Apro un post perchè un dubbio mi attanaglia ma pure la pigrizia di approfondire da solo.

Mi chiedo da tempo per quale motivo ci si ostini a creare nuove urbanizzazioni quando in realtà la popolazione delle nostre vallate, se non erro, sembra calare.

Ma non sarebbe una politica lungimirante incentivare le ristrutturazioni piuttosto che rovinare zone verdi?

Quante case sfitte ci sono in valle? Sarebbe complesso prevedere una rivalutazione turistica di questa risorsa che già abbiamo?

Lo so che la costruzione del nuovo è marginalmente più conveniente e ci vogliono pure meno capacità, però in questo modo si preserverebbe il territorio e si potrebbero recuperare i nostri preziosi borghi che altrimenti cadranno a pezzi in breve tempo, facendo tra l'altro lavorare mano d'opera più qualificata.

Non vado oltre perchè mi piacerebbe che qualcuno che se ne intende mi desse degli spunti su cui ragionare.

Metto, a titolo esemplificativo, alcune immagini di reportage fotografico che sto preparando dedicato proprio ai Borghi delle nostre Valli.

 

Risposta di Remo Ponzini 11:36 - 01/10/10

Caro Fausto,
io non sono ne' un tecnico ne' un esperto e quindi posso solo esprimere pareri da uomo della strada. Ormai da decenni assistiamo impotenti alla forsennata costruzione di nuove abitazioni e , contemporaneamente, al completo abbandono dei centri storici.  Qui a Bedonia la situazione è drammatica. Ci sono intere vie quasi interamente disabitate. Ci sono esempi di ristrutturazione che andrebbero imitati ma mi vengono in mente le mosche bianche.

Credo che tutti si augurerebbero che le tonnellate di cemento che ora vengono riversate sui terreni verdi fossero invece dirottate sulle case già esistenti.

Oltretutto avrebbe un fascino particolare abitare in una vecchia casa risanata e riqualificata.

Ed allora che fare ???  L'unica cosa che mi viene in mente è quella che tutti conoscono. Occorrerebbero finanziamenti agevolati a lungo termine da comuni o regioni o comunità europea. Per gli sgravi fiscali esiste già una legge che prevede la deduzione del 36% ammortizzabile in 10 anni ma evidentemente non è sufficiente e, forse, anche poco conosciuta. 

Si potrebbero anche "dosare" le licenze delle nuove costruzioni ma mi viene il timore che ciò potrebbe comprimere lo sviluppo economico già anche troppo sofferente. 

Come vedi non ho ricette miracolistiche. Spero che intervenga Emanuele Mazzadi e/o qualche altro esperto del settore. Io mi fermo qui.

A presto risentirci.

Remo Ponzini

 

Risposta di Fausto 13:11 - 01/10/10

Grazie Remo per le indicazioni, mi hanno portato a farmi un'altra domanda...

Quale sarebbe eventualmente l'ente preposto a sviluppare un progetto del genere? Ente Locale, Regione o si tratta di legislazioni a carattere Nazionale.

Se non sbagli i singoli Comuni hanno la possibilità di "premiare" con politiche di sgravio relative alle entrate da loro gestite.

Però non conosco le dinamiche legislative che possono determinare tali scelte.

Per quanto riguarda lo sgravio attuale previsto per le ristrutturazioni penso abbia valenza Nazionale e sia fruibile nella dichiarazione dei redditi.

In parole povere... mi chiedo se i Comuni potrebbero prevedere degli sgravi tipo tassa rifiuti o ICI per un determinato periodo di tempo, come forma di incentivazione al recupero.

Per quanto riguarda il far girare l'economia, beh, quella comunque girerebbe, perchè gli interventi da fare ci sarebbero ugualmente.

Però fra 10 - 20 anni ci ritroveremmo ancora il nostro territorio, inalterato sotto il profilo del verde ma recuperato nei centri storici.

Già oggi, dopo 30-40 anni fare una foto panoramica decente è diventata un'impresa.

Mi chiedo se in Trentino ogni anno ci sia una espansione simile... e li magari sarebbe pure giustificato visto il gran numero di persone e turisti che ci sono...

Claudio... se ci sei batti un colpo che mi sembri uno che di normative ne capisce.

Ciao

 
Risposta di claudio agazzi 13:48 - 01/10/10

Ciao Fausto e ciao Remo,
vi ricordate la mia proposta di valorizzazione delle case abbandonate per farle diventare a reddito (la proposta è ancora nel forum "concorso creativo di idee), creando un consorzio in grado di gestire il patrimonio. In sintesi rimettere a posto tutto quello che ora è in disuso, farle diventare unità adatte al B&B, creare un brand da comunicare e gestire con un programma pluriennale il tutto. Ovviamente attingendo a tutti i finanziamenti che ci sono (36%, 55%, e altro).

Era solo un'idea, non delle migliori, ma un'idea.

Ha avuto un grande successo perché sono stato chiamato per diversi giorni dai sindaci, dal presidente della comunità montanta, dal presidente della provincia ma purtroppo avevo dimenticato il telefono a casa e allora non si è potuto fare nulla :)

Faustoooo, Remoooo, ma dai... ce la raccontiamo tra noi tre questa cosa, da buoni romantici. Ai nostri amministratori non interessa, troppo difficile, troppo impegnativa, e poi troppo un'idea di altri e quindi che figura ci farebbero?

Peccato.

Ciao A tutti Claudio Agazzi

Risposta di Fausto 14:59 - 01/10/10

ahahh ecco chi mi aveva messo la pulce nell'orecchio... effettivamente ne parliamo sempre e solo in pochi... comunque il fatto che non si faccia mai sentire nessuno non è bello, ma credo che sia una scelta ben ponderata e seguita alla lettera. Non penso che si tratti proprio di non avere neanche un minuto per scrivere. Comunque un dubbio può venire se tutto tace sull'argomento... che la fase della lottizzazione faccia parte della remunerazione occulta degli Amministratori in generale? In questo caso allora non potrebbero perdere la merce di "scambio". Magari chi è dell'ambiente ne conosce meglio i risvolti. grazie per la rinfarinatura.

Fausto

 
Risposta di claudio agazzi 16:27 - 01/10/10

eheh Fausto abbiamo scritto contemporaneamente.

Non sono aggiornato su tutte le normative. Ho ristrutturato una casa di recente e oltre al 36% in 10 anni c'è lo sgravio per il risparmio energetico su certi lavori del 55% in 5 anni e sono soldi.

Non dovremmo essere noi a conoscere bene le normative ma coloro che governano e che devono sollecitare il privato a fare.

Avevo proposto l'istituzione di un manager che di lavoro facesse questo: studiare le normative, reperire fondi, coinvolgere i privati.

Il costo di questo manager lo si paga con i risparmi dell'unificazione dei tre comuni. Avevo fornito anche l'importo...

Questa persona, capace, non amica di amici, con la guida dei sindaci avveduti deve trovare le strade per rilanciare quello che si può.

Il recupero abitativo locale è una delle cose possibili ma ci vuole tanto, tanto, tanto lavoro. Io non sono pagato per farlo. I sindaci SI! Io non ho scelto di candidarmi, i sindaci SI!

Se un persona che lavora con me mi da una buona idea io la prendo e la uso, la vendo. Se un privato miserabile cittadino ha una buona idea l'amministratore non la prende, non la usa e non la vede. Nel primo caso io ci guadagno, nel secondo tutti noi ci perdiamo.

Amen. Ciao

 
Risposta di Stefano Bruschi 09:01 - 04/10/10

Ciao a tutti,
credo che il problema del "consumo" del territorio sia di un impellenza primaria e non è certo un argomento da Verdi accaniti ma una questione di semplice buon senso e di onestà intellettuale.

Un ultimo esempio di trascuratezza, superficialità, arroganza in tal senso è ciò che è successo a Milano con l'esondazione del fiume Seveso

·       linea Metropolitana 3 ferma in 4 stazioni per una decina di giorni
·       tragedia sfiorata per un treno rimasto bloccato in galleria
·       traffico in ginocchio ed ancor oggi in difficoltà: infatto alcune linee di superficie del trasporto pubblico sono tuttora deviate
·       tempi di realizzazione della nuova linea 5 della Metropolitana compromessi
·       il tutto per circa 70 Milioni di danni +o-

Tale argomento dovrebbe poi essere il pane quotidiano delle amministrazioni specialmente laddove è evidente il calo demografico: che senso ha costruire per poi lasciare tali edifici vuoti ed inutilizzati ?

Il criterio dovrebbe essere di una semplicità assoluta: si costuisce SOLO DOPO avere accertato che non è possibile soddisfare le nuove sigenze con il recupero di ciò che già esiste !!!

Di ciò ne è un fulgido esempio quanto è stato fatto nel comune di Cassinetta di Lugagnano (MI): sia la stampa che le televisioni ne hanno dato ampio risalto.

Un spunto: http://www.stopalconsumoditerritorio.it

Grazie Stefano Bruschi

Risposta di Fausto 18:46 - 04/10/10

Grazie Stefano,
hai segnalato proprio un bel sito. Ora me lo guardo per bene.

In effetti io non sono un verde "per forza" solo che mi sono reso conto per la pirma volta al ritorno dalla Croazia... che in Italia abbiamo una concentrazione di Edifici spaventosa. Solo quando vedi una cosa differente a quella cui sei ormai assuefatto ti rendi conto a pieno di dove vivi.

L'Italia già allo stato attuale presenta una situazione fuori del comune. Provate per credere, ci sono territori in cui puoi tranquillamente percorrere centinaia di chilometri senza incontrare centri abitati. E ripeto, la differenza risulta lampante solo quando si fa un confronto diretto.

Io ci sono stato 3-4 anni fa... e da allora ho visto che si è continuato a costruire, costruire allora ho iniziato a pormi le prime domande in tal senso.

Mi documenterò grazie alla tua segnalazione e ci tengo veramente perchè se è vero che siamo ciò che mangiamo... è anche vero che i nostri figli abiteranno dove noi (ora) abitiamo.

Ciao Fausto

 
Risposta di Claudio Agazzi 21:05 - 04/10/10

Ultimamente mi sento più cattivo... come mai? Eppure non ho problemi di soddisfazioni sessuali, ho raggiunto la pace dei sensi. Il lavoro va bene toccando ferro, ho qualche svago, coltivo i miei hobby. Cosa sarà?

Sarà mica che comincio ad essere stufo di farmi prendere per il culo? Si penso sia quello. Non proprio stufo, è il termine sbagliato, diciamo che sono stanco di non sentire acuti, di non sentire emozioni nel vedere un bravo amministratore che ci dia un po' di speranza.

In questa sezione del forum si parla delle nuove lottizzazioni e qualcuno di noi ha già esposto il proprio pensiero, qualcuno di noi... pochi di noi... e va beh noi siamo la plebe e ci sta che non tutti abbiano voglia di condividere le proprie idee.... Ma gli amministratori. Dove sono gli amministratori? Perché non partecipano pubblicamente al dibattito? Lo voglio apprendere una volta per tutte che questo è un luogo privilegiato dove discutere garbatamente, dove confrontarsi?

PERCHE' SI NASCONDONO? PERCHE' DI QUESTO SI TRATTA.

Io ho una risposta. Ora siccome non sono un coglione e siccome non voglio creare dei problemi a Gigi mi esprimerò ad un millesimo delle reali intenzioni così se prendete quello che dico e lo moltiplicate per 1000 sapete cosa penso.

Penso che viga un regime lobbistico familiare di persone che storicamente per loro bravura politica detengono voti. Penso che molti liberi professionisti siano cinicamente molto interessati al loro tornaconto e poco al quello del paese. Penso che il connubio politica affari regni sovrano da anni in Bedonia come nei comuni limitrofi. Penso che la migliore abilità di molta gente che incontro in Bedonia sia l'IPOCRISIA, il facile sorriso. Penso che quattro gatti: io, Fausto, Remo, Stefano e pochi altri facciano solo sorridere i referenti locali di questo sistema. Penso che tutto ciò sia triste ma è ora che se qualcuno mi prende per il CULO almeno sappia che ne sono conscio.

Queste ultime elezioni potevano aprire la strada ad un modo diverso di governare: un sindaco nuovo, un'opposizione nuova. C'era la possibilità per questo paese sfigato che si lavorasse insieme per creare, per mettere insieme idee, per condividere e invece siamo qui a sentire reprimende su quanta pubblicità viene fatta per una festa (chi cazzo se ne frega della festa, un'economia di pochi) e cazzate simili che poco servono al futuro.

C'è una comunità che scompare, non solo negli uomini ma anche nella cultura, nell'architettura con luoghi storici deturpati e i nostri governanti non hanno neppure il coraggio di confrontarsi, molto impegnati invece a tutelare gli equilibri.

BADA BENE AMMINISTRATORE: io ti ho sempre difeso, ti ho difeso perché immagino la difficoltà del tuo lavoro. Ma quando tu sei SORDO e continui ad essere sordo, quando tu sei CIECO e continui ad essere cieco allora no, allora mi prendi, ci prendi per il CULO.

Almeno lo sai :)

con affetto (diresti tu)

Claudio Agazzi

Risposta di Remo Ponzini 09:43 - 05/10/10

Il ns. Claudio ha fatto una quadratura del cerchio perfetta. Senza giri di parole e senza perdersi in discorsi logorroici ha condensato in poche righe tutto quello che i buoni amministratori dovrebbero fare per risolvere lo specifico problema che stiamo trattando. 

" Sic et sempliciter " (semplicemente così).

Ne avevamo già discusso ampiamente in precedenza su Esvaso dove io suggerivo un addetto alle pubbliche relazioni mentre il Claudio, giustamente, ipotizzava l'assunzione di un manager che avrebbe dovuto occuparsi a 360 gradi dei problemi dei cittadini. Il tutto nell'ottica di una possibile fusione dei comuni per poter spalmare le spese. Siamo perfettamente consci che l'operatività spetti ai politici ma un po' di raffronto sarebbe gradito e DOVEROSO. 

Siamo nel 2010 ed il web è la più grande forma di comunicazione di cui disponiamo ma, in realtà, sembra di vivere al tempo delle caverne.

Dispiace dover ritornare su argomentazioni già dibattute ma quando non si trova il dialogo con la pubblica amministrazione ci restano solo due possibilità : rinunciare (che equivale ad arrendersi) o seguitare a battere il chiodo incessantemente sperando che, dalla fenditura di qualche cranio, possa uscire ... uno squarcietto di luce. Il filino di speranza che vorrei conservare si sta però sempre più affievolendo e ciò mi deprime e mi lascia sconcertato.

Caro Claudio, la tua incazzatura è anche la mia e di molte altre persone. Nei tuoi numerosissimi interventi sei sempre stato propositivo e fattivo. Ti sei accollato mal di pancia che non ti competevano. Sei andato a parlare direttamente; hai mandato raccomandate senza neppure ottenere risposta. 

Ciò in una società moderna è inconcepibile; nella ns. piccola realtà dove tutti i giorni ci incrociamo, è maleducazione ed inciviltà. 

Ho l'impressione anch'io di vedere sorrisetti di compatimento dietro gli schermi dei computer. Ci eravamo illusi, dopo qualche timidissimo riscontro,  ma era solo la caramellina che danno ai bimbi per farli star buoni; era solo il croccantino per fare acquietare il cane.

MA NON SMETTEREMO DI ABBAIARE.

Remo Ponzini

 
Risposta di Stefano Bruschi 07:35 - 08/10/10

Un'ennesima testimonianza ... dal quotidiano free press City di oggi 8 ottobre 2010:

Seveso e Lambro
soffocati dal cemento

Rischio esondazioni
Lo rivela un dossier di Legambiente. Nella provincia di Milano il 32% dei comuni è a rischio alluvioni. È colpa dell’urbanizzazione selvaggia.

Seveso, Lambro e Olona: sulla carte geografiche non sono altro che tre piccoli torrenti, difficili da individuare, con portate modeste. Sul territorio, invece, si sono trasformati in una minaccia. L’ultimo a far sentire il suo impeto è stato il Seveso, che il 18 settembre scorso, dopo poche ore di pioggia, ha travolto con le sue acque la zona nord di Milano. Strade e cantine allagate, metro gialla sott’acqua e traffico in tilt per giorni. Nella provincia di Milano il 32% dei comuni è a rischio alluvioni. E la colpa è tutta dell’uomo e dell’urbanizzazione selvaggia. Lo sostiene Legambiente Lombardia in un dossier sui tre corsi d’acqua e sul rischio idrogeologico a loro connesso. Quei tre fiumi sono storie fatte di cemento, di case e di asfalto. Il Seveso, oltre ad essere interrato in tutto il tratto che attraversa Milano, ha visto negli anni un’urbanizzazione selvaggia: soprattutto nei tratti più vicini alle città. Quasi il 70% della superficie dei 16 comuni milanesi e brianzoli interessati dal bacino del fiume è una colata di cemento. “Il Seveso è circondato dall’asfalto, superficie impermeabili dove l’acqua non penetra: così il fiume non può scaricare”, ha detto Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia.

Una bomba silenziosa
Anche il Lambro è una bomba che riposa. Adesso questo torrente, che lambisce tutta la zona periferica a sud della città, dispone ancora di vaste aree verdi in cui scaricare le sue piene: non è detto che in futuro sarà così. Continua infatti il consumo del territorio senza un piano preciso: si elimina il verde e basta. L’Olona, anch’esso interrato nel territorio di Milano, in futuro potrebbe dare gli stessi problemi del Seveso. La soluzione? “Non ci sono canali di scolo che tengano, bisogna solo smettere di consumare il territorio”, conclude Di Simine. Intanto ieri la Regione ha trasmesso al governo la richiesta dello stato di emergenza per l’esondazione del Seveso che aveva causato danni per 40 milioni di euro.

Meditate gente, meditate ...

Quanto descritto assomiglia, tanto per fare un esempio, alla "costrizione" del corso del Taro nell'abitato di Borgo Val di Taro ... o no ?

Stefano Bruschi 

Risposta di E. Mazzadi 12:46 - 08/10/10

Mi fa piacere che la questione stia a cuore, perchè tutte le volte che vedo un cantiere dalle nostre parti, sono praticamente certo che il risultato sarà un edificio che poco avrà a che fare con la nostra tradizione locale.

I principali problemi sono due:

1 - Ci sono molti interessi dietro l'edilizia, ma poche competenze. Si assiste quindi ad una COLATA INDIFFERENZIATA, che mostra edifici NUOVI, ANONIMI e IDENTICI, in Brianza come sull'Appennino.

2 - Gli enti locali (e i comuni in particolare) sono ormai strozzati dai continui tagli del governo centrale. Risultato: si trovano costretti a "SVENDERE" il proprio territorio con nuove lottizzazioni per "FAR CASSA"

E' difficile parlare di RILANCIO DEL TURISMO SE CONTINUIAMO A FARE A BRANDELLI E A DETURPARE IL TERRITORIO.

UNICA SOLUZIONE -  Regolamenti edilizi più SEVERI, che prescrivano:

a) - PER LE NUOVE COSTRUZIONI: VOLUMETRIE CONTENUTE e il RISPETTO DEI CARATTERI TIPOLOGICI LOCALI (non le solite casette tutte uguali con i tetti aventi 10 livelli di falda diversi, giusto per "abbellire" progetti anonimi).

b) - PER LE RISTRUTTURAZIONI: MANTENIMENTO DEI CARATTERI E DELLE TECNICHE COSTRUTTIVE LOCALI (La prima cosa che si fa, di solito, è abbattere i bellissimi sporti di gronda in pietra, perchè "scomodi"). E' incredibile come ancora si ristrutturi con solai e coperture in latero-cemento dopo che il terremoto in Abruzzo dovrebbe averci insegnato che la miglior soluzione e consolidare con strutture leggere in legno...

A presto

E. Mazzadi

Risposta di E. Mazzadi 14:14 - 08/10/10

Dimenticavo alcune cose: non avevo letto bene tutti gli interventi di Remo e Claudio.

Oltre al cambiamento della "politica del territorio", senz'altro auspicabile, si posso già utilizzare degli strumenti normativi esistenti.

PER LE RISTRUTTURAZIONI:

1) - Agevolazioni del 36% sull'Irpef per tutti i tipi di lavori di ristrutturazione. (sino ad una quota massima di 48.000 euro) - PROROGATE SINO AL 2012.

2) - Detrazioni fiscali del 55% sugli interventi di MIGLIORAMENTO ENERGETICO (isolamento termico, sostituzione infissi, adeguamenti impiantistici, installazione pannelli solari termici, ecc.) - PER ORA SINO ALLA FINE DEL 2010.

Quindi, se uno ha intenzione di ristrutturare un edificio, anzichè costruirne uno nuovo, magari con un progetto mediocre, ALCUNI STRUMENTI CI SONO GIA', basta rivolgersi a tecnici qualificati che sappiano guidare nelle scelte. (La cosa migliore, in effetti, come dice Claudio, sarebbe l'istituzione di un manager capace, in grado di fornire informazioni su tutti i modi di accedere ai finanziamenti).

Vi segnalo, per i due tipi di agevolazioni, i seguenti link:

http://sosonline.aduc.it/scheda/ristrutturazione+immobili+detrazione+36+bonus_13050.php .

http://efficienzaenergetica.acs.enea.it .

A presto E. Mazzadi

Risposta di Remo Ponzini 14:12 - 11/10/10

Grazie Emanuele per le preziose informazioni che ci hai fornito. 

Qualcosa sapevo ma la tua lucida esposizione + i link di riferimento mi hanno permesso di avere una visione completa.

Personalmente sto già usufruendo dell'agevolazione del 36% per opere edili condominiali e dal prossimo anno inizierò a portare in detrazione (55%) la nuova caldaia a condensazione.

Queste leggi permettono ai committenti di recuperare una parte delle spese ed allo Stato di incrementare il gettito di iva ed irpef.

Cordiali saluti.

Remo Ponzini.   

 
Risposta di Andrea Dellanzo 17:01 - 12/10/10

Le nuove lottizzazione le fanno perchè nessuno vuole più prendersi la briga di fare due rampe di scale o parcheggiare la macchina a 50 metri da casa, azioni necessarie se uno abita in centro storico.

In Via Nazionale a Borgotaro credo che siano abitati il 30 % degli appartamenti.

Ci stanno le colpe degli amministratori ma in buona parte la colpa è di noi popolazione.

 
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