In merito alla sentenza della Corte Europea, dove si è stabilito che le normative italiane sulla presenza del crocifisso nei luoghi pubblici violano la convenzione europea dei diritti dell’uomo, chiedo se sia corretto oppure no adeguarsi a tale decisione.
La domanda è legittima in quanto le Amministrazioni locali possono firmare un'ordinanza dove si stabilisce che il crocifisso può rimanere appeso in tutti quei locali di pubblica utilità. La nostra cultura e le nostre tradizioni sono legate in modo inscindibile a questo “simbolo",  in quanto espressione di valori civili e culturali dello Stato italiano.
Non capisco perché la libertà di religione degli altri debba iniziare dove finisce la nostra.

Risposta di GIOVANNI CAPELLA 15:41 - 27/11/09
Pur non partecipando quasi mai alle discussioni ma seguendo il tuo forum mi permetto di dire la mia modesta opinione. Come tu sai mia moglie proviene dall'Est e in particolare da un paese, la R. Fed. Russa che è il fulcro del cristianesimo Ortodosso. Discutendo con lei di questa cosa del Crocefisso nelle scuole e del relativo insegnamento di religione in base alle scelte degli alunni lei stessa mi confermava che in Russia è un'ora di religione a scelta dello scolaro, Muslim, Ortodosso, Giudaico, ecc... Essendo un paese immenso hanno dovuto adeguarsi alle esigenze della popolazione. Una cosa che non succederà mai in Russia, ne ora ne in futuro... che qualcuno metta in discussione in qualsiasi modo quelle che sono le tradizioni del popolo e cioè il Cristianesimo Ortodosso!! A questo popolo neanche 72 anni ('17-'89) di comunismo hanno tolto la voglia di pregare in quello che era la loro fede. Cose tipo quelle del Sig. Adel SMith che va nella Tv di Stato a dire di buttare il crocefisso dalla finestra non sono permesse. Del resto, se ti devo dire come la penso io, a noi Italiani manca proprio quello che ha permesso a moltri altri di risorgere spesso da situazioni incerte (guerre, rivoluzioni ecc..) e cioè un pizzico di Nazionalismo! Ma non un Nazionalismo cattivo, di stampo per così dire Hitleriano ma un orgoglio nella propria nazione e nei propri ideali.... Da loro usare l'inno x fare una pubblicità di mutande non è consentito...da noi si. Noi insultiamo il Papa ma se parli male dell'Islam sei razzista! lo stesso Papa non può andare alla Sapienza ma Gheddafi sì. Sebbene in questo forum da quello che capisco ci sono frequentatori di vari paesi, anche mussulmani, sfido gli stessi a provarmi che a casa loro i mussulmani ti permettano di dire "IO BUTTO FUORI DALLA FINESTRA IL CORANO"...?? Scusami per il disturbo ma mi sentivo in dovere di dire la mia. Giovanni
 
Risposta di Marco Biasotti (fiascotti) 17:01 - 27/11/09
per pietà cristiana, faccio un copia-incolla di uno dei miei interventi più moderati in materia..........ma, troppo moderato! LA SENTENZA: "una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di culto degli alunni". "La presenza del crocifisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche - si legge nella sentenza dei giudici - potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione". Tutto questo, proseguono, "potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei". Ma chi è questa corte europea può decidere in casa nostra? Chi sono questi, da dove vengono, di che religione sono? I sette giudici autori della sentenza sono Francoise Tulkens (Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras Sajò (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia). Domanda: ma la Turchia fa parte dell’Unione Europea? Ci pare di no. Se non ne fa parte, che ci fa un giudice di un paese non comunitario a stragrande maggioranza musulmana alla corte europea? Beh, a mè non dà alcun fastidio il crocifisso nei luoghi pubblici, semplicemente perché riesco a vederlo non solo come un simbolo di una religione, ma come un simbolo che la trascende e che permea la nostra essenza. Scriveva Benedetto Croce nel suo celebre saggio del 1942:”Il Cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuto. Nessun’altra regge al confronto. Rispetto a lei tutte sembrano limitate”. E ci pensa Oriana Fallaci nella “Forza della Ragione” a ricordarci come senza il Cristianesimo ci saremmo scordati del Rinascimento e dell’Illuminismo; senza il cristianesimo niente Rivoluzione francese, niente socialismo, niente liberalismo. E proprio da lei, un’atea cristiana come amava definirsi, vengono le più belle parole dedicate alla figura di Gesù e al cristianesimo che, spogliato delle fiabe dei miracoli, dalle sovrastrutture cattoliche, liberato dai lacci dottrinali, resta una maestosa scommessa che l’uomo fa con sé stesso. Il Cristianesimo che intende Lei, e che intendo io, non è tanto quello spesso tradito o distorto dalla Chiesa cattolica o dalle Chiese protestanti, non è quello confessionale, non è fatto di incenso, di liturgie, di autorità spirituale, di potere, bensì è quel Cristianesimo che mette d’accordo il credente, l’agnostico e l’ateo, quello che va oltre la metafisica e riflette solo sull’uomo. E di quell’uomo ne rivendica la coscienza, il libero arbitrio, la responsabilità, il destino; come un uomo Gesù affronta il problema della laicità con la celebre frase:”Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”; come un uomo ferma chi voleva lapidare l’adultera; come un uomo tuona contro la schiavitù; come un uomo soffre, sbaglia, tribola e muore. E poi risorge, come un inno alla vita, come il rifiuto della morte, perché il contrario della vita è il nulla. Basta con il Dio onnipotente ed astratto che incenerisce, che minaccia, che si vendica, che ti ricatta, che ti soggioga, un Dio al limite della psicosi. Dio diventa uomo. In tutto questo la Fallaci scorge un elogio alla ragione, e quindi alla possibilità di scegliere e dove la scelta è consentita lì v’è libertà. Ecco il perché del suo essere un’atea-cristiana. Qui stanno i nostri principi, qui sta la nostra civiltà. Esattamente tutto ciò che non c’è nell’Islam. Esattamente tutto ciò che viene negato nell’Islam. Esattamente tutto ciò che l’Islam vorrebbe distruggere, con le bombe, con la paura, con l’appoggio (incosciente?) dei collaborazionisti, dei menefreghisti, dei rassegnati ed ora anche dei benpensanti di Strasburgo Alla fine non possiamo che affermare:”Non possiamo non dirci Cristiani”, ergo, per conto mio il Crocefisso sta bene esattamente lì dove sta. E, per inciso, NON c’è nessuna norma che ci obblighi a restare in Europa, soprattutto in questa Europa.
Risposta di lorella aviano 09:56 - 29/11/09
Su questa storia del crocifisso l'Unione Europea non la capisco .. Un simbolo è un simbolo .. di per se non fa male a nessuno. L'integrazione non nasce dal "cancellare un simbolo" casomai facendo così si inneggia all'odio tra diverse fazioni. L'integrazione nasce dal comprendere e accettare non dal bruciare e negare. Una volta era la Chiesa di Roma a bruciare sul rogo tutti gli idoli che considerava pericolosi. Ora sono gli integralisti che vorrebbero un mondo completamente musulmano. Io sono per la moderazione in tutti i sensi. Ognuno possa scegliere se essere cristiano, indù, musulmano, buddhista ecc.ecc. La religione è una questione esclusivamente personale. Almeno, così io la penso!
Risposta di Fausto 13:16 - 29/11/09

A me l'unione europea sta sulle palle! E trovo che deliberi su argomenti non di sua competenza o, per lo meno, su materie che gli stati non avrebbero dovuto demandare.

A parte l'euro che in un botto solo ha dimezzato il potere di acquisto (ma senza quello i mitici economisti hanno detto che avremmo fatto la fine dell'Argentina perchè il prezzo del petrolio sarebbe salito a dismisura... si perchè ora costa poco!!!), non ha tutelato le frontiere dai mercati Asiatici e tante, oltre a veramente tante cose...

A parte questo, dicevo, parliamo della sentenza Bosman che ha equiparato i calciatori alla stregua di comuni lavoratori e ha di fatto distrutto il nostro patrimonio calcistico nazionale (non mi si dica che abbiamo vinto i mondiali... perchè fino a 15 giocatori decenti non è un impresa arrivarci). Da li in poi nessuno ha più investito sui vivai nostrani (grazie Bosman).

Questa sentenza ha invaso una territorio tradizionalmente gestito a livello nazionale e a me sarebbe piaciuto che fosse rimasto così.

Se veramente l'unione europea volesse farci diventare un popolo unico dovrebbe "regalare" corsi ma soprattutto percorsi professionali di lingua comune (aimè non resta che l'inglese), e mi permetto di sottolinearlo perchè di altro tipo ce ne sono mille e allora tanto vale farli su internet.

A quel punto anche per gli italiani sarebbe più semplice emigrare, ma così no!!!

Resta il fatto che si impiccia delle faccende di casa altrui.

Quella del crocifisso deve essere una scelta nazionale, e chi vuole risiedere nella nazione si deve adattare, altrimenti di nazioni c'è pieno il mondo, la cambi pure.

Il fatto tutti o nessuno non vale, qui si sta decidendo di TOGLIERE non... di METTERE.

Nel secondo caso, su una faccenda senza storicità sono il primo a dire... tutti uguali, ma in questo caso no, si tratta di un atteggiamento maleducato ed irrispettoso di un ospite che entra in casa mia.

Perciò la porta è aperta a tutti, ma anche per girare i tacchi e tornarsene a casa propria...

In Italia non abbiamo più le palle per imporci contro il mostro Europa, l'ennesima macchina burocratica mangia soldi.

 
Risposta di Stefano Bruschi 10:10 - 30/11/09
Rispondo qui anche se alcune considerazioni sono valide anche per il dibattito "Valtaro, immigrazione, Islam ..." Solo alcune brevi pensieri. Innazitutto concordo con Marco Biasotti e Fausto. Il Crocefisso è un simbolo fondamentale della Nostra Storia: toglierlo significa rinnegare il Nostro Passato, abdicare a favore di chi pretende di calpestare il Nostro Territorio Nazionale, di cancellare la Nostra Memoria. di usurpare la Nostra Identità. A proposito dell'Unione Europea, poi, siamo veramente di fronte ad un'istituzione degna di Pulcinella. Italia bacchettata sulle norme che regolano l'immigrazione! Italia bacchettata, appunto, sul Crocefisso! Poi, proprio in questi. giorni la democratica Spagna (quella che ha sparato alle spalle dei clandestini che tentavamo di entrare nella loro enclave nel Nord Africa) inasprisce le norme che regolano, da loro, l'immigrazione. L'Unione Euroea ... l'Unione Europea TACE !!! Stefano Bruschi
Risposta di Remo Ponzini 12:15 - 30/11/09

Non ho nulla da aggiungere a quanto esposto da altri. Condivido appieno quanto esposto da Stefano. Io da NON CREDENTE dico che il crocifisso DEVE rimanere al suo posto.

 
Risposta di Giusy 21:38 - 01/12/09
Proprio non capisco perchè dobbiamo porci la questione! Insomma, siamo in casa nostra? Da che mondo è mondo in casa propria comanda il padrone di casa, o no? Sono secoli che il Crocefisso sta al suo posto e non ha mai sconvolto nessuno. Possibile che tutto ciò che si fa in Italia dia fastidio e deve essere cambiato? Passo passo ci demoliranno se noi non ci opponiamo in qualche modo, basta ipocrisie e facciamoci sentire!!!
 
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