Bellissimo il motto di Vittorio Arrigoni, assassinato a Gaza ieri: "Restare umani". Senza entrare nel merito dell'irta questione mediorientale, senza le solite etichette nostrane di sinistra o di destra o di centro, propongo di commemorare un grande e giovane essere umano che ha pagato duramente il suo "farsi prossimo" a favore di una parte dei "dannati della Terra". Se ormai non ci fosse un abuso del termine "eroe", lo proporrei come tale. Finché al mondo ci saranno giovani idealisti come lui che lottano pacificamente (o così  pare) per le loro idee di giustizia ed eguaglianza, qualche speranza c'é. Anche se la risposta vera la sa solo il vento, come nella canzone di Bob Dylan.

Peppino Serpagli (Mi)

Risposta di Maria 19:55 - 16/04/11

Ho letto "Restiamo umani" l'anno scorso. Un libro che mi ha scosso parecchio. Un libro che mi ha fatto capire molte cose sulla questione palestinese. Ma soprattutto un libro che mi ha dato modo di conoscere Arrigoni, che ho poi continuato a seguire sul suo blog. Sottoscrivo totalmente quanto detto da Peppino, con una considerazione banale e, al contempo, amara:  per un soldato armato che muore in una guerra non sua si sprecano le manifestazioni ufficiali di cordoglio, mentre per la dipartita di un vero costruttore di pace si sente quasi il sollievo delle istituzioni... meglio così... Vik non amava la retorica...

 

 
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