Volevo sottoporre all'Amministrazione Comunale di Bedonia, ma anche a quella di Compiano e Tornolo (Maggioranze e Minoranze) l'idea di utilizzare meglio quel breve periodo di una settimana nel quale si racchiude la Festa più seguita a Bedonia e in Alta Val Taro.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un lento declino della qualità delle bancarelle espositive. Un impoverimento dell'offerta arrivata oggi a assomigliare più ad un bazar turco piuttosto che un luogo di aggregazione di un comune della montagna parmense.

Suggerirei all'Amministrazione di pensare con il giusto anticipo all'argomento cercando di incentivare in primo luogo la presenza di ambulanti di qualità.

Suggerirei di tralasciare il beneficio economico derivante dalla vendita degli spazi a favore di un investimento (quindi non solo non li farei pagare, ma anzi ipotizzerei una partecipazione alle spese). L'idea è quella di far crescere e confermare l'immagine di offerta di qualità e di unicità dei due-tre giorni più importanti.

Alcuni spunti:

- Allargamento dei momenti espositivi a tre giorni (da venerdì a domenica)

- Selezione degli ambulanti presenti (anche attraverso forme di incentivo)

- individuazioni di spazi tematici all'interno del paese

- individuazioni di momenti celebrativi ricorrenti (una volta si premiava un bedoniese che si era particolarmente distinto, perché non riprendere questa tradizione?)

- Creazione di stand gastronomici con vera cultura culinaria locale: torte, vecchie ricette...

- Creazione di stand o luoghi di cultura locale (ad esempio spazi con animali). A Sant'Ilario d'Enza c'è una bellissima fiera, di successo, e vengono ricreate cortili, fattorie con animali veri, con ambulanti che vendono prodotti contadini. Ad esempio c'era un ambulante di brescia che vendeva calze fatte con pura lana delle proprie pecore.

- Esposizione degli strumenti usati in campagna, ormai dismessi. Aratri, rastrelli, forche, falci... mio figlio mi ha chiesto cosa fosse una falce... Penso che in molti bambini non lo sappiano.

- Mostre fotografiche

- altre cose suggerite da tutti quelli che vogliono suggerire.

Cordialmente

Claudio Agazzi

Risposta di E. Mazzadi 17:53 - 28/03/11

Sono d'accordissimo su tutto.

Purtroppo gli stand di chincaglieria non aggiungono qualità alla fiera.

Sono tanti i nostri (e per nostri intendo di tutta la vallata) prodotti locali che potrebbero usare come volàno la fiera della madonna di San Marco.

- Produzioni biologiche (aziende agricole e agriturismi)

- cucina tipica (non sempre la solita porchetta/piadina!)

- coinvolgimento anche delle produzioni/esperienze della Val d'Aveto (in fatto di commercializzazione dei prodotti e del sistema turistico sono piuttosto bravi), della Val Trebbia, val di Magra, val Graveglia (in modo da attirare più gente dalle valli limitrofe) ecc. con magari qualche "special guest" delle valli delle Alpi.

Claudio ha già detto praticamente tutto. Lo sforzo per il rilancio dovrebbe, chiaramente, essere fatto dagli enti pubblici.

A presto

Risposta di Mattia Lezoli 19:33 - 28/03/11

L'idea è ottima, non so se sia facile o meno da implementare!!

Però effettivamente re-inventare un po' il premio Sant'Ilario di Parma non sarebbe male, e pure il mercato effetivamente andrebbe re-ingegnerizzato!

L'anno scorso era stata molto più bella la fiera d'Agosto che quella di San Marco...

Ps

Gigi, se vuoi mettilo pure in un post a parte..

l'altro giorno parlavo con una ragazza che aveva una bella idea per Bedonia, questa della fiera sarebbe già la seconda in pochi giorni...

Non sarebbe male creare una sorta di fabbrica delle idee, in cui chi ha idee (di qualsiasi tipo) per il paese le proponesse, ma non solo, mettendoci poi del suo, cercando di curare il progetto fino a portarlo a compimento, nei limiti di legge ovvio e in collaborazione poi con il Comune...

Un esempio: l'anno scorso insieme a Fabiola e alla Pia è venuta l'idea del Cinema all'aperto.. Ma non basta proporlo semplicemente, abbiamo contattato la Siae, le varie case cinematografiche per i permessi, il tecnico per il proiettore, tutti quei tasselli che hanno permesso che il Cinema si realizzasse.. Ovviamente poi anche il comune ha fatto la sua parte, come è giusto che sia, ma sarebbe bello anche veder realizzati dei progetti portati avanti da privati. Come l'iniziativa delle Foto dei personaggi di Bedonia sparse per il paese portata avanti da Gigi... Gli esempi potrebbero essere molti, forse l'unica cosa che manca è capire come coinvolgere la gente a proporre queste idee e a mettersi in gioco in qualcosa...

Con quest non sto dicendo che un singolo privato debba ri-organizzare la Madonna di San Marco, era un discorso molto più generale il mio.

Risposta di Valebd 22:44 - 28/03/11

Per quanto riguarda il cinema come gia espresso di persona piu volte lo vedo piu come evento invernale.... io utilizzerei le piazza per il teatro che all'estate si abbina bene ed è vivo! ricordo quando qualche estate fa c'erano le esibizioni dei fio dal burgo in replica dello spettacolo al farnese dell'inverno, pienone! Loro sono solo un esempio. E poi concerti, abbiamo tanti gruppi in zona, molti frutto della fucina del dopo scuola dello zappa fermi.... si parla tanto di giovani....

Risposta di Mattia Lezoli 13:01 - 30/03/11

Volevo mettere un chiarimento perchè leggendo quanto ho scritto potrei essere male interpretato:

L'idea del cinema all'aperto è stata della Pia, io e Fabiola abbiamo solo collaborato perchè queste serate si facessero...

Quello che volevo che rimanesse era il fatto che sarebbe bello che molte persone anche se non  c'entrano col comune, come per esempio ha fatto la Fabiola col cinema, si impegnassero a realizzare qualcosa, un po' come succede in altri comuni, dove quasi tutti gli eventi sono portati avanti da singoli o gruppi che non sono necessariamente istituzioni...

 
Risposta di Brontolo 2011 08:30 - 29/03/11

Ciao Claudio, devo dire che obietivamente la qualità della manifestazione (bancarelle ecc.) negli ultimi è anni è peggiorata moltissimo, una passeggiata nel guardare poco o niente.

Credo che la tua idea sia molto bella, però c'è da valutare il fatto che attirare la gente a Bedonia è veramente difficile e sinceramente pensare di utilizzare una manifestazione così importante, dove per tradizione il paese si riempie di gente, non so se ne vale la pena.

Penso forse potrebbe essere meglio metterla in un'altra data, creando un qualcosa di nuovo, che negli anni potrebbe diventare una tradizione e soprattutto aggiungendo un weekend importante nell'estate bedoniese.

Penso che la tua proposta debba avere un seguito, però credo che per organizzare una qualcosa del genere serva veramente tanto lavoro.

ciao

Brontolo

 
Risposta di Claudio Agazzi 20:07 - 29/03/11

Ciao

Ottime le idee di Emanuele, si possono riscoprire tanti valori aggiunti se li si vogliono cercare.

Mattia in realtà era stato aperto un argomento dove si parlava di laboratorio creativo di idee. Mi fa piacere che tu l'abbia riproposto perché sono proprio le idee che a volte possono risollevare delle situazioni.

Le idee sono tutte belle. Ci sono idee di contorno e idee strategiche. Purtroppo o evidentemente quelle idee proposte all'epoca non sono state prese in considerazione dalle varie amministrazioni (Bedonia, Compiano, Tornolo). Speriamo però che vengano tenute in caldo, con le loro e insieme possano essere valutate.

Per Brontolo. Sebbene sia una delle poche manifestazioni che ancora godono di un certo successo penso non sia immune da possibili regressi in termini non solo qualitativi ma anche quantitativi.

La festa della Madonna di San Marco richiama tanta gente che per affetti o abitudine viene a Bedonia in quei giorni.

Organizzare un altro evento credo sinceramente non avrebbe lo stesso successo. Ci sono già le tante feste durante il periodo estivo. Credo che per queste basterebbe un po' più di pianificazione strategica e comunicativa ma è un'altro discorso.

Consolidare e fortificare invece un elemento così forte del nostro mix di offerta è più semplice. La mia proposta è quella di estendere l'evento a più giorni, magari ad una settimana. Una settimana unica che si conclude la domenica della Madonna.

I più evoluti lo chiamano marketing territoriale. Io senza scomodare i vari guru lo definisco buon senso.

Ci vuole però molta energia, tanta. Sia da parte di chi organizza sia da parte delle Amministrazioni locali e soprattutto occorre mettere da parte quel balordo egoismo che alberga in ongnuno di noi.

Bene. Speriamo adesso di sentire Carlo Berni, e le sue colleghe di Tornolo e Compiano intervenire qui. Se riterrano questo argomento degno ovviamente.

Cordialmente

Claudio Agazzi

Risposta di Antonella Cavatorta 07:09 - 31/03/11

Buongiorno, apprezzo molto gli interventi di Claudio, sono schietti, diretti e fattibili. Io voglio dare il mio contributo, se vogliamo trovarci nelle prossime serate o al sabato pm per metter giù alcune idee, sarò presente.

Antonella

Risposta di michele intenza 19:55 - 31/03/11

sarò monotono ma non deve essere Carlo Berni per il comune di bedonia a lavorare su Queste Cose il Sindaco serve a ben altri compiti, ma non è solo giusto o sbagliato?!

Risposta di Cristina 20:47 - 31/03/11

Michele se non deve essere una scelta di cambiamento del sindaco o dell'amminstrazione comunale chi deve farsi carico di cambiare il paese ???

I commercianti dovrebbero essere in prima fila visto che sono loro i primi a guardagnarci però devono sempre essere guidati da un sindaco.  

 
Risposta di Claudio Agazzi 21:29 - 31/03/11

Ciao

Il 99,99% di queste proposte rimangono sulla carta perché è molto facile parlare (come ho fatto io) ma molto difficile fare. Poi a volte si aggiunge la non volontà di chi può decidere...

Chi se ne dovrebbe occupare? Michele dici che non deve essere il Sindaco? Forse intendevi che potrebbe occuparsene l'assessore al turismo.

Io credo che se ne dovrebbero occupare tutti e due visto che non si perde occasione per dire che il turismo da noi è strategico. Chiaramente il Sindaco ha dei collaboratori che lo devono aiutare e i collaboratori aggiungiamo li ha scelti lui.

Poi ci sono i beneficiari del turismo che sono i cittadini. I commecianti ovviamente ne hanno un benenficio diretto immediato ma anche gli artigiani, i liberi professionisti, a caduta godono del beneficio.

Se ci mettiamo a contare forse la cosa più o meno dovrebbe interessare tutta la popolazione in età da lavoro.

Antonella (grazie Antonella) è stata stupenda. Non solo ha scritto: "bene, bravi, bis" ma ha aggiunto che lei è disponibile a dare una mano. Sarebbe un'occasione per l'Amministratore da prendere al volo. I cittadini vanno sempre ascotati, sia che ti applaudano che ti critichino se poi sono disponibili a darti una mano, l'ignorarli rasenta il delitto.

Nella sostanza credo sia per forza l'Amminstrazione con l'Assessorato al turismo che dovrebbe coadiuvare un iniziativa così importante. Non si tratta di mettere 20 fotografie in bella mostra ma di strutturare un evento complesso, un contenitore enorme con rivoli di complicazioni e competenze. Non possono essere i privati ad occuparsene, o possono se delegati e aiutati dall'Amministrazione.

Io come Antonella mi rendo disponibile per qualche incontro "creativo" dove vengano discusse le idee. Sull'operativo sono un po' meno presente ma non per cattiva volontà.

Dovrebbe essere un'occasione dove le buone volontà si mettono insieme per il bene comune.

Tra le altre cose c'è l'associazione già costituita e credo (scusami se sabglio) coordianta da Maria Pia per le Arti che potrebbe essere l'oggetto coordinatore.

Aggiungo che se pur le idee possono essere tante e belle non necessariamente debbano essere tutte concretizzate il primo anno. L'importante sarebbe l'indicazione, la strategia, la volontà di iniziare.

Cordialmente

Claudio Agazzi

Risposta di Michele 11:10 - 01/04/11

tutto giustissimo, mi trovi pienamente d'accordo con quello che hai scritto. peccato che la nostra ( la mia la metto perchè sono sempre aperto a tutti e tutte le nuove proposte) buona volontà è molto spesso non supportata in modo adeguato.

è vero dire, che i primi a godere del Turismo (poi un giorno che ho tempo di scrivere un pezzo un pò lungo ed articolato sul Turismo in Valle ne parliamo, perchè non Esiste Turismo in Val Taro.) sono i commercianti e via dicendo, e mi pare che non solo io sono disposto ad aiutare nuovi eventi o riportare vecchi eventi ad antichi fasti.

da quasi quindici anni con quella che fu per mè una meravigliosa festa di integrazione, la Festa a tema Pachistano, creata con l'aiuto del Maestro Curà è iniziato il mio percorso per il paese, in quello che ritengo una sorta di volontariato, dato che non ho mai guadagnato un centesimo (e ci mancherebbe).

sono passate varie amministrazioni comunali ma il problema è sempre lo stesso, poca collaborazione, pochissima voglia da parte di chi è seduto dove la voglia è obbligatoria, altrimenti non ti metti in gioco.

Il mio può sembrare uno sfogo gratutito, ma sono troppi anni che dal nostro Palazzo di Governo non c'è un segnale di rinnovamento, io nei miei 35 anni per lo meno non l'ho ancora colto questo segnale, forse prima c'era ma ero troppo giovane per percepirlo.

concludo DICENDO A VOCE ALTA CHE CI SARO' SEMPRE PER IL MIO ADORATO E MERAVIGLIOSO PAESE, che sta invecchiado troppo in fretta.

alla riunione del sabato difficilmente potrò venire, basta una telefonata e sicuramente il mio piccolo aiuto è a disposizione di tutti quelli che vogliono far rialzare Bedonia, a partire da chi è nel Palazzo arrivando all'ultimo con un'idea per la Pieve.

Saluti a Tutti.

Michele.

Risposta di Antonella 12:43 - 01/04/11

Buongiorno, parlo della sottoscritta, faccio una breve autocritica ed uno sfogo: ho fatto ben poco per il mio paese, e di questo inizio a lagnarmene ed un po’ a vergognarmene. Ma oramai mi sono stancata di sentire, leggere, vedere violenze, indifferenze al nostro Paese.
Sono orgogliosa di essere italiana, sono orgogliosa di essere nata in questa magnifica nazione, e pertanto sono indignata di come siamo amministrati, di come stiamo gettando a puttane secoli di storia, affondando bellezze, svendendo le nostre peculiarità e quant’altro. Mi sono svegliata, forse è tardi, però voglio ormai dire basta. Questa realtà delle cose mi fa schifo. Mi fa schifo vedere prendere in giro la gente con false promesse, mi fa schifo vedere le nostre bellezze storiche distrutte, mi fa schifo vedere la gente che ci governa insultare le istituzioni, la bandiera, mi fa schifo vedere tutto questo sfacelo, questa indifferenza, mancanza di responsabilità; mi fa schifo vedere ministri che non sanno parlare l’italiano, che non sanno la costituzione, la storia, la nostra storia. Mi fa schifo vedere la scuola svenduta, mi fa schifo vedere un’opposizione statica, mi fa schifo tutto questo. Mi fa schifo vedere il campanilismo che no porta a nulla, mi fanno schifo le guerre tra poveri, mi fa schifo chi getta fango ingiustamente, mi fa schifo chi come me è sempre stato zitto. Vorrei essere migliore, vorrei vivere pensando ad un futuro migliore, e non rimpiangendo il passato, vorrei che i paesi in cui viviamo tornino ad essere abitati, vorrei vedere tanti bambini all’uscita di scuola coi loro grembiuli rosa o azzurri per mano ai nonni, vorrei vedere una maestra sgridare un bambino senza essere accusata di violenza, vorrei vedere campi arati, vorrei vedere il grano nei campi e la festa per la mietitura, vorrei vedere e sapere che le nostre strade sono sicure, vorrei vedere il sorriso nel viso delle persone che incontro, vorrei che i negozi fossero pieni di persone all’acquisto, vorrei..
Trovo ormai indignante il non prendere una posizione che non sta nel bianco o nel nero, nella destra o nella sinistra, in pianura o in montagna, in città o in campagna; ma sta nel buon senso. Buon senso nel governare un paese, buon senso nel governare una famiglia, buon senso nell’usare le cose, buon senso nel dosare le parole, buon senso di dire “sono capace”, buon senso di dire “non sono capace, lascio ad altri”.
Non posso pretendere che siano sempre gli altri che vadano avanti, con idee, progetti, iniziative e poi lodarli o criticarli. Inizio ad essere convinta che serve partecipazione. Se le idee sono buone bastano anche pochi soldi per realizzarle.
Un po’ mi stufa Gigi con tutte le sue idee, perché dannazione, sono buone! Sono fattibili, sono concrete e molte le ha realizzate e non ci sono volute vagonate di soldi per farle. Ora non voglio eleggerlo “Santo” ma dannazione, ce ne vorrebbero di gente come lui, come Claudio, e come tanti altri che scrivendo o non scrivendo su questo forum, fanno, vivono, amano i nostri paesi. Ci vorrebbe solo un po’ più di partecipazione da parte di tutti. Io inizio a darla. Se qualcuno vuole partecipare, i modi ed i tempi li possiamo trovare. Chiedo scusa a chi si è già dato da fare. Antonella

Risposta di E. Mazzadi 18:47 - 01/04/11

Brava Anto! .. e bravi Claudio, Michele, Mattia, Gigi, ecc.

L'entusiasmo e la passione sono fondamentali.

Per la buona riuscita di diverse iniziative serve un altro elemento-chiave: l'organizzazione. Si tratta di un lavoro di regìa, spesso oscuro, ma faticoso e indispensabile.

Servirebbe qualcuno, con tantissima buona volontà (un referente degli enti pubblici, o un referente dell'ufficio turistico, o un altro volontario), che "gestisse" tutte queste "energie" e proposte dei volontari, spianando la strada su tutti i problemi pratici, organizzativi, burocratici.

Un tale persona, per garantire una certa costanza, dovrebbe essere pagata adeguatamente, magari dedicandosi di più al turismo durante la bella stagione e facendo altri lavoretti (procurati dal comune) durante i periodi in cui il turismo scarseggia.

Purtroppo tante volte l'entusiasmo di alcuni può essere "smorzato" da inefficienze, cattiva organizzazione o sovraccarico di mansioni di alcune persone che poi "scoppiano" e mollano il volontariato una volta per tutte.

Insomma, serve sia un'organizzazione efficiente, sia tanta gente che nei fine settimana, invece di andare a sciare o al mare, abbia voglia di lavorare per il proprio paese!

Tutto molto difficile, ma tutto molto bello se si riuscisse a fare! :)

A presto!

Risposta di Valebd 23:41 - 01/04/11

Mi trovi pienamente in accordo con te michele, abbiamo iniziato con la stessa pro loco in quegli anni, io per la prima volta in un cda, dove poi ho passato quasi dieci anni con due altre pro loco, e gli anni precendenti sempre a dare una mano. Purtroppo però hai ragione tu, negli anni la non comunicazione e interazione con il Palazzo si sono sempre fatti sentire ad ogni Responsabile in successione.... serve piu interazione e non è facile in un paese come il nostro perche quando qualcuno ha le buone idee se vengono realizzate si va subito a polemizzare su quanto ci ha gudagnato quel qualcuno se non vengono realizzate restano nel cassetto.
Io sono convinta che se uno vota un' amministrazione comunale essa si deve occupare di tutto, con la collaborazione dei cittadini ovvio, ma ci vuole comunicazione e interazione non che noi cittadini o i commercianti devono sostituire l'amministrazione.

Risposta di Francesca Soffientini 14:26 - 23/04/11

è stato bello leggere le tue parole, concordo con te pienamente, siamo arrivati ad un punto in cui non si può più rimanere indifferenti e delegare sempre ad altri. Anch'io provo tanta rabbia per la non indignazione che vedo intorno a me, ma mi da speranza vedere che ci sono persone che hanno ottime idee e opinioni e non hanno paura di esprimerle. é sicuramente necessario un cambiamento della politica italiana, ma per arrivare a questo è necessario un cambio della mentalità italiana.
Comunque il vostro foum di discussione è un inizio e per me che a Bedonia non vivo più è una gran bella cosa. Fatevi sentire, c'è bisogno di persone propositive come voi, che hanno voglia di dare e fare.
Vista da fuori Bedonia è un paese che piace, con tante risorse, poco sfruttate.

 
Risposta di Remo Ponzini 19:58 - 01/04/11

Bravi ragazzi!!!  
Interventi costruttivi accompagnati da disponibilità, da concordanza d'intenti, da estro creativo.
Mi ha anche gratificato constatare che siete tutti giovani e tutti estremamente propositivi. L'unico disappunto è che nessuno fra voi era presente nelle liste dei candidati a governarci.
Spero che in futuro ci sia anche questa vostra disponibilità. Ne abbiamo bisogno.
 
Se non si arriva velocemente a quel ricambio generazionale che ho ripetutamente ribadito su questo forum,  la nostra italietta non potrà avere alcun futuro.
Abbiamo una pletora sterminata di parlamentari che mi fanno solo raccapricciare (in prima battuta avevo scritto : inorridire).
Il malessere generale che tutti percepiamo lo ha perfettamente descritto Antonella nel suo lungo e comprensibilissimo sfogo. Ci ha fatto, purtroppo, una disanima della situazione generale veramente  " horribilis " ma, ahimè, estremamente veritiera. Comunque va rimarcato che questa ragazza ha reagito con risolutezza senza lasciarsi soverchiare dallo sconforto. Se rileggete attentamente il suo post noterete che mentre da un lato denunciava i lerciumi dall'altro contrattaccava indomita abbandonando ogni atteggiamento rinunciatario.  BRAVA !!!
Leggo che hai entusiasmato anche E. Mazzadi; ti meritavi questi riconoscimenti.

Claudio Agazzi era partito con la festa di S.Marco che è in sofferenza da qualche anno ma poi il dialogo si è esteso al turismo in generale di cui anche questo evento fa parte. Vanno superati gli assurdi egoismi e gli atteggiamenti invidiosi ai quali troppo spesso assistiamo. Il calo di presenze non danneggia solo gli operatori interessati ma tutta la popolazione, compresi i tanti pensionati come il sottoscritto. Quando sento dei poveri negletti (così li considero) pronunciare il "chi se ne frega " provo solo profondo disgusto e commiserazione.

Grazie a tutti voi.
Remo.

 
Risposta di Arturo Curà 16:22 - 04/04/11

Scrive Michele:
"....con quella che fu per me una meravigliosa festa di integrazione, la Festa a tema Pachistana, creata con l'aiuto del Maestro Curà è iniziato il mio percorso per il paese, in quello che ritengo una sorta di volontariato, dato che non ho mai guadagnato un centesimo (e ci mancherebbe)."

Che bellissimo ricordo la "Cena Pakistana"! Era nata semplicemente da una idea scattatami nelle sere di prima estate quando con i soliti amici stazionavo fuori del Bar Lucia, incuriosito dal profumo dei "soffritti" che friggevano ai piani superiori abitati allora da un gruppo di Pakistani.
Era lo stesso aroma che nell' infanzia sentivamo nelle nostre cucine di campagna ( le cipolle a friggere ). Una sera arriva l'allora Presidente della Pro Loco Massimo De Santis e gli comunico l'idea. "Volete fare una serata speciale per questa estate? Perchè non organizzate una cena fatta dai Pakistani!"  De Santis accoglie l'idea con entusiasmo, incontra i Pakistani che dapprima tentennano davanti alla difficoltà di preparare una cena in grande stile e poi accettano.
Parte l'organizzazione e la pubblicità su Videotaro. Il numero di partecipanti non doveva superare i 50. In meno di due giorni si chiudono le prenotazioni perchè si iscrivono ragazzi di Borgotaro, Albareto, Tarsogno.... La cena viene organizzata nella piazzetta dietro la Chiesa, parte male ( qualche goccia ) ma da subito si rivela un successo: 90 persone sedute ai tavoli, i cuochi pakistani preparano meticolosamente i piatti con una pulizia da fare invidia ai grandi chef d'albergo ( il riso fatto bollire e poi filtrato entro enormi tele bianche ). Il menù: riso con "sughi" nelle  piccole terrine, carne spezzettata con aromi succulenti e perfino il dolce, una specie di budino di riso delicatissimo...
C'è nella piazzetta una sana e composta allegria e la palese sensazione di essere dentro un avvenimento perlomeno inconsueto oltre al significato sociale di due culture che si incontrano. Il numero e la durata degli applausi non si contano e riverberano sui volti umili e radiosi dei ragazzi del Pakistan persino increduli dell'accoglienza. Sul finire della cena si odono musiche arrivare da lontano e poco alla volta apparire i "danzatori filippini" con pali e fiaccole luminose arrivati a Bedonia nel pomeriggio e portati qui all'insaputa di tutti  dal funambolico Direttore della Scuola di Sport Barilla Carlo Devoti..... Bei tempi!  Arriva altra gente e tutti assistono estasiati ad una esibizione da grande teatro di danza orientale. E' un vero trionfo. La conclusione pare miracolosa: dopo le danze i pakistani si rimettono alle cucine, gli italiani fanno i camerieri, i filippini siedono a tavola e mangiano il riso dentro un carosello di sorrisi e battimani.
Questo il resoconto di quell'evento che purtroppo per varie ragioni non fu più ripreso... Mi sono dilungato perchè quella serata indimenticabile era nata da un'idea che poteva sembrare peregrina o irrealizzabile. Ma le idee, anche se belle, rimangono solo "buone intenzioni": per realizzarle occorre la volontà, l'estro e il coraggio.
E questo era successo quella sera di un agosto bedoniese di cui tutti andammo fieri: Valtaresi, Pakistani e Filippini.
Nel frattempo era anche spuntata la luna dietro il campanile.

Risposta di carlo devoti 06:58 - 02/05/11

caro Arturo,
non ho mai partecipato, soprattutto per mancanza di tempo, ai vostri dibattiti. Visto che hai parlato di noi, colgo l' occasione per ringraziarti della  sensibilità e competenza con cui hai seguito la nostra esperienza a Bedonia. L' incontro con lo straniero e con la diversità è un tema di grande attualità a cui i nostri giovani non potranno sottrarsi anche perchè non può che aiutarci a crescere meglio. Forse eravamo un pò in anticipo sui tempi. ciao a tutta Bedonia e grazie per gli indimenticabili momenti vissuti.

carlo devoti 

Risposta di Remo Ponzini 11:08 - 03/05/11

Egregio signor Carlo Devoti,
mi ha fatto estremamente piacere leggere il suo intervento sul forum della nostra vallata.  Penso che tutte le persone ragionevoli nutrano nei suoi confronti sentimenti di riconoscenza e di intensa gratitudine. Lei e la sua sterminata trupe di ragazzi provenienti anche da paesi lontani, avete contribuito fattivamente a dare lustro al paese di Bedonia per tanti anni. La sua opera educatrice ha permesso a tanti giovani di trascorrere le vacanze estive in un ambiente sano e confortevole. Al contempo li ha indirizzati verso le più svariate attività sportive consentendo loro di forgiarsi sia fisicamente che moralmente.

Ma oltre all'aspetto ludico/educativo va evidenziato che Lei si è prodigato per fare emergere i costumi e le colture di tanti popoli dell'est Europa che erano magnificamente rappresentati da questi adolescenti che stavano affacciandosi alla vita.
Gli spettacoli folcloristici che riempivano le serate bedoniesi resteranno sempre impressi nella nostra memoria.

Ma Lei, molto generosamente, non ha mancato di farci qualche rapida capatina estiva portandosi al seguito quei gruppi di ragazzi in costume che tanto ci avevano deliziato. Il maestro Arturo Curà, sempre attento a tutto quello che odora di cultura, ha menzionato quelle serate fauste che si erano trasformate in autentici trionfi.

Ovviamente tutta l'Alta Val Taro si augura che un giorno possa ritornare stabilmente fra noi per farci rivivere quei tempi rigogliosi e fiorenti.
Noi cittadini possiamo solo fare pressione sui nostri pubblici rappresentanti affinchè si attivino per ricreare quelle condizioni di ricettività che possano indurla a ricalcare queste terre che anche Lei ha amato.

Grazie e arrivederci.
Remo Ponzini.    

 
Risposta di Claudio Agazzi 19:01 - 03/05/11

Ciao a tutti.

L'argomento era un altro ma vedere Carlo Devoti che interviene nel forum apre il cuore.

E' una persona pacata, di spirito, sportiva, capace.

Sono rimasto dell'idea che Devoti doveva essere "sfruttato" meglio quando lo si poteva fare, quando c'erano più risorse, ma purtroppo non lo si è fatto.

Possiamo essere fortunati per quanto abbiamo ricevuto.

Qualcuno obiettava che lui gudagnava da tutto questo... si avete letto bene. Qualcuno obiettava che un imprenditore guadagnasse dalla propria impresa... e quindi andava evidentemente spremuto... Tristezze paesane purtroppo.

Per chi volesse vi metto il link di un intervista che gli feci per "Il Mio Paese" un po' di anni fa...

http://www.ilmiopaese.info/numeri/3/art2.html

Cordialmente

Claudio Agazzi

Ps Per la Festa della Madonna di San Marco nessuna nuova? Qualche novità? Qualche interessamento, qualche idea che sta per essere realizzata?

Risposta di Arturo Curà 11:59 - 08/05/11

Diventa obbligatorio soffermarci alcuni istanti su quello "tsunami" rivoluzionario che fu la " Scuola di Sport Barilla " a Bedonia, un'esperienza intelligentemente caldeggiata dal sindaco Renato Cattaneo e dal presidente della Comunità Montana Arturo Ghiorzo senza la quale Bedonia si è sentita impoverita e orfana. Carlo Devoti, che qui saluto con affetto, è persona che vede lontano, un' instancabile fucina di idee, un lavoratore indefesso e, senza cadere nella facile retorica, un organizzatore a livello internazionale. Chi, per esempio, saprebbe radunare in un colpo solo corpi di ballo ceceni, acrobati cinesi, cori della Bosnia Erzegovina, danzatori filippini, atleti di importanza non solo nazionale provenienti da successi olimpionici come fantasmagorico corredo alle giornate dello sport praticato da centinaia e centinaia di ragazzi provenienti da ogni regione italiana? Il centro di questa fucina di idee realizzate era sul Colle san Marco e Bedonia ne era la propaggine quando i ragazzi sciamavano ogni sera rigorosamente richiamati all'ordine alle 22. Poi c'era l'attesa per i Saggi di fine corso e per gli Spettacoli in piazza. Il paese ne era vivificato come  era straordinario vedere passeggiare per le strade cinesi, russi, albanesi in un florilegio di razze che gli abitanti di Bedonia non avrebbero mai potuto incontrare. Insomma una ricchezza multiculturale davvero all'avanguardia. Ma la stupefacente iniziativa che si arricchiva anno dopo anno, "come tutte le più belle cose, visse solo un giorno come le rose"(da Fabrizio De André ). Infatti sorsero tra gli abitanti fastidiose critiche su Carlo Devoti che, essendo un organizzatore-imprenditore e non un missionario salesiano, si "sarebbe arricchito" alle spalle del paese.... e astiose gelosie nell'ambiente del commercio cui fecero eco posizioni faziose di amministratori piuttosto miopi e infine incomprensioni e impicci economici con il Seminario che ospitava la Scuola di Sport.

Insomma il giocattolo si ruppe e non ci fu nessun Carlo Devoti nel paese capace, malgrado le critiche, a rimettere in piedi non dico un colosso come la Scuola di Sport ma nemmeno una sua pur limitatissima imitazione. E le estati bedoniesi si accorciarono, si svuotarono e si intristirono. Allora sorsero i lamenti dei sostenitori e i silenzi dei denigratori. Per chi, come me, quell'esperienza è stata arricchente, unica e strepitosa, fu un colpo di vuoto che faceva prevedere il nulla o il quassi nulla che sarebbe arrivato. E il nulla o il quasi nulla arrivò puntualmente; ma chiudere la stalla quando i buoi ne sono usciti è sinonimo di insipienza o perlomeno di colpevoli distrazioni. A distanza di anni rimane il ricordo bellissimo e insieme l'amarezza di un distacco senza ritorno.

Comunque ancora un grazie a Carlo Devoti e a coloro che sostennero con caparbietà quell'esperienza oggi impensabile.

 
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