Cari festeggianti anti-eolici, mi sa tanto che avete cantato vittoria un po' troppo presto. Corre voce che di recente l'Eolica Parmense, spendendo parecchio in avvocati e consulenti vari, abbia presentato ricorso al TAR contro la decisione presa nei mesi scorsi di fermare il "parco eolico Santa Donna". Una decisone presa dalla Provincia di Parma motivata da macroscopici errori di calcolo (avevano, diciamo così, "mal interpretato" le ore di vento massimo, indicando invece delle ore di vento equivalenti).
Ora, l'Eolica Parmense sembra essersela presa addirittura con l'Assemblea Legislativa Regionale dell'Emilia Romagna, che ha votato, in piena legittimità, una delibera per applicare la legge regionale sugli impianti energetici, che spiegava in modo molto esaustivo, e in tempi antecedenti al deposito del progetto (quindi i progettisti ne avrebbero dovuto tener conto), come si doveva calcolare il vento minimo per poter impiantare un nuovo parco eolico.
L'arroganza e la sicurezza di questi svizzero-parmigiani è incredibile, vogliono addirittura mettere becco, direi a questo punto con cocciutaggine manifesta, nelle decisioni e nelle leggi della NOSTRA ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE. E se facessimo la stessa cosa in Canton Ticino, noi "terroni-italiani", come verremmo trattati?
Meditate cari valligiani, meditate, il metodo colonialista, con i servi-alleati locali a far da luogotenenti ben remunerati è stato ampiamente rodato in varie parti d'Italia. Tenta e ritenta, e vedrai che qualche errorino strategico, qualche timbro mancante, si trova sempre per mandare a monte tutto il lavoro degli organi pubblici di controllo. Ovviamente con molte probabilità tutto il mondo politico locale è al corrente della cosa, ma si è ben guardato dal comunicarlo ai suoi elettori. Come mai?. Dopo il disastro di Zeri, di cui non si parla più, con le sospensive dei divieti, cosa ci aspetterà a Borgotaro? Una bella primavera di cantieri?

L'incontro del 13/1/2014
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Risposta di Comitato 11:33 - 12/01/14

E' indetta una riunione pubblica aperta a tutti del Comitato Santa Donna: si terrà lunedì prossimo 13 Gennaio alle ore 20.30 a Borgotaro, in sala Imbriani (via Costamezzana, a metà di Viale Bottego).
Tema della riunione saranno decisioni urgenti riguardo il ricorso al Presidente della Repubblica presentato da Eolica Parmense, contro la decisione della provincia che a Settembre aveva negato l'autorizzazione all'impianto eolico sul Santa Donna.
Insomma: ci stanno riprovando, nonostante la decisione della provincia di Parma, nonostante una legge regionale che definisce per bene i criteri di costruzione (che in questo caso non ci sono!), nonostante due consigli comunali (Bardi e Compiano) si siano detti CONTRARI al progetto, nonostante i cittadini abbiamo raccolto centinaia di firme e presentato BEN 175 osservazioni (più di quelle presentate contro l'inceneritore di Parma).
Nonostante tutto questo, una società a responsabilità limitata, al 75% a capitale svizzero multinazionale in parte controllato tramite delle FIDUCIARIE e FINANZIARIE, si appella al NOSTRO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA per scavalcare il volere della popolazione, della provincia e delle leggi regionali. Questa società di capitali svizzeri, dopo non aver tenuto conto minimamente delle leggi regionali ed aver sbagliato il progetto per mancanza di vento (la legge c'è sempre stata, anche quando hanno presentato il progetto), dopo aver affermato, mentendo a questo punto, più volte di voler seguire il volere delle popolazioni locali (nettamente contrarie!), ha presentato un ricorso a Roma, ad un Presidente obbligato a rimanere in carica per i litigi dei partiti, contro il parere della Provincia (eletta dai cittadini) e contro una legge della Regione (firmata da consiglieri regionali eletti dai cittadini).
Date massima diffusione alla serate e partecipate numerosi!

 
Risposta di Comitato 23:36 - 13/01/14

Il Comitato Santa Donna ha tenuto un incontro il 13 Gennaio alle ore 20.30 a Borgotaro, in sala Imbriani.

Tema della riunione è stato basato sulle decisioni urgenti riguardo al ricorso al Presidente della Repubblica presentato da Eolica Parmense, contro la decisione della Provincia che a Settembre aveva negato l'autorizzazione all'impianto eolico.

Nonostante la decisione della provincia di Parma, nonostante due consigli comunali (Bardi e Compiano) si siano detti CONTRARI al progetto, nonostante i cittadini abbiamo raccolto centinaia di firme e presentato 175 osservazioni (più di quelle presentate contro l'inceneritore di Parma), non mollano.

Nonostante tutto questo, una società a responsabilità limitata, al 75% a capitale svizzero, si appella al NOSTRO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA per scavalcare il volere della popolazione.

Ringraziamo tutti coloro che numerosissimi sono intervenuti e coloro che ci hanno manifestato l'appoggio perchè impossibilitati a questa partecipazione.

Nessun Amministratore del Comune di Borgotaro, nè di maggioranza e nè di minoranza era presente, ad eccezione del consigliere di minoranza Toffanin che ha fatto pervenire comunicazione per essere impossibilitato a partecipare.

Vedi sopra immagini della serata.

 
Risposta di Comitato 13:31 - 21/01/14

RIUNIONE NOVEGLIA E DICHIARAZIONI GIUSEPPE GRENTI

Nei giorni scorsi la riunione del Comitato SANTA DONNA PER IL RIPOPOLAMENTO DELLA MONTAGNA si è svolta anche nella frazione di Noveglia e, facendo seguito alle precedente affollata riunione di Borgo Val di Taro, sono stati aggiornati i residenti sul tentativo della società a maggioranza svizzera Eolica Parmense di chiedere l'annullamento della decisione presa dalla Provincia di Parma, in applicazione della normativa regionale che prevede una produttività di almeno 75 giorni all'anno (cioè meno di un giorno su cinque).
Come è ormai noto il progetto proposto per l'area del Passo Santa Donna secondo i dati del proponente rispetterebbe i criteri per soli 19 giorni all'anno, a fronte di un fortissimo impatto sul paesaggio dato che si tratterebbe di ben 9 pale da 150 metri l'una.

Una dimensione mai installata prima in territori così delicati, anche da un punto di vista della stabilità idrogeologica. La scheda tecnica allegata al progetto parla infatti di impianti "off-shore", previsti per il mare aperto e non per aree con una qualità e quantità di vento così basse come quelle del nostro Appennino. In presenza fra l'altro di patrimoni storici e paesaggistici di enorme rilievo come il Castello di Bardi e il prezioso borgo di Compiano, in vicinanza della delicata Riserva Naturale "Oasi dei Ghirardi".
Un progetto così sproporzionato che è stato oggetto di un vero proprio record: 175 sono state infatti le osservazioni presentate da cittadini, aziende e associazioni con diverse controrelazioni che hanno rilevato vistose incompatibilità e diversi errori progettuali.
Anche i numerosi abitanti della Val Noveglia e altri bardigiani residenti hanno confermato il loro appoggio alle azioni legali che il Comitato intende intraprendere a sostegno della decisione della Provincia di Parma.

Erano presenti anche il sindaco Giuseppe Conti con gli assessori Giuseppe Moruzzi e Franco Gandolfini, ma anche i consiglieri di minoranza Silvano Canova ("Con noi per Bardi") e Giancarlo Mandelli ("Bardi, la svolta"). Maggioranza e minoranza hanno confermato il loro appoggio all'attività del Comitato e ribadito l'impegno economico per compartecipare ai 12.500 euro di spese legali che dovranno essere sostenute. Il sindaco Conti, che come consigliere provinciale ha ottenuto per primo il testo del ricorso al Capo dello Stato ha comunicato di aver presentato un'ulteriore interpellanza per chiedere alla Provincia quali azioni sono state intraprese dall'Amministrazione provinciale a difesa della propria decisione.
Anche alcuni consiglieri del Comune di Compiano e di Borgo Val di Taro chiederanno alle rispettive amministrazioni di partecipare economicamente.

Gli aderenti al Comitato hanno poi appreso dalle dichiarazioni alla stampa di Giuseppe Grenti, socio locale di Eolica Parmense Srl, che l'argomentazione rimasta è quella degli ipotetici posti di lavoro. Facile "ricatto" in questi tempi. Peccato che non ci risultino aumenti significativi di occupazione per gli innumerevoli impianti approntati nei dintorni. La manodopera è arrivata spesso da via ed è poi sparita dopo i pochi mesi di cantiere.
Quel che sono certi purtroppo sono i dati sempre più allarmanti che ci giungono da tutta Italia sull'effetto degli impianti eolici industriali sui territori: dal forte deprezzamento degli immobili, alla loro invendibilità e all'abbandono abitativo di ampissime aree circostanti. Per non parlare degli effetti sulle attività turistiche, nonostante i precedenti loro proclami quasi comici sui benefici di un misterioso "turismo eolico". Bed & Breakfast, agriturismi, turismo verde ed escursionismo sono una delle poche forme di economia che resiste in un Appennino che ha nella natura e nel paesaggio uno dei suoi punti di forza.
L'eolico industriale non è poi così "nuovo e ignoto" come afferma Grenti e non è un freno all'innovazione quello che propongono gli abitanti, ma un contrasto proprio alla vecchia idea dello sviluppo solo attraverso il cemento e le inutili devastanti opere che servono ad arricchire cordate che appaiono e scompaiono a seconda dell'affare del momento, impoverendo ogni volta chilometri di valli circostanti.

Risposta di Comitato Santa Donna per il Ripopolamento della Montagna 18:37 - 22/01/14

Una notizia INTERESSANTISSIMA: stanno scadendo diversi contratti dei vari terreni su cui vorrebbero costruire l'impianto eolico Santa Donna. DIVERSE PERSONE HANNO GIA' DICHIARATO CHE NON RINNOVERANNO I CONTRATTI. Speriamo che in tanti altri seguano l'esempio e voltino le spalle ad Eolica Parmense (società al 75% a capitale svizzero).

 
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