergy, all'Ausl di Parma ed alle Comunalie di Borgotaro, per la locale centrale a cippato dell'ospedale.
Nel commentare tali “migliori pratiche” l'associazione è però costretta ad ammettere che l'ospedale valtarese, per coprire il carico termico invernale, usa anche il gas metano, ma solo “nei picchi di maggiore intensità”.
In realtà il responsabile che sovraintende la centrale stessa, ha spiegato in una assemblea alla Comunità Montana di Borgotaro che per ridurre le emissioni del camino, e per aumentare il rendimento della caldaia, la grande centrale non viene spenta mai.
La caldaia infatti è mantenuta sempre accesa al 70% della sua potenza, perché le maggiori emissioni nocive si hanno proprio nella fase di accensione e spegnimento.
D'inverno integrano il calore prodotto con quello della centrale a metano che, nel progetto, avrebbe dovuto rimanere spenta.
Il cippato che usano, poi, non è quello dei normali sfalci da potatura per la pulizia dei boschi, come ampiamente propagandato, ma il cippato di legna stagionata due anni: un anno all'aperto ed un anno al coperto. Un accorgimento attuato delle comunalie per minimizzare le emissioni, che però costa molto caro: la legna stagionata due anni, infatti, viene venduta sul mercato anche a 18 euro al quintale.
Questa medaglia è senza significato alcuno, senza alcun preteso risparmio.
L'esempio di Borgotaro, bruciare cippato stagionato, non sarà certo seguito dalle altre centrali esistenti o in cantiere, che bruceranno invece cippato fresco, di legna vergine, con tutte le notevoli emissioni nocive e le abbondanti ceneri del caso.

Giuliano Serioli
Rete Ambiente Parma

http://www.parmadaily.it/Notizia/63791/Legambiente_premia_la_centrale_a_biomassa_di_Borgotaro.aspx#.UWVlIpMvmSo

Risposta di PK 12:57 - 11/04/13

Ma che strano, gli ecotalebaniambientalisti, dove sono?
Qui c'è un problema concreto e nessuno dice niente!
L'arch. ridateci l'arch. che ci illumini.

fiat lux arch.

Risposta di E. Mazzadi 20:00 - 21/04/13

Ciao a tutti, anche a PK! :)
Personalmente non ho nulla contro il cippato, visto che non ci sono controindicazioni SCIENTIFICAMENTE PROVATE contro questi impianti e che da millenni la gente brucia legna per scaldarsi. Lo so PK, ti ho deluso.. ahimè, ci sono parecchie cose a cui sono favorevole. Quelle per cui mi esprimo sfavorevolmente è perchè prima mi sono documentato. ;) Cordiali saluti a tutti!

Risposta di PK 08:26 - 22/04/13

...SCIENTIFICAMENTE PROVATE...

per quello che hai scritto sull'eolico per te è un ossimoro.


oppure sei in confusione per non aver ancora metabolizzato la questione dei 2 euro

Risposta di Mauro 09:34 - 22/04/13

Infatti, basta documentarsi (gennaio 2012):
http://www.valtaro.it/cippato/index.htm

Il problema, per questo tipo di impianti, e per tutti quelli destinati a produrre energia, è principalmente nelle dimensioni: per logiche meramente speculative, per massimizzare i profitti, aziende "aliene" al territorio propongono progetti con dimensioni totalmente insostenibili a livello ambientale. Tutta un'altra faccenda quando si fanno le cose con la testa, ben ponderate e sostenibili; ancora meglio se proproste da entità locali, che creano indotti e ricadute dirette.

Risposta di PK 15:04 - 22/04/13

mauretto, ma che fai? ti autoreferenzi?

Risposta di fabio 17:23 - 22/04/13

non volevo intervenire anche qui...
ma personalmente ho conosciuto uno degli che lavorava per la ditta proponitrice, chiaramente da progetto le cose dovevano andare diversamente, sia come dimensioni sia come filiera per il recupero della materia prima, ma si sa che ai nostri amministratori piace il gioco di prestigio e tirano fuori dal cilindro soluzioni del tutto originali. quindi se volevate sentire la voce "ambientalista" vi dico di andarvi a prendere TUTTE LE CARTE SE ESISTONO DI COME DOVEVA ESSERE E DI COME È DIVENTATO.. POI COME AL SOLITO POTETE SENTENZIARE..
ce sempre un perché dietro ogni beffa....
auguri.

 
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