Nell'atto di indirizzo di base per il rinnovo della Convenzione dei medici e dei pediatri di famiglia, già approvata da Regioni e Governo, vengono spente le luci sull'assistenza notturna dell'attuale modello di assistenza territoriale 24 ore su 24, nel quale di notte e nei giorni festivi il cittadino dovrà far riferimento al Pronto Soccorso e al 118 per ogni tipo di problema di salute, a prescindere dalla gravità del malore.

In questo modo da mezzanotte alle 8 del mattino successivo tutte le richieste verranno scaricate su un 118 con sempre meno medici nelle ambulanze, che sarà costretto ad intasare i Pronto Soccorso.
A rischio in particolare l'assistenza notturna nelle zone rurali, nelle zone interne, nell'Appennino, nei piccoli comuni senza ospedali e nelle isole, dove la guardia medica rappresenta un importante presidio di sanità pubblica, attraverso il quale il cittadino può avere anche una consulenza telefonica o assistenza domiciliare direttamente con un medico.
Oltre all'opinione pubblica molti medici, operatori sanitari ed addetti ai lavori esprimono sconcerto e preoccupazione per l'ipotesi prospettata di un'articolazione dell'assistenza medica territoriale sulle sedici ore (c.d. H16), dalle 8 a mezzanotte, con l'unica presenza notturna del servizio 118.
I medici 118 si troverebbero a svolgere, in contemporanea, due tipologie di servizio completamente diverse: i 'codici rossi' di emergenza e le visite e prescrizioni per patologie minori.

Questa situazione provocherà disfunzioni nell'assistenza medica molto gravi, con gli operatori stretti tra l'obbligo di intervento immediato in emergenza e il pericolo di commettere omissione di soccorso se costretti a interventi molto differiti nel tempo, sia nelle zone a notevole estensione territoriale, sia nei centri urbani ad alta intensità abitativa.
Alcuni interventi, come i T.S.O. e i trasferimenti c.d. 'tempo-dipendenti', quali gli infarti, gli ictus, i politraumi, le dispnee gravi, impegnano solitamente per molte ore i medici d'emergenza 118, creando, già adesso, problemi di copertura per le patologie maggiori, mentre quelle minori, che talora, però, evolvono rapidamente in gravità, vengono efficacemente gestite dai medici di Continuità Assistenziale, comunemente conosciuti come Guardie Mediche.
Attualmente, la presenza simultanea di medici 118 e delle Guardie Mediche offre un servizio efficace di assistenza ai cittadini e di razionale limitazione degli accessi ai Pronti Soccorso.

L'organizzazione territoriale prevista danneggerà innanzitutto i cittadini. Tutto ciò comporterà alti costi umani, sociali, economici.
INTERPELLO IL PRESIDENTE Affinché, per quanto di competenza, nella Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria, si intervenga per affrontare le problematiche sopra indicate coinvolgendo tutti i rappresentanti della Conferenza stessa, i Vertici AUSL, i Comitati di Distretto, tutti i Sindaci del territorio parmense segnalando la gravità della situazione.

f.to Giuseppe Conti
Consigliere Provinciale

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