Montagna 2000 SpA, la multiutility pubblica della montagna, voluta in tempi politici remoti da Arturo Ghiorzo e da Guido Gonzi, per dare valore al bene acqua, con la mission di gestire i beni ambientali, le energie rinnovabili, i rifiuti, nei giorni scorsi, ha mutato la sua governance.

Infatti, seguendo i dettami del governo Monti, orientati al rafforzamento dei poteri forti, delle grandi dimensioni, in termini di società pubbliche "in house", per la gestione di acque e risorse pubbliche, il vecchio consiglio di amministrazione è cessato, a favore di tre nomi completamente nuovi: al posto di Gloria Resteghini, un nuovo presidente, il bolognese Andrea Cirelli; al posto dei consiglieri "politici" Federico Rolandi e Mario Tanzi, le dipendenti pubbliche della Comunità Montana, in fase di scioglimento, Stefania Sartori e Susanna Duranti. Resta il direttore generale, Mauro Bocciarelli, al quale, secondo voci di corridoio, sarà affiancato un assistente, un tecnico di nomina politica, sempre secondo rumors, tutti da verificare, accettato dall'area locale del "PDL".

Cirelli, come emerge dal suo profilo Linkedin, è un super manager pubblico, ingegnere civile, esperto di attività legate ai rifiuti, alle acque, ai processi di fusione, di gestione di multiutility. Membro di commissioni regionali di assoluta rilevanza. Di casa a Bologna, ma anche a Milano, a Roma (dove si è laureato). Particolarmente gradito agli istituti bancari, e per questo deputato a gestire i rapporti istituzionali, i rapporti con i fondi di investimento. Un super manager che è completamente sconosciuto in montagna, che non si è mai visto da queste parti. Slegato completamente dalle amministrazioni locali, dai consigli comunali, dalle associazioni, dalle imprese. Libero di intervenire, senza nessun legame particolare con gli elettori, con il territorio.

Il cambiamento, al vertice della SpA montana, è avvenuto in modo molto repentino, con un'assemblea dei soci pubblici (i comuni) convocata in un venerdì di fine maggio, dopo un periodo di totale silenzio e di assenza di comunicazioni ufficiali. Di grande debolezza politica, di grande disordine, di mancanza di fini condivisi; di fronte ai cambiamenti forzati, obbligati dalle politiche dirigistiche romane, che hanno annullato il valore delle piccole amministrazioni locali, quelle a contatto della gente, degli elettori, fino al livello provinciale.

Un cambiamento che ha lasciato molto perplessi alcuni amministratori locali, primo fra tutti Luigi Lucchi, sindaco di Berceto, che ha giudicato un fulmine a ciel sereno la decisione dei suoi colleghi sindaci, subendola senza nessuna possibilità di replica: "anche se i rapporti tra la mia amministrazione e Montagna 2000 non sono mai stati idilliaci, da parte mia ho cercato di trovare dei punti di contatto, di collaborazione, per favorirne l'attività di fronte a colossi come IREN; e in questa ottica, i vertici di Montagna 2000 SpA mi sono venuti a trovare nel mese di maggio, ipotizzando delle forme di collaborazione; avevamo addirittura deciso di andare insieme in Regione per dei nuovi progetti per la montagna, in ambito energetico ed idrico; da allora, il nulla: in Regione ci sono andato da solo, nel silenzio assordante di tutti; ora, a giochi fatti, ne capisco il perchè". Ha anche aggiunto: "sono arrivato con un istante di ritardo all'assemblea (di Montagna 2000), i giochi erano già stati fatti, senza nessuna discussione, tutti d'accordo; andandomene, ho detto ai miei colleghi sindaci, che mi hanno messo di fronte al fatto compiuto, all'annullamento totale del primato e del controllo politico, e quindi dei cittadini, sui vertici di una società pubblica strategica come Montagna 2000, che con questo modo di fare, francamente immotivato e autolesionista, che priva la politica di ogni valore e di ogni forza, alla fine moriremo tutti democristiani. Una magra consolazione."

Al quadro generale, bisogna poi aggiungere due fatti, inquietanti, piuttosto inquietanti: il primo, relativo al nuovo amministratore delegato di IREN; appena eletto, ha dichiarato di essere in "caccia di nuove prede" per i suoi 14.000 km di acquedotti gestiti, nel settore idrico, nella filiera dell'oro blu, affiancato dal fondo di investimento F2i. Il secondo, è la presenza costante di una schiera di geologi e tecnici in giro per i nostri monti, nei nostri boschi, alla ricerca di fonti e di sorgenti. Mappe e GPS in mano, a fissare punti e tracciati. Io, personalmente, per motivi legati alla mia professione, ne ho incontrati e identificati una serie; tutti proprio in queste ore.
Mauro Delgrosso

Risposta di Giuliano64 10:11 - 21/06/13

Perchè non qualche dato in più? eppure.....

Risposta di PK 10:29 - 21/06/13

ad esempio uno potrebbe domandarsi il perché dei complimenti per il lavoro svolto al CDA uscente da parte di quello entrante con un buco di parecchi millemila euro!

 
Risposta di Mauro 20:37 - 21/06/13

Giudico molto interessante l'intervista rilasciata dal nuovo presidente di M2000 SpA al Tg di RTA:
http://www.youtube.com/watch?v=rSte-eU3xIw&feature=share&list=PL74D682735A2F442A

Ho l'impressione che gli unici che non sono in grado di capire il valore assoluto di certi doni della montagna (come l'acqua) siamo rimasti solo noi, pseudo "abitanti" della montagna.

 
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