Il Giornalista Signor Mauro Delgrosso scrive nel suo editto riale su Esvaso:

"... Mai una volta però che un consigliere di "minoranza" mi abbia chiamato per metterci la faccia, per un'intervista: solo l'invio in redazione di indecifrabili e lunghissimi comunicati, questi si in perfetto stile "propaganda". In Comune, solo scaramucce di forma e prive di sostanza, tanto che Andare ai consigli comunali è diventato di una noia mortale. "...

A Borgotaro non sono i giornalisti che chiedono notizie e/o opinioni agli amministratori di minoranza; sono questi che devono chiedere a 'Il Giornalista' Signor Delgrosso di essere intervistati.
Questa lezione alla "minoranza" dimostra che i comunicati in "stile propaganda" e la minoranza stessa non sono a norma; ammetto di non aver frequentato gli appositi corsi realizzati con finanziamenti pubblici e tenuti da autorevoli esperti locali.
Ma su quali argomenti? Su quelli che Lui decreta "veramente importanti"...
Nel suo pezzo scrive che si é sostituito alla opposizione: Il Giornalista "di lotta e di governo": anzi, di governo.
Rossi va benissimo e l'opposizione non ha frequentato i corsi tenuti dalla maggioranza per insegnare 'opposizione' alla minoranza e questa non ha imparato.

Il luccichio del potere é la stella polare del suo GIORNALISMO TOTALE.
Il Giornalista, dopo le elezioni politiche del 2013, ha organizzato un dibattito per discutere la sorprendente affermazione del Movimento Cinque Stelle.
L'unica forza politica che non ha invitato (per dovere deontologico) é stata la 'Lista Civica per Borgotaro' che, in modo del tutto autonomo, e con un programma simile, aveva ottenuto il 10% alle comunali del 2011.
Inoltre la nostra lista aveva appoggiato il Movimento Cinque Stelle, prima delle elezioni, con dichiarazioni pubbliche su RTA volantini e iniziative.

Successivamente, in occasione di un dibattito relativo alle pale eoliche sul Santa Donna, affascinato dall'IMPRENDITORE SVIZZERO di "Eolica parmense", si dichiarava elettore di Diego Rossi che del progetto ne ha fatto una bandiera.
Il Sindaco é un noto appassionato di pale, specie se molto alte, da allocare sui terreni del compagno Barilli, come da progetto.

Nel corso di questi anni, di fronte a tanta autorevolezza, ho rilasciato interviste e ottenuto riscontri con altri giornalisti "minori" di RTA e della Gazzetta di Parma.
Ditemi voi, come potevo dire qualcosa al Giornalista che sa tutte le domande e ovviamente tutte le risposte; non avrei avuto scampo.
Come potevo 'dire' a Lui quando già sapeva?
Mi sono adeguato alla onniscenza!

Oggi ho avuto conferma indiretta anche del suo Potere Editoriale; voci (al momento non confermate) sostengono che ha lanciato una OPA ostile di acquisto per controllare RTA Video Taro; speriamo che non tagli i posti di lavoro.
A supporto di questa ipotesi il fatto importantissimo che sulla pagina di RTA non compare come Direttore, non compare come Caporedattore e neanche tra i collaboratori.
É noto che a Borgotaro le eccellenze non mancano, fonti ben informate sostengono che ci sono due autorevoli candidati al premio Pulitzer per il giornalismo; Il primo é inutile ricordarlo.
Candidatura forte sponsorizzata dalla intellighenzia locale e dalla Amministrazione.
Il secondo, ma non per importanza, dovrebbe essere Il noto Editorialista che per hobby fa anche Il geologo... non sarà per caso il Geologo di Villa Barilli; il noto capolavoro di architettura di partito realizzata con finanziamenti pubblici gestiti dal Comune?

Ritorniamo alle Sue parole:
"... Andare ai consigli comunali è diventato di una noia mortale. "
Infatti, non viene mai salvo quando è presente qualche imprenditore di grido suo pari.
Certo é, che, da quanto ha scritto, non traspare nessuna appartenenza; si dichiara vicino ai colori tenui tendenti al bianco.
E non si dica che il PD é vicino al bianco democristiano!
Renzi, ossia la DC, ha semplicemente occupato le sedi dell'ex PCI e i militanti "duri" e idealisti le tengono pulite e danno il bianco perché credono negli ideali del ministro Poletti e nei boschi incontaminati di Banca Etruria.

Giuseppe Toffanin
Lista Civica per Borgotaro

Risposta di Giorgio 11:34 - 30/01/16

caro Giuseppe, ti ringrazio per la stima che mi hai accordato, forse mi sopravvaluti perche'io, in verita', non ho la stoffa del politico. Sono infatti, come si suol dire "un uomo qualunque". Detto questo, poiche' mi chiede il mio parere, hai fatto molto bene a rispondergli, come e' tuo solito fare, con cognizione di causa e ricchezza di particolari. Io mi sarei limitato ..alla prima parte, tralasciando le pale eoliche. Ma questo non conta, fa parte di me ad essere sintetico. Saluti Giorgio

 
Risposta di Mauro Delgrosso 16:03 - 30/01/16

SCRIVO O NON SCRIVO... SCRIVO!

Premessa importante: perchè Giuseppe Toffanin, improvvisamente, se la prende con me? Ve lo dico subito: perché l'ho provocato io. Colpa mia, me la sono cercata e voluta. E lui, incazzato, lui si è vendicato! Via con l'assalto al Delgrosso... aggiungiamo una tacca alla spada del giustiziere politico e amministrativo borgotarese. Poco dopo l'ultimo consiglio comunale sul rilancio del Polo ceramico di Borgotaro, dopo che abbiamo ascoltato, per ore con pazienza ed educazione, gli interventi di vari consiglieri, tra cui lo stesso Toffanin (in cui chiedeva, tra tante altre affermazioni, alla nuova proprietà, il perché utilizzassero un formato di piastrelle non in linea con le proporzioni auree classiche e canoniche!), mentre mi apprestavo a fare le interviste, dentro ad una stanza diversa dalla sede del Consiglio Comunale, ho chiesto a Toffanin, che mi seguiva come un segugio, di uscire. Perché volevo fare le interviste in tranquillità, senza rumore, perché non avevo proprio nulla da dire con Toffanin (avrei dovuto far parlare altre 20 persone!), e soprattutto perchè erano le 20, ero stanco e non avevo voglia di beccarmi un altro sermone, soprattutto uno dei suoi!!! Confesso: gli ho chiesto di uscire dalla stanza e lasciarmi lavorare! Lesa maestà: ecco il motivo.

Però un po' di righe (e di tempo, tanto oggi pioviggina) le voglio sprecare lo stesso, magari servono a qualcosa, soprattutto in vista delle prossime e imminenti elezioni comunali, dove il nostro sarà purtroppo quasi obbligatoriamente coinvolto (si, dai, le firme per presentare la lista le trova di sicuro!). Nel caso non lo sapesse, vista la sua volontà continua di puntualizzare, caro Toffanin, il mio non è un editoriale: l'amico Gigi Cavalli, sui suoi spazi web, ospita i miei di pensieri, come quelli di tanti in Val Taro. Io, come regolare giornalista, lavoro invece per RTA e scrivo e fotografo per Repubblica.it (sul sto di RTA non ho mai osservato, se sarà il caso, faremo, tra alcune altre, correggere anche questa imprecisione). Qui, su Esvaso, mi permetto solo di esprimere pensieri personali, riflessioni da Forum. Gigi non mi paga e non mi dirige. E' solo una persona di buona volontà, che ospita, gratis.

Nonostante l'attacco a testa bassa, come sua abitudine, Toffanin va ringraziato. Grazie perché riesce sempre a ravvivare un po' il clima, effettivamente un po' troppo educato e rispettoso, che è tradizione nel bene e nel male delle contese ideologiche e politiche locali. Purtroppo, nella cultura politica e sociale locale, ci mancava quel qualcuno che riuscisse a far crescere quel "giusto" livello di aggressività e di livore allo stato puro, quello per cui si diventa tutti rossi e dentro ci si sente scoppiare per una reazione al calor bianco; esplosioni di rabbia che rendono ricchi di spunti noi giornalisti: senza eccessi, senza attacchi indiscriminati alla persona, senza riferimenti poco lusinghieri all'attività professionale con cui uno campa, senza qualche bordata "alzo zero" di tipo moralisticeggiante, di quelle per cui ti fai solo dei nemici eterni, soprattutto in una piccola comunità, nessuno seguirebbe con interesse i TG, i blog, le testate giornalistiche. Toffanin ci da una mano su due fronti: ravviva il dibattito e ci fa capire, visto che è da solo a farlo, quanto siamo fortunati a non avere politici eletti dal popolo che si esprimono in modo così estremo nelle relazioni. Ma ve lo immaginate un paese, come Borgotaro, con una decina di Toffanin che fanno politica "giocata"? Meno male che ci sono la Martina Delnevo, Ivano Vignali, Paolo Piscina, Diego Rossi, Roberto Marchini, Alessandro Bocci... Toffanin: a mio modo di vedere, pur essendo un perfetto esempio di come non si deve fare politica, però allo stesso tempo capolista della lista che raccoglie gli incazzati perenni! In qualche modo, così, li tiene a bada, con la prospettiva di portare avanti le loro necessità. Un calmante sociale, una valvola di sfogo istituzionale.

Toffanin, quindi grazie! Vede, a noi giornalisti, per farci qualche nemico, magari facendo inchieste e portando a galla qualche verità scomoda, ci pagano. E' il nostro "sporco" lavoro, sancito dalla Costituzione, nel bene e nel male. A lei, certe uscite, un po' ardite, alla fine, potrebbero farle spendere solo delle fatiche e a volte dei soldi.

Poi però, le svelo anche un mio segreto, personale, che giustifica anche il mio comportamento dopo il Consiglio Comunale. Le dico che, quando mi devo confrontare con Lei, almeno per quello che mi riguarda, sono fortemente a disagio; la prima ipotesi di sentimento è quella di fuggirle, di scansarla. Eppure penso di essere anche più o meno coraggioso (ho affrontato di tutto, politici vendicativi incazzati compresi, in tanti anni di attività). Si, scappare di fronte ad una possibile rogna, di quelle che non sai come affrontare; sfuggire a situazioni a mio modo sterili, che magari ti fanno pure perdere la pazienza e ti fanno reagire male; prima di tutto perché Lei ha l'avvocato facile (come è finita la sua guerra legale con il Comune e alcuni suoi funzionari? E quella con i vicini di casa? E la querelle sul titolo di studio con il Sindaco Rossi?). Le situazioni sembrerebbero tante, almeno quelle che si conoscono: confesso che ne ho perso il conto. Alla fine, non so mai bene come comportarmi. Magari, penso, mi tocca farmi l'avvocato per una battuta venuta male, oppure perché ho perso la pazienza di fronte ad una provocazione! (in tutta la mia carriera da giornalista, non è mai accaduto, non si sa mai!)

Ho sempre impresso nella mente il suo volantino elettorale, alle ultime comunali, in cui si esprimeva a suo modo, su tanti e su tanto, ma soprattutto su di una famiglia, su un gruppo, che l'aveva ospitata in casa, con cui aveva condiviso da ospite un tavolo da commensale, mi è rimasto impresso. Mi è sembrato un attacco personale inutile a livello elettorale, poco opportuno a livello umano. Un documento per me incomprensibile, inconcepibile, su cui riflettere in merito al firmatario. Quindi, non si arrabbi, se la scanso, volutamente. E da oggi, ancor di più. Mi permetta un consiglio: visto il suo ruolo pubblico, di CONSIGLIERE COMUNALE, di cittadino rappresentativo di un'intera Comunità, valuti il comportamento, prima che negli altri, in se stesso. Pensi a quanto ha ricevuto da questo territorio e a quanto Lei ha invece lasciato, restituito. A quanto, oltre alle parole, ha intenzione di fare. Lo faccia, magari, anche andando un po' indietro nel tempo, con la memoria. L'intelligenza e la capacità di critica non Le mancano; le usi, ma non a senso unico. PS: tanto che riflette, controlli, ma bene, anche quello che ha scritto. Una rettifica, fatta in tempi e modi corretti, a volte, evita tanti problemi. Anche le illazioni, tra tante affermazioni, se non mi sbaglio, non sono permesse dalla legge. Io non sono come certi politici locali, che lei sembra odiare tanto, ma che alla fine, visto anche che in qualche modo si configurano da "colleghi", lasciano correre.

Risposta di Linda Marazzi 21:50 - 01/02/16

Certo che, la dice tutta...
l'evidenza della necessità del giornalista di Borgotaro di dover copiosamente motivare, sovrabbondando con finale minaccia, nello sforzo di rendere sostenibile una replica in pubblico.
1 febbraio 2016 Linda Marazzi

Risposta di Mauro Delgrosso 23:07 - 01/02/16

Si, Linda Marazzi, indimenticata amministratrice della gloriosa e defunta Comunità Montana: ogni tanto occorre, anche per essere fedeli ad un principio deontologico, approfondire e motivare, purtroppo anche dilungandosi. Cercare di far capire bene chi legge, nel modo più completo, "sprecando" anche un po' di prezioso tempo; ciò non vuol dire giustificarsi. Piuttosto, almeno per un giornalista, vuol dire cercare di mettersi a disposizione, cercare di dare un senso compiuto ai discorsi che si fanno, soprattutto quando si fanno difficili, quando si toccano aspetti sensibili, o si può essere equivocati; vuol dire cercare di fare luce sui comportamenti di chi gestisce la cosa pubblica (i politici, gli amministratori, come nel caso di Toffanin), cercando di non essere fraintesi o mal interpretati da chi legge. Chi si assume, come fu nel suo caso, come è il caso appunto di Toffanin, l'onere e l'onore della delega dei cittadini, deve purtroppo (o fortunatamente) fare i conti con un'entità che si chiama "stampa". Un'entità che meno si fa addomesticare, meno di fa impaurire, meno si fa intimidire, e meglio è per tutti.

 
Risposta di Giuseppe Toffanin 12:17 - 13/02/16

L'ORGANETTO A MANOVELLA

Leggere quello che c'è scritto non é da tutti.
Non ho scritto che Il Giornalista, Dottor Mauro Delgrosso, ha scritto un editoriale.
Ho scritto che ha scritto un EDITTO riale, con due 't'.
Qual'é la differenza?
Gli "editto riali" sono scritti da chi ha un potere incondizionato sui cittadini sudditi o mima chi ce l'ha.
É la sintesi tre poteri;
Esecutivo Legislativo Giudiziario,
(oltre Montesquieu più almeno uno)

Dal suo scritto emerge che propone, anzi decreta:
-L'istituzione un sorta di 'Partita doppia' che contabilizzi il dare/avere verso il territorio, scrive:
"Pensi a quanto ha ricevuto da questo territorio e a quanto Lei ha invece lasciato, restituito."
Di questo mi chiede conto: come farò che non ho marcato niente?
Ci vorrebbe almeno un corso apposito, finanziato con soldi pubblici, affinché io possa, secondo procedura, ravvedermi al Suo cospetto.
-Istituzione immediata del reato di "illazione" da applicare per direttissima, a meno che:
"Una rettifica, fatta in tempi e modi corretti, a volte, evita tanti problemi"
Nei tempi e modi da Lui decretati e nella procedura, (ex art.1 c.p.p. D.M. Enclave M.D.)

UNA GUIDA
Ho sempre avuto bisogno di una Figura di riferimento Etico Morale come la Sua che indirizza e consiglia; le sue parole:
" un consiglio: visto il suo ruolo ... valuti il comportamento, prima che negli altri, in se stesso"
Profonda é la cultura.
É difficile argomentare versus chi sostiene contemporaneamente tesi opposte.
le Sue parole.
"Toffanin va ringraziato". "Svolge un ruolo di calmante sociale" ...
"Toffanin ci da una mano : ... ravviva il dibattito..."
Ma se il Giornalista Dottore perde la pazienza... allora:
"... perché ho perso la pazienza ... (in tutta la mia carriera da giornalista, non è mai accaduto, non si sa mai!)"
E, quindi, applica direttamente la pena in pubblico prevista dalla Costituzione della Enclave al dissidente.
Mi farà la bua? tanta tanta?
Motu proprio o in nome e per conto ... o tutte due?

Borgotaro é proprio una Enclave ed ha i suoi ossequiatori certificati.
L' ENCLAVE -di Borgotaro- é una parte di territorio che gestisce ed esaurisce il potere al di fuori delle leggi dello Stato alla quale formalmente appartiene.
Tutto il sistema di 'Quelli che ci comandano' danno il meglio nelle lottizzazioni a soggetto e nelle Varianti. Il cuore del sistema é la circolarità clientelare delle raccomandazioni e delle coperture che produce consenso elettorale.
'Quelli che ci comandano' hanno giusto bisogno di un suonatore di organetto a manovella che gira in ogni dove a suonarne la musica.
Questo si legge anche nelle righe e tra le righe del Giornalista di riferimento che, amplificando la volontà dei fondatori, cristallizza le condizioni e ne interpreta l'essenza.
Sancisce, emana, ordina, decreta, guida, insegna, impartisce, interpreta, consiglia, indirizza redarguisce, intima, ammonisce, applica impone ... normalizza;
( ISO 9001? No! 'ISO si' o 'ISO no'.).
I Suoi politici ISO SI, le sue parole:
"Meno male che ci sono la Martina Delnevo, Ivano Vignali, Paolo Piscina, Diego Rossi, Roberto Marchini, Alessandro Bocci... "
Uno e uno solo ISO NO. Le sue parole:
"Toffanin: a mio modo di vedere, ... un perfetto esempio di come non si deve fare politica..."

Il Nostro Giornalista, infatti, non risponde con argomenti al mio scritto; il corretto argomentare deriva da una disciplina evanescente, ormai superata, nel "suo" territorio normalizzato di riferimento.
L'unica inferenza logica che suona di continuo nel suo Carion é:
-Dato che sono molto intelligente allora quello che penso é giusto, se é giusto allora é anche vero, se é vero allora é anche bello, se é anche bello allora é intelligente, se é intelligente all'ora sono molto intelligente.-
Come sono bravo: lo dico persino io che sono il quarto potere; sono Il Giornalista!
Ma non è il solo, alla Sua formazione ha contribuito l'ALTA SCUOLA del Comune che applica le stesse categorie "concettuali" nei confronti di chi mette in piazza il malaffare locale.

Il suo Mentore, Di Ego Rossi, oltre a calpestare la legge e il Regolamento in Consiglio usa le stesse parole e le stesse velate minacce:
Quando ho detto che avevano stanziato diecimila euro di soldi pubblici (Delibera 170 del 24.1.08) nella denuncia contro la minoranza, alquanto irritato e saltellando sul trono che fu di Pierluigi Primo ha detto:
"Non è così non è così dice delle falsità perché sono delle falsità ... dice sapendo di dire delle falsità ... può esprimersi ma tenga conto di come lo fa"
La citata Delibera, che avevo in mano, stanziando quella somma, dimostra chi diceva il falso davanti al Consiglio e tutti tacciono, anche il Giornalista. Anzi no, del regime ne canta le gesta!
Inutile scomodare Edmond Burke e Noam Chomsky, per spiegare Il ruolo del 'quarto potere' che, nel suo immaginario rococò, si auto attribuisce.
La sua "potenza" cognitiva deriva dalla circolarità profonda, e autoreferenziale dei suoi ragionamenti ridondanti che, come d'incanto, virano in una valanga di tautologie.

Poi dicono che di questi tempi nascono poche idee! questo non vale certo nella caramellosa local intellighenzia.
Quando tutto il sapere é innato non posso certo scalfirlo con quel poco che con grande fatica ho appreso.

Giuseppe Toffanin
Lista Civica per Borgotaro

P.S. Ancora le Sue parole:
"...caro Toffanin, il mio non è un editoriale: ... Gigi non mi paga e non mi dirige. E' solo una persona di buona volontà, che ospita, gratis."
Questo proprio non é credibile: é inverosimile che un attento imprenditore, impegnato anche nell'editoria, non si adoperi per trattenere una firma del giornalismo di respiro internazionale.

Risposta di PK 09:56 - 17/02/16

La Foresta Amazzonica ringrazia!

Da quando non circolano più volantini....

Risposta di FM 20:55 - 26/05/16

Mi sembra che attualmente Mauro non sia allineato alle posizioni di Diego Rossi, ma sia più vicino alla opposizione, quindi penso che alcune delle sue interpretazioni non siano corrette. A mio parere, per il bene della montagna, bisogna mettere davanti l'interesse della montagna e dei suoi abitanti ai propri interessi o ai propri livori. Abbassare i toni e fare proposte concrete è il miglior modo per fare politica in montagna, ma so che oggi non è di moda (e non solo in montagna). Comunque con massimo rispetto, in bocca al Lupo a tutti e CHE VINCA LA MONTAGNA.

 
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