Ho letto questa interessante intervista di Enrico MARRO (Corriere della Sera) a Paolo SAVONA (illustre economista). Non è la proposta Brunetta che resta pur sempre valida ma, pur avendo delle similitudini, ha un valore aggiunto che potrebbe darci dei benefici immediati.

(E’ un argomento che esula dai problemi locali abitualmente trattati su questo forum ma siccome è di importanza vitale anche per noi montanari ho ritenuto utile porla all’attenzione di chi fosse interessato all’argomento).

E’ breve e di facile comprensione anche per i non addetti.

http://goo.gl/tYtAl

Risposta di Serpico57 09:01 - 17/07/13

Si, devo dire che la visione di Savona è "visibile" e comunque la via è percorribile, di forte valenza ma percorribile.

Mi chiedo tuttavia se, arrivati a questo punto (punto della cui gravità ne siamo tutti ben consapevoli), sia giusto cercare di togliersi dai guai con un'ulteriore operazione finanziaria.

Perchè non possiamo semplicemente spendere meno di quello che si guadagna ?


Ciao a tutti

Serpico

 
Risposta di Remo Ponzini 16:43 - 17/07/13

Caro Serpico,
hai perfettamente ragione ma in Italia quando si parla di tagliare gli sprechi le parole si .. sprecano ma i risultati latitano. Abbiamo una classe politica avulsa ed autoreferenziale che pensa di poter continuare all’infinito a gabellare i cittadini facendo promesse che non verranno mai mantenute. Ma stiano all’erta questi signori perché il livello di sopportazione non potrebbe concedere ulteriori deroghe.

Ma che ce ne facciamo di mille parlamentari che giocano a noccioline senza produrre alcun risultato ? Troppe lobby, troppe caste, troppi enti inutili, troppa gente che vive di politica generando solo costi per la collettività. Creano artificiosi bisticci destra/sinistra ma di fatto sono tutti compatti e determinati nel difendere i loro interessi personali.
Manco sono capaci di ridurre la burocrazia che sta strozzando la vita dei cittadini e delle aziende e che impedisce alla nostra economia di crescere. Eccellono solo nel raccontare balle, balle ed ancora … balle.

Ed intanto le nostre migliori aziende vengono comprate da colossi stranieri (francesi in primis) perché in Italia, oltre ad esserci una grave carenza imprenditoriale, non c’è più l’humus necessario per creare ricchezza e sviluppo.

La soluzione prospettata da Paolo Savona di ridurre il debito di 400 miliardi garantendolo con immobili pubblici sarebbe utile solo se poi si riuscisse a tenerlo controllato, sine die, indipendentemente da chi ci governa. Sarebbe invece catastrofico se poi, dopo alcuni anni, ce lo ritrovassimo ai livelli attuali.

 
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